Vi spiego il Curling

Curling
Stefania Costantini e Amos Mosaner

Non intendo raccontarvi le regole del Curling, né che si tratta di uno sport antico che già nel 1500, in Scozia, aveva i suoi fans. Andate su Wikipedia, c’è tutto.

Mi interessa invece spiegarvi come sia sbagliato osservarlo e descriverlo con superficialità o ingiustificata ironia. È uno sport? Eh, sì, se non ci credete vi invito a passare 2 ore in piedi sul ghiaccio lanciando “stones” che pesano circa 20 kg correndoci dietro inchinati “scopando il ghiaccio” con tutto il vigore possibile. Provateci, poi ne parliamo.

Ma quello che mi sta più a cuore è farvi riflettere su altro. Avete guardato l’oro vinto alle olimpiadi? Se non avete visto neppure le immagini al TG allora mi arrendo, se invece le avete viste non riesco a credere che non ne siate rimasti affascinati almeno un po’.
Lasciamo perdere per un attimo (ma solo per un attimo) che Stefania Costantini sia semplicemente fantastica e Amos Mosaner l’emblema della serenità e dell’umiltà, ma li avete guardati quegli occhi? Avete ascoltato le loro parole che disegnavano traiettorie immaginarie? Avete sentito l’empatia incredibile che si creava tra i due?

Vi spiego il Curling

Il curling è un gioco lento, fatto di strategia, precisione millimetrica, capacità di calcolo degli elementi e degli avvenimenti, intuizioni, capacità di prevedere e forza fisica applicata. Stefania fissa il ghiaccio, studia la posizione, si consulta con gli occhi col suo compagno di squadra, poi si piega in posizione di attesa, pulisce la stone e pianta gli occhi verso la pista. Sono occhi bellissimi, carichi, risoluti, occhi d’oro. Poi la lancia con una lieve torsione del polso che produce un effetto incredibile alla traiettoria. La guarda, ne segue la corsa e urla, urla al suo compagno che scivolando sull’unica scarpa che glielo permette poiché realizzata in teflon, insegue la stone con la sua scopa che usa con veemenza, ascoltando sempre la voce di Stefania, per modificarne impercettibilmente la direzione. Punto. Oro. Gli occhi da killer della Costantini diventano di bambina e sorridono come mai, poi si lancia nelle braccia di Amos, impietrito, quasi imbarazzato dalla vittoria, dalle luci, dal trionfo. Sono semplicemente bellissimi.

Il curling è l’elogio della lentezza, dell’equilibrio, del gioco di squadra. È resistenza fisica e psicologica, è la cosa più simile al tiro con l’arco che abbia mai visto.

Nessuno di voi, probabilmente ha mai lanciato una stone, ma sicuramente avrete già scagliato una freccia. Bene., provate a farlo una mattina dopo una brutta serata, magari alcolica, di esagerazioni, provate a farlo quando il vostro fisico non è allineato con la vostra mente e poi mi racconterete dove finirà la vostra freccia.

Ecco, il curling è così. E se lo sport è unione di corpo e mente, di psiche e fisico, il curling è sport allo stato puro, con buona pace di chi lo deride.