BergamoScienza 2026, quando i saperi si incontrano
Dall’1 all’11 ottobre si svolge la ventiquattresima edizione del festival BergamoScienza, che porta a Bergamo oltre duecento appuntamenti gratuiti. Tra gli ospiti il Nobel Susumu Kitagawa e Jocelyn Bell Burnell, con un omaggio a Rita Levi-Montalcini a quarant’anni dalla sua onoreficienza.
Nell’estate del 1967 una giovane dottoranda di Cambridge passava le giornate a srotolare metri e metri di carta. Erano i tracciati di un radiotelescopio che lei stessa aveva aiutato a progettare. In mezzo a quel rumore di fondo, notò un piccolo segno che ricorrente, con una regolarità quasi statistica. Un impulso ogni secondo e un terzo, come il battito di un cuore lontano. Per scherzo qualcuno pensò a un messaggio alieno. Era invece il moto di un corpo celeste che ruotava su se stesso. Quella ragazza si chiamava Jocelyn Bell Burnell e aveva appena scoperto le stelle pulsar.
Il 2 ottobre quella storia rivive sotto il tendone del PalaScienza, in piazza della Libertà a Bergamo.
Convergenze, la parola che lega il festival
BergamoScienza torna con oltre duecento appuntamenti tra conferenze, laboratori, mostre, spettacoli e concerti. Sono tutti gratuiti previa prenotazione online. Il filo che li unisce è una parola sola, Convergenze. Il programma lo spiega così. “La complessità delle sfide contemporanee non può essere affrontata da un solo punto di vista, né con lo sguardo di una singola disciplina”. Il festival crea uno spazio in cui scienza, cultura umanistica e scienze sociali trovano terreno comune. Arriva a questo appuntamento nella nuova veste di Fondazione, con il Comitato Scientifico presieduto da Telmo Pievani. La serata inaugurale del 1° ottobre è dedicata alla cooperazione scientifica internazionale. Sul palco Piero Genovesi dell’ISPRA, Andrea Lausi del centro di ricerca SESAME in Giordania e Chiara Montaldo di Medici Senza Frontiere. Da lontano arrivano le voci di Mazin Qumsiyeh da Betlemme e di Johanssen Obanda dal Kenya. Modera Massimo Polidoro.
Dal Nobel per la Chimica alle orme dei dinosauri
Tra gli ospiti più attesi c’è Susumu Kitagawa, premio Nobel per la Chimica 2025. Il 7 ottobre racconta la rivoluzione delle spugne molecolari, materiali pieni di minuscole cavità capaci di catturare gas e molecole. Francis Halzen accompagna il pubblico tra i ghiacci dell’Antartide, dove l’osservatorio IceCube dà la caccia ai neutrini. Giovanna Tinetti presenta la missione Ariel, dedicata ai pianeti che orbitano attorno ad altre stelle. Marialuisa Aliotta spiega perché siamo figli delle stelle. Daniel Rothman del MIT mette a confronto le grandi crisi climatiche del passato con quella che stiamo vivendo. Il paleontologo Cristiano Dal Sasso racconta le orme di dinosauro scoperte in Val di Fraele, sulle Alpi lombarde. Antonio Casilli accende la luce sui lavoratori invisibili che rendono possibile l’intelligenza artificiale. Nicola Armaroli parla invece di energia e di transizione.
Quarant’anni dopo il Nobel di Rita Levi-Montalcini
Rita Levi-Montalcini è stata presidente onoraria di BergamoScienza. Nel 1986 ricevette il Nobel per la Medicina per la scoperta del fattore di crescita nervoso, l’NGF. A quarant’anni di distanza il festival le dedica un percorso speciale. In piazza Dante una mostra fotografica ripercorre la sua vita di scienziata. Il 7 ottobre viene proiettato il documentario The Brain Keepers. Il 9 ottobre l’incontro dedicato all’NGF vede la partecipazione di Piera Levi-Montalcini. La ricerca è anche una forma di memoria. Custodisce ciò che è stato scoperto e lo consegna a chi viene dopo.
Musica, immagini e codici segreti
La scienza a Bergamo parla anche altre lingue. Contaminazioni Contemporanee, il festival internazionale di musica contemporanea diretto da Alessandro Bettonagli, compie vent’anni. Li festeggia con una mostra fotografica di Luciano Rossetti all’ex Chiesa della Maddalena e con una serie di concerti. Evgueni Galperine apre con Theory of Becoming. Il trio di Anouar Brahem porta After the Last Sky nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove si esibisce anche il Duo Gazzana. L’11 ottobre il CULT! Auditorium proietta Metropolis, il film muto di Fritz Lang del 1927. La musica dal vivo è affidata a Xabier Iriondo, Corrado Nuccini, Roberta Sammarelli e Karim Qqru, musicisti di Afterhours, Giardini di Mirò, Verdena e Zen Circus. Nell’atrio di Palazzo Libertà la mostra Codebreakers, realizzata da Computer Stories con Fondazione 101, conduce i visitatori dai codici segreti fino alle chat di WhatsApp. Nell’incontro Anatomia di un click la filosofa Sabina Leonelli dialoga con l’information designer Federica Fragapane.
Una città che diventa laboratorio
Dalla nascita nel 2003 BergamoScienza ha raccolto più di quattro milioni di presenze e ha portato in città trentasette premi Nobel, ma non fanno l’intero valore del festival. Sta nelle scuole che hanno riempito le piazze con i loro esperimenti. Sta nelle Mattine Fuoriclasse, dieci conferenze pensate per gli studenti e aperte a tutti. Sta nella scelta di mettere sullo stesso palco ricercatori, musicisti, fotografi, designer e divulgatori. Per chi lavora con la cultura è forse questa la convergenza più preziosa. Jocelyn Bell Burnell lo aveva capito davanti a un rotolo di carta. Un segnale diventa scoperta solo quando qualcuno si ferma ad ascoltarlo. A Bergamo, per undici giorni, ci sarà tempo per farlo.