Rallentare, a Milano il festival che rimette il tempo al centro
Il 2 e 3 ottobre la Fondazione Culturale San Fedele di Milano ospita la seconda edizione di Rallentare, il Festival dei ritmi sostenibili, promosso con la rivista Aggiornamenti Sociali. Due giorni di dialoghi, mostre, laboratori e spettacoli, quasi tutti a ingresso gratuito.
C’è una parola che a Milano suona quasi come una provocazione… Rallentare. In una città che misura tutto in minuti, dove si cammina guardando il telefono e ci si saluta già con la testa altrove, fermarsi sembra un lusso o un gesto innaturale. Eppure, a pochi passi dal Duomo c’è chi ha deciso di farne un evento culturale. Per due giorni il tempo non sarà una risorsa da ottimizzare, ma un tassello fondamentale per il benessere.
Un festival nato per un anniversario
Rallentare è nato nel 2025 per celebrare i settantacinque anni di Aggiornamenti Sociali, la rivista dei gesuiti diretta da Giuseppe Riggio. La prima edizione si è svolta in una sola giornata e ha reso omaggio anche ai dieci anni dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. Quest’anno il festival raddoppia e si sviluppa tra Piazza San Fedele e Via Hoepli. Gli organizzatori lo presentano come “un invito a ripensare i ritmi quotidiani e a vivere la musica, l’arte e la parola come esperienze immersive e contemplative”. L’obiettivo è favorire riflessione critica, partecipazione e nuovi immaginari sociali ispirati all’ecologia integrale. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti fino a esaurimento posti, tranne lo spettacolo serale del sabato. Per i bambini dai 6 agli 11 anni c’è uno spazio dedicato con animatori.
Venerdì, tra memoria e arte contemporanea
L’apertura del 2 ottobre guarda alla storia del luogo. Si ricordano gli ottant’anni di presenza dei gesuiti a San Fedele, raccontati anche da una mostra di immagini e documenti. Andrea Dall’Asta SJ e Stefano Stoppa dialogano sul Sacro Cuore di Lucio Fontana, la ceramica che compie settant’anni. Segue l’inaugurazione di Silence, l’opera di Peter Belyi. L’artista russo di San Pietroburgo era già stato protagonista in primavera della mostra 153. I silenzi dell’Apocalisse alla Galleria San Fedele. Il progetto nasce con la Galleria Giampaolo Abbondio e l’associazione I penultimi. In serata Francesco Cambiaso SJ guida una passeggiata sociale nel centro di Milano dal titolo Una città in chiaroscuro. È un percorso tra storie di fragilità e di riscatto, realizzato con l’Assistenza Sanitaria San Fedele.
Sabato, i dialoghi sul tempo che viviamo
La giornata del 3 ottobre si apre con Abitare lo stesso tempo, un confronto tra generazioni. Partecipano la pedagogista Anna Granata, Lorenzo Pregliasco di YouTrend, la statistica Linda Laura Sabbadini e Tommaso Salaroli. Modera Giuseppe Riggio SJ. Durante l’incontro vengono premiati i vincitori del concorso letterario Storie per rallentare. Nel pomeriggio Sylvie Goulard, già ministra della Difesa francese, dialoga con il giornalista Claudio Sardo sui tempi della buona politica. Modera Paolo Foglizzo. Segue Ma come viviamo? Stili di vita in un mondo che cambia, con Ilaria Neirotti e l’urbanista Paolo Pileri del Politecnico di Milano. Porta la sua testimonianza AlgoNatural e modera Mauro Bossi SJ. Al mattino c’è anche una colazione con la rassegna stampa europea curata da Chiara Vitali.
Arte, ascolto e cinema in pellicola
Accanto ai dialoghi il festival costruisce un percorso fatto di esperienze. Per tutta la giornata di sabato è visitabile Il volto della violenza, la mostra del Premio Artivisive San Fedele 2025/2026. Qui giovani artisti si confrontano con il tema della violenza, con visite guidate da Chiara Cardini. Luca Ilgrande accompagna il pubblico nella chiesa e nel museo di San Fedele con Vedere e gustare, in collaborazione con il Centro Ignaziano di Spiritualità. Sempre lui cura L’arte di rallentare, esercizi di contemplazione estetica davanti alle opere. Alfonso Alberti e Massimo Colombo propongono Il respiro ritrovato dell’ascolto, un laboratorio di ascolto musicale immersivo legato alla rassegna INNER_SPACES. Colombo firma anche con WARSHADFILM Camera oscura, un cortometraggio accompagnato da musica elettronica dal vivo. Chi vuole sporcarsi le mani può iscriversi al laboratorio di filmmaking in pellicola. Andrea Serra porta in scena Passo passo, un piccolo monologo lento realizzato con CVX Italia. La Libreria Àncora allestisce uno spazio libri. Flavio Emanuele Bottaro SJ guida La forza del silenzio, esercizi di rallentamento interiore. In chiesa si celebra infine una Messa senza fretta.
La leggerezza di Leonardo Manera
La chiusura del festival è affidata all’ironia. Leonardo Manera sale sul palco dell’Auditorium San Fedele con Vivere, ridere, rallentare. È l’unico appuntamento a pagamento del programma. Scegliere un comico per chiudere un festival sulla lentezza non è un caso. Anche la risata ha bisogno del suo tempo. Arriva solo se qualcuno ha la pazienza di aspettarla. Forse è proprio questa la lezione più semplice di Rallentare. Il tempo non si guadagna correndo. Si ritrova quando decidiamo di abitarlo insieme.