Il suono come opera d’arte: l’esperienza di RAM radioartemobile
La sound art è un’arte che si posa sulle superfici senza toccarle. Attraversa i muri, disegna mappe invisibili, trasforma l’architettura in esperienza. È il pensare lo spazio attraverso il suono, e il suono attraverso lo spazio.
Rimette al centro ciò che non si vede: una vibrazione, un’eco, una frequenza nascosta capace di sovvertire il nostro modo di percepire l’ambiente. Lo spazio smette di essere un semplice contenitore e diventa un organismo vivo, che respira insieme all’opera. È il luogo in cui il suono smette di essere musica e diventa materia viva: un corpo invisibile che si appoggia a chi lo ascolta, lo attraversa, lo ricorda.
Il suono costruisce spazi di ascolto, luoghi da abitare con la pelle, con la memoria, con quel punto segreto del corpo in cui le emozioni nascono prima delle parole. In questo senso, la sound art è una forma d’arte contemporanea che utilizza il suono come materiale principale della creazione artistica. Non è musica in senso stretto, anche se può includerla: è un campo ibrido in cui il suono diventa spazio, scultura, esperienza, ambiente, concetto.
È sufficiente un luogo vuoto — una stanza dismessa, un corridoio dimenticato, un’architettura rimasta in silenzio per anni — perché il suono lo riaccenda, lo misuri, lo riveli. Il suono aderisce allo spazio come l’acqua aderisce alla forma che la contiene. All’aperto, invece, diventa nomade: si disperde, corre, si confonde con il vento. Occorre allora trovare un gesto, un contorno, un modo per accoglierlo affinché non evapori. Il suono chiede cura, presenza, una forma in cui risuonare.
È in questo ambito che da oltre venti anni si muove RAM radioartemobile, realtà di riferimento internazionale per la ricerca e la diffusione della sound art. RAM intercetta ciò che vibra sotto la superficie dell’arte contemporanea e gli dà spazio, ascolto, corpo. Ha intuito prima di molti che il suono non è un semplice accompagnamento, ma una materia autonoma, capace di trasformare i luoghi e chi li attraversa.

Nel corso della sua attività, RAM radioartemobile strettamente connessa con Zerynthia, Associazione per l’Arte Contemporanea OdV, ha realizzato più di 150 eventi dedicati all’arte contemporanea e alla sound art, collaborando con oltre 100 artisti riconosciuti a livello mondiale e con più di 40 musei e istituzioni pubbliche e private: circa 20 in Italia e oltre 20 tra Europa, America e Oriente, spesso anche in spazi non deputati all’arte. Un lavoro costante che ha contribuito in modo decisivo alla diffusione e al riconoscimento dell’arte sonora nel panorama internazionale.
A questo percorso si affianca MPDS Audio Archive (www.mpdsaudioarchive.org ), un archivio digitale donato nel 2021 all’Accademia di Belle Arti di Roma, che raccoglie oggi oltre 2.500 file sonori tra opere, interviste e documenti, configurandosi come uno dei più importanti archivi internazionali di arte sonora.
RAM ha costruito, nel tempo, un vero e proprio museo senza pareti: un luogo mentale prima ancora che fisico, in cui artisti provenienti da tutto il mondo possono far emergere ciò che solitamente rimane sommerso — frequenze, rumori, sospensioni, respiri. Ha aperto spazi inediti nelle gallerie, nelle biennali, nei musei, contribuendo a far percepire l’audio non più come un elemento accessorio, ma come una forma artistica pienamente autonoma.
Il suono si ascolta, si attraversa, si abita, si sente lungo la pelle come un’ombra nuova. È un invito a rallentare, a prestare attenzione all’invisibile, a lasciarsi guidare da ciò che non si può afferrare con lo sguardo.
E così la sound art diventa un varco: un gesto che apre ciò che sembrava chiuso, che dà voce a ciò che credevamo muto. Un’arte che ci restituisce l’ascolto come atto di presenza, come forma di relazione profonda con lo spazio e con il tempo che abitiamo.
Il suono ci tocca e per un istante ci ricorda chi siamo quando finalmente ascoltiamo davvero.