Emilia-Romagna, verso la nuova legge quadro della cultura: percorso partecipato con territori e operatori
La Regione Emilia‑Romagna accelera sul fronte delle politiche culturali con un percorso partecipato per l’approvazione della prima legge quadro regionale della cultura, un testo organico che punta a mettere in rete istituzioni, territori e operatori per rispondere alle sfide contemporanee e rafforzare il ruolo della cultura come motore di crescita sociale ed economica.
L’iniziativa, promossa dall’Assessora alla Cultura Gessica Allegni, è stata avviata lo scorso 26 febbraio con il primo Forum che ha riunito i 330 assessori alla cultura dei Comuni emiliano‑romagnoli e ha già coinvolto associazioni di categoria, sindacati, hub culturali e realtà dello spettacolo dal vivo. L’obiettivo dichiarato è approvare la legge entro la fine dell’anno, trasformando la pluralità delle voci del mondo culturale in una visione condivisa e strategica.
La nuova legge quadro si propone come elemento di semplificazione normativa, accorpando le circa venti disposizioni esistenti in un unico testo organico e introducendo strumenti più chiari e una programmazione stabile basata su due programmi triennali capaci di orientare le politiche culturali regionali. In questo quadro, si intende dare nuovo slancio a biblioteche, teatri, musei, giardini storici, case museo e spazi pubblici, concepiti come centri di partecipazione, socialità e rigenerazione urbana.

Il percorso, strutturato in una serie di incontri progressivi, proseguirà con sessioni dedicate a musei e biblioteche l’8 aprile, seguite da momenti di confronto con istituti storici e operatori del cinema e degli enti partecipati. La legge punta anche a rafforzare spettacolo dal vivo, musica, danza, cinema, filiera del libro e promozione della lettura, oltre a consolidare l’impegno sulla memoria storica dal XIX al Novecento, con particolare attenzione ai valori democratici radicati nella storia regionale.
Per l’assessora Allegni, si tratta di “un processo partecipativo… molto di più di un riordino normativo”, finalizzato a definire una visione culturale aggiornata, accessibile e inclusiva, riconoscendo la cultura come diritto fondamentale e i luoghi della cultura come infrastrutture democratiche essenziali per la crescita delle comunità e dei territori.