Siena guarda il mondo. Torna il Siena Awards Photo Festival
Un fenicottero caraibico si schianta contro la vetrata di un hotel. Sopravvive, ma il colpo alla testa è così grave che non potrà più tornare in libertà. Oggi vive accanto alla veterinaria che lo ha salvato e la aiuta a spiegare ai ragazzi dell’isola perché la natura va difesa. Si chiama Bob. Dal 10 ottobre la sua storia sarà esposta a Siena, al Museo di Storia Naturale.
È una delle molte storie del Siena Awards Photo Festival. La dodicesima edizione resterà in città fino al 29 novembre e si allargherà a Sovicille e a Castelnuovo Berardenga.

Il via con gli incontri
Il programma si apre un giorno prima dell’inaugurazione. Venerdì 9 ottobre il Teatro dei Rinnovati ospita i SIPA Talks, per un momento di confronto con fotografi e fotoreporter internazionali sui linguaggi e sulle sfide della fotografia di oggi. Sul palco si alterneranno, tra gli altri, Cheraine Collette, Andrew Harnik, Carol Guzy, George Steinmetz, Florian Ledoux e Jasper Doest. Ci saranno anche incontri sul racconto dell’America Latina e sulla fotografia sportiva. In serata arriva James Nachtwey con l’incontro «Testimone della storia», un percorso dentro una delle carriere più significative del fotogiornalismo mondiale. Gli appuntamenti sono a ingresso libero, ma i posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione.

Le mostre fuori dalle mura
Nachtwey sarà il protagonista assoluto a Sovicille. Al Centro Culturale La Tinaia porta la retrospettiva «Witness to Our Time – Testimone del nostro tempo». Sono oltre quarant’anni di immagini su conflitti, crisi umanitarie, carestie, malattie e disastri ambientali. Il suo lavoro gli è valso numerosi World Press Photo Awards e la Robert Capa Gold Medal. Sempre a Sovicille c’è una mostra a cielo aperto, «Fractures – Between Two Silences». Mette in dialogo il silenzio del centro storico, fatto di pietre antiche, archi e porte murate, con quello dei paesaggi segnati dalla guerra.
A Castelnuovo Berardenga il Museo del Paesaggio ospita «Parallel Universes» di Uğur Gallenkuş. L’artista digitale turco costruisce collage in cui guerra, povertà e migrazioni convivono con la vita quotidiana dei Paesi più privilegiati. Il contrasto colpisce subito lo sguardo.

Le mostre in città
A Siena la fotoreporter Cinzia Canneri espone all’Accademia dei Rozzi con «Women’s Bodies as Battlefields». Il progetto ha vinto il World Press Photo 2025 nella categoria Long-Term Projects Africa. Racconta la violenza sessuale che accompagna i conflitti attraverso le storie di donne eritree e tigrine, del nord dell’Etiopia. Sono donne costrette a ricostruire la propria vita in mezzo all’instabilità politica.
Al Museo di Storia Naturale torna Bob. La mostra «Meet Bob» è del fotografo olandese Jasper Doest, premiato più volte ai World Press Photo e al Wildlife Photographer of the Year. Affronta il rapporto tra uomo, natura e conservazione. Nell’Area Verde Camollia 85 Pierpaolo Mittica presenta «Chernobyl: Memory of a Disaster». Sono passati quarant’anni dal disastro nucleare del 26 aprile 1986. Mittica, fotografo e filmmaker italiano, lavora da tempo sulle conseguenze ambientali e umane delle attività industriali e nucleari.

Tre concorsi e un pubblico mondiale
Il Siena International Photo Awards è potenzialmente aperto a tutti: professionisti, amatori e studenti. Il Creative Photo Awards guarda alla ricerca e alla sperimentazione. Il Drone Photo Awards è dedicato alla fotografia aerea. Sono arrivate oltre 40.000 candidature da 163 Paesi.
Le immagini premiate saranno esposte in tre sedi diverse. Il SIPA torna all’ex Distilleria Lo Stellino. Il Drone Photo Awards resta al Museo di Storia Naturale e il Creative Photo Awards occupa gli spazi del Liceo artistico Duccio di Buoninsegna. La cerimonia di premiazione si tiene sabato 10 ottobre e segna l’apertura ufficiale del festival.
I premi aperti ad amatori e studenti danno ai talenti emergenti una vetrina accanto ai grandi nomi. La presenza della fotografia creativa e di quella aerea allarga il campo oltre il reportage. Competenze, sguardi e luoghi molto diversi finiscono nello stesso circuito.

La cultura non resta chiusa in un edificio solo, ma attraversa la città e i paesi intorno. Teatri, accademie, musei, un liceo e aree verdi diventano sedi espositive. Per Siena significa dare alla propria storia una seconda voce, quella dell’immagine contemporanea.
Il programma completo è sul sito www.sienawards.com. Bob non tornerà libero, ma a Siena non sarà solo. Accanto a lui ci saranno quarant’anni di guerre, un disastro nucleare e migliaia di sguardi arrivati da tutto il mondo.