Lo confesso, ho viaggiato molto.
Lo confesso, ho viaggiato molto.
Dentro un’idea,
le nuvole,
mettendo la sveglia all’alba
aspettando il tramonto
immerso in un paradosso,
un progetto,
l’attesa,
la scrittura,
l’utopia (una qualsiasi),
l’avventura meravigliosa di avere dei figli,
l’affetto incondizionato dei genitori,
una strada sbagliata,
un’idea sbagliata
cercando sempre il posto giusto.
Ho viaggiato
perché il viaggio è fatica
con la voglia di andare avanti,
una certa dose di talento,
la prima bicicletta
il primo giorno di scuola,
il primo giorno al liceo,
il primo giorno all’università,
Il primo giorno in redazione.
Si! Ho viaggiato davvero
dentro la disillusione,
molte pessima idee
poche buone idee,
l’entusiasmo per le piccole cose,
l’attesa di un mondo pieno
il rumore del disordine
il silenzio che fa paura.
Ho dimenticato il viaggio
facendo cose grandi che sembravano piccole
e piccole cose che sembravano enormi
cercando un giardino segreto dove fermarsi
E viaggiando mi sono perso
dentro le pagine di tanti, troppi libri,
le parole di tante, troppe canzoni,
le immagini di tanti, troppi, film,
le visioni di tante, troppe mostre,
in coda per ore per i biglietti di un concerto,
dietro un pallone perché tutti corriamo dietro un pallone,
impugnando una racchetta da ping pong e una da tennis,
cercando di fare canestro,
scegliendo sempre i rossi per giocare a biliardino,
correndo più veloce che si può.
Ho viaggiato con lentezza
dentro gli occhi di chi ti vuole bene,
ascoltando le parole di chi ti vuole male
mettendo in tasca le parole che mi hanno ispirato
raccontando ogni giorno una storia diversa
tenendo la mano a un amico che è andato via,
accompagnato dal ricordo del mio paesaggio,
il suono e gli odori di tutte le città che ho visitato,
le vite ascoltate dentro lo scompartimento di un treno.
Ho viaggiato, ho viaggiato, ho viaggiato!
nuotando nel mare
con lo sguardo sempre rivolto alla riva,
seguendo un sentiero nel bosco
con l’ansia del decollo e dell’atterraggio
la lenta tranquillità di un traghetto,
la paura di perdere,
la voglia di tornare
la necessità di partecipare,
con uno zaino sulle spalle,
con i sandali ai piedi,
guidando la vespa verniciata di nuovo,
mettendo benzina nel Dyane 6 di terza mano con il tettuccio aperto
assaggiando cose nuove che sanno di scoperta,
Il sapore del pane fresco
cercando la memoria delle cose antiche
con il desiderio di scoprire cose nuove
dentro un giardino con il prato verde,
con la tv spenta e la radio accesa,
portando al guinzaglio il mio cane,
cercando invano risposte alle mie tante domande,
facendo domande che non hanno mai avuto risposte
annusando la bellezza della verità,
fuggendo dall’ipocrisia della menzogna,
trovando la luce di due occhi che ti dicono si, ti stavo aspettando.
Si, è vero ho viaggiato molto,
e adesso devo ripartire.