Tecnovisionarie®: vedere la circolarità attraverso l’innovazione

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Chi sono le Tecnovisionarie®? Donne che hanno una visione di futuro e ci investono tempo, risorse, idee, progetti. Donne che lavorano nel settore della ricerca, del mondo accademico, dell’impresa, della pubblica amministrazione e dei media privilegiando l’impatto sociale, la trasparenza nei comportamenti e l’etica.

A loro è dedicato il Premio Internazionale Tecnovisionarie®, promosso da Women&Tech – Associazione Donne e Tecnologie, nata nel 2009 da un’idea di Gianna Martinengo per valorizzare il talento femminile nella tecnologia, nell’innovazione e nella ricerca scientifica.

Quest’anno il Premio, giunto alla sua XIV edizione, aveva come tema l’economia circolare. Nello specifico, “Interpretare l’economia circolare attraverso l’innovazione: l’economia circolare nelle sue varie fasi: approvvigionamento, design, produzione, distribuzione, utilizzo, raccolta, riciclo”.

Abbiamo deciso di farcelo raccontare un po’ più in dettaglio, e a farlo è stata una delle giurate e organizzatrici del Premio stesso, Daniela Aleggiani, Brand & Communications 3M Italia, Sustainability South East Europe Region, Vicepresidente Fondazione 3M : ”Da due anni affianco Gianna Martinengo nell’individuazione del tema del Premio e nella profilazione delle candidate. Quest’anno volevamo prendere non i ‘soliti’ casi aziendali, e siamo andate oltre le ‘solite’ motivazioni economiche. Abbiamo scelto case histories di successo legate alla sostenibilità e alla circolarità. Non si è trattato di darci una ‘pennellata’ di verde, ma di portare alla luce storie dove le donne hanno dato vita al cambiamento degli asset aziendali trovando, grazie all’innovazione dell’economia circolare, soluzioni produttive sostenibili sui fronti dell’energia e del clima, delle materie prime, della salute e sicurezza sul lavoro, dell’istruzione e dello sviluppo”.

La circolarità, come si legge nella presentazione del Premio, “va considerata uno sport di squadra e approcciata con un pensiero olistico”. Una storia da raccontare è ad esempio quella di Eugenia Presot, titolare della conceria Presot di Porcia (Pordenone): la sua direzione ha portato al consolidamento dell’anima green dell’azienda attraverso la selezione di progetti mirati prevalentemente al risparmio idrico ed energetico, con una grande attenzione alla riduzione degli impatti dell’attività produttiva sul contesto urbano nel quale l’azienda si trova a operare. Il risultato economico e d’immagine non si è fatto attendere: oggi i principali marchi della moda italiana e internazionale scelgono il cuoio Presot per le sue caratteristiche tecniche, ma anche per la sua naturalità.

Le Tecnovisionarie® sono donne perché un approccio maggiormente circolare all’innovazione è tipicamente femminile, così come la capacità di dialogare con persone appartenenti a mondi eterogenei rispetto al proprio per innescare nuove idee o la capacità di sperimentare costantemente prodotti o processi, per vederne il funzionamento e per trovare soluzioni in modo da migliorarli. È proprio delle Tecnovisionarie riuscire a collegare informazioni o idee apparentemente non rilevanti o slegate tra di loro per combinarle insieme in modi originali che siano da scintilla all’innovazione. “Sempre più – aggiunge Aleggiani – la sostenibilità sui fronti dell’energia e clima, materie prime, salute e sicurezza, acqua e istruzione e sviluppo va approcciata facendo rete. Nelle donne c’è più sensibilità all’ambiente, ma non si tratta di differenza di genere: la vera ragione è che fino adesso economicamente ha funzionato il vecchio sistema, chiamiamolo per capirci ‘capitalistico’. Adesso però è il momento di fare un salto di modello e di qualità, se vogliamo tutti insieme raggiungere gli obiettivi che l’ONU ha fissato nell’Agenda 2030. È una questione di sistemi”.

La tecnologia e l’innovazione saranno sempre più il fil rouge dell’economia circolare. “Ma non solo: importantissima e fondamentale sarà la sostenibilità umana, anch’essa nell’Agenda 2030 Onu. Diritto all’alfabetizzazione, inclusione sociale, diritto al benessere e alla salute, parità tra generi e razze. Tutto sarà interconnesso”.

Tutto sarà circolare.