La matematica visiva di Max Bill
Architetto, ma pure pittore, scultore, designer e grafico, Max Bill frequenta il Bauhaus tra il 1927 e il 1929 e da questa esperienza ricava i principi fondanti per esprimere un’arte razionale che esprime durante l’arco della sua vita, costruendo relazioni personali lungo l’asse fra Milano e Zurigo.
L’attività artistica, il pensiero teorico, la pratica a contatto con l’industria e l’insegnamento sono per lui aspetti di un unico metodo basato sull’idea di “artista universale”.
Visitare l’esposizione max bill (1908-1994): la grammatica della bellezza al m.a.x . Museo di Chiasso (10 minuti d’auto oltre il confine italiano) appare quanto mai appropriato: soprattutto in un momento dove il diluvio figurativo inonda in Italia anche lo spazio più remoto.
Il m.a.x. non dispone di spazi enormi: vi troviamo esposte una sessantina di opere che illustrano con eleganza ognuno degli ambiti percorsi, anche quelli (che lui non considerava affatto) “minori”
Max Bill ha avuto un ruolo importante nella grafica pubblicitaria, ad esempio. Tra gli Anni ’30 e i ’50 lavorava nel suo studio Bill-zürich reklame progettando manifesti, loghi, impaginazioni e campagne pubblicitarie e branding editoriale.
Aveva un’idea molto diversa da quella tradizionale: per lui la grafica non è decorazione, ma una forma di comunicazione basata sulla logica.
Per questo utilizzerà forme semplici, come cerchio la linea o la griglia per ottenere composizioni sempre pulite, nitide, matematiche.

Accade altrettanto per le sue scelte tipografiche dove utilizza sempre caratteri estremamente leggibili, inseriti in layout razionali.
Il suo minimalismo geometrico ha trovato però esiti meravigliosamente incongruenti: il suo diniego degli effetti superflui lo porta oggi ad essere apprezzato come fondatore di un’estetica precisa quanto attraente.
il fatto è che i lavori di Max Bill non riproducono, non rappresentano, ma creano realtà visive nuove e perfette.
Considerato tra i padri fondatori della grafica svizzera, nel dopoguerra è pure stato uno dei massimi esponenti dell’arte concreta, movimento artistico nato negli anni ’30 che rifiuta tanto il realismo quanto ogni espressione emotiva.

Come pittore e scultore Max Bill si concentra sull’invenzione di forme geometriche pure, utilizzando colori semplici e strutture dove l’equilibrio visivo basato su proporzioni matematiche.
L’astrattismo purissimo di Max Bill ha collegato arte, design e architettura: e questa resta forse la sua eredità più importate.
