È così che è nato un murales, muro oltre i muri.

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Il post sul profilo Facebook del Comune di Sacrofano recita: “Emozioni ieri (domenica 4 settembre) a Borgo Pineto (frazione di Sacrofano, comune della Città Metropolitana di Roma) per la Festa di Santa Maria Assunta, con la presentazione del murales dal titolo Una nuova idea per il futuro è nella nostra natura, realizzato, presso la Chiesa di Santa Maria Assunta, da giovanissimi artisti. Il progetto, nato da un’idea di Marco Ferri, ha visto la direzione creativa di Giuliana Stramacci e la collaborazione di Angela Docimo.”

“La cerimonia ufficiale di scopertura dell’opera” – continua il post – “si è svolta alla presenza del nostro Sindaco Patrizia Nicolini, del Consigliere Antonella Staffoli e di Mon. Renzo Tanturli, che ha officiato la messa insieme a Don André. Con l’occasione sono stati consegnati i diplomi ai ‘Semini creativi’, bambini e ragazzi che, con il loro impegno, hanno contribuito alla realizzazione di un’opera collettiva per la salvaguardia del patrimonio ambientale e per la valorizzazione del territorio, nel segno della sostenibilità.”

Invitato alla cerimonia, mi è stato chiesto un intervento sul significato dell’opera collettiva. Eccone uno stralcio.

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Una nuova idea del futuro è nella nostra natura richiama direttamente i temi dello sviluppo sostenibile.

Per sviluppo sostenibile s’intende lo sviluppo volto a soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di far fronte ai propri bisogni.

Questo spiega perché giovani e giovanissimi sono stati coinvolti nella realizzazione del murales, e dunque perché si sono firmati ‘Semini creativi 2022’: noi adulti abbiamo oggi un responsabilità verso di loro e il loro futuro dipende da scelte responsabili. Dobbiamo seminare per il domani.

Se ci si chiede perché questa iniziativa sia avvenuta durante una celebrazione religiosa, dobbiamo ricordare che il primo riferimento storico al concetto di sostenibilità “intergenerazionale” è contenuto nella costituzione pastorale ‘Gaudium et spes’ pubblicata a conclusione del Concilio Vaticano II nel 1965.

Il termine ‘sviluppo sostenibile’ è stato poi introdotto per la prima volta dal Rapporto Brundtland della Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo, promossa dall’ONU nel 1987.

E questo spiega anche la presenza alla cerimonia di scopertura del murales di autorevoli rappresentanti sia civili che religiosi.

Senza contare che fra le tre condizioni che devono connotare la sostenibilità, accanto a quella ambientale e quella economica, figura la sostenibilità sociale, che è precondizione di un forte senso di coesione nelle comunità.

Dunque, il murales di Borgo Pineto è un segno promettente.

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Come ha scritto Jonathan Crary, eminente critico d’arte: “Il legame tra le parole ‘comunità’ e ‘comunicazione’ non indica la mera trasmissione di messaggi ma in qualche modo un ethos della condivisione”.

Che è un ulteriore elemento di bellezza di quanto è avvenuto soltanto qualche giorno fa a Borgo Pineto, frazione che segna il confine sud di Sacrofano, a 8 chilometri a nord dell’estrema periferia nord di Roma, dove è stato dipinto un muro oltre i muri.