Levanto, una fabbrica culturale e creativa con vista sul mare

Levanto

Stasera andrò al Concerto del Quartetto di Cremona all’Auditorium dell’Ospitalia, in programma al Levanto Music Festival intitolato a Massimo Amfiteatrof, per ricordare il legame affettivo del grande violoncellista russo, il “Caruso” dei violoncellisti, con la splendida cittadina ligure.

Ci vado perché il concerto sarà sicuramente sublime, il paesaggio è meraviglioso e perché ascoltare Beethoven (in questo caso i concerti op. 59, n. 2 e op 132) è un regalo che faccio prima di tutto al mio cuore e alla mia voglia di bellezza.

Ma sino ad ora la notizia non c’è.

Perché la storia che voglio raccontare è un’altra. Ci vado soprattutto per incontrare di nuovo Laura Canale, che del Festival è Presidente e che con Officine del Levante ha creato una Associazione capace di generare un ecosistema culturale. Il Festival delle Geografie è ormai un appuntamento fisso del panorama culturale italiano, il Levanto Music Festival una eccellenza assoluta della musica classica dal vivo e Sapori Verticali un grande evento dedicato al rapporto tra cibo, territorio, turismo e contaminazioni tra linguaggi creativi diversi.

Tutto questo lei lo fa a Levanto. Tutto questo prima non c’era. Adesso sarebbe impossibile immaginarne l’assenza.

Ci conosciamo da tempo e da tempo frequento delle ottime cene apparecchiate dal marito Fausto Cosentino,  autore e regista teatrale, capace di esercitare il senso della meraviglia su un palcoscenico attraverso lo stupore della parola scritta e recitata.

Levanto, una fabbrica culturale e creativa con vista sul mareSono serate intense, piene di belle parole, confronti,  consigli di lettura e di viaggio. Poi dopo cena arriva sempre il momento del nuovo progetto e della nuova idea. Confesso che noi di MEMO contagiati dal suo entusiasmo abbiamo sempre fatto il tifo per lei.

Raramente ho conosciuto una persona così competente, instancabile e appassionata. Una  vera fabbrica  culturale a disposizione di una comunità che non si aspettava un regalo così  innovativo e che per questo all’inizio ha reagito con stupore.

Una vita passata in Regione Liguria ad occuparsi di Affari Europei, da qualche anno “la Canale”, come la chiamano tutti, ha deciso di dedicarsi anima e corpo alla rinascita culturale della città dove ha deciso di vivere. E quando decide, è impossibile fermarla. Tenace, testarda, colta, preparata è un rullo compressore di idee, relazioni, creatività.

Spesso le ho consigliato di smettere, di rallentare, ma il suo entusiasmo era troppo contagioso per non umiliare persino il mio riottoso cinismo. “Lo vivo come un regalo che faccio prima di tutto a me stessa e alla mia curiosità”.

Laura è la dimostrazione che la cultura può davvero dare un senso nuovo alla coesione e al senso di comunità di un territorio. Ha dimostrato che la cultura può e deve essere turismo, prodotti tipici, partecipazione, comunicazione, sviluppo, competenze, divulgazione, esperienza, meraviglia e immaginazione.

Per definire quello che fa parla spesso di resilienza. “Diamo senso e contenuto a progetti culturali capaci di creare turismi nuovi, consapevolezza sociale, sviluppo economico e culturale che sia sostenibile, anche dal punto di vista ambientale. Resilienza non è una parola astrusa, rappresenta una occasione da cogliere”.

Avete capito perché stasera vado dalla Canale?

http://officinedellevante.org/

https://levantomusicfestival.it/

 

Levanto, una fabbrica culturale e creativa con vista sul mare