“Essere Marmo”, ecco il patto di coesione sostenibile del Marmo di Carrara con la sua Comunità.

Essere Marmo

Il Marmo di Carrara coglie l’obiettivo della Sostenibilità e dell’Economia Circolare e scrive un nuovo patto di fiducia con la Città e la sua Comunità. Perché il Marmo di Carrara è materia prima che genera materie seconde chiamate Bellezza, Lavoro, Memoria, Benessere, Utilità, Arte e Felicità.

Carrara Marble Way, azienda che riunisce le principali realtà estrattive del territorio apuano costituendosi come riferimento per lo sviluppo dell’economia circolare del lapideo della provincia di Massa-Carrara, nell’ambito della sua attività di promozione e valorizzazione della cultura e della filiera produttiva del marmo di Carrara, ha presentato il Manifesto di Sostenibilità “Essere Marmo”.

Realizzato in partnership con Italia Circolare, piattaforma editoriale che valorizza, racconta e comunica il made in Italy dell’Economia Circolare e il suo impatto sociale, economico e formativo nelle imprese, la ricerca, le filiere produttive, i territori, e sottoscritto da Confindustria Livorno Massa Carrara e dalla Fondazione Marmo Onlus, il Manifesto definisce a partire da dieci verbi chiave quello che il Marmo di Carrara ha fatto e può continuare a fare, sempre di più e sempre meglio, per il suo territorio di provenienza, in campo economico, produttivo e formativo e come fattore di coesione sociale e culturale per lo sviluppo dell’intera comunità.

Giuseppe Baccioli, Presidente di Carrara Marble Way: “Carrara Marble Way, raggruppando le principali aziende estrattive del territorio apuano, ha un ruolo decisivo nella definizione economica, sociale e ambientale della sostenibilità del marmo. La pietra naturale non ha scarto, tutta la sua filiera produttiva che comprende e produce materiali derivati dal taglio in cava offre al mercato soluzioni virtuose per ampliarne e diversificarne le modalità di impiego ed i mercati di riferimento.  L’economia circolare dei cosiddetti “secondari” è una bella economia che partendo dal zero waste del marmo introduce ai temi della circolarità che, come il Manifesto ha messo bene in evidenza, possono rappresentare un nuovo sviluppo economico importante, dal punto di vista identitario, per tutto il nostro settore. E offrire soluzioni concrete a molti dei temi che nel nostro territorio affollano il dibattito sull’industria nel marmo. Uno sviluppo che ha bisogno di competenze, tecnologie, ricerca, sviluppo e investimenti. Per questo costruire un nuovo patto con la città e la sua comunità significa guardare davvero al futuro. Noi ci siamo. Il mondo del marmo intende affrontare il problema della marmettola e intende farlo realizzando uno strumento simile a quello creato per la gestione dei derivati, ovvero facendo nascere una Carrara Marble Way 2. Importante, se vogliono partecipare, l’allargamento agli attori attuali. L’emergenza andrà necessariamente gestita anche con le istituzioni, trovando delle soluzioni di immediato impiego. La neonata società metterà insieme i saperi esistenti unitamente alla disponibilità di aree e capacità di investimento per gestire il breve/medio termine. Il nuovo verrà attraverso l’investimento in ricerca e sviluppo e a tale scopo abbiamo attivato due progetti, uno con l’Università di Firenze e uno con l’Università di Torino. La marmettola diventerà così una opportunità per il nostro territorio”.

Essere Marmo

ESSERE MARMO. Perché il Marmo: Racconta, Costruisce, Rispetta, Recupera, Innova, Lavora, Partecipa, Unisce, Ricorda, Immagina. Il contesto di transizione ecologica e tecnologica che stiamo vivendo da cui prende origine la necessità del Manifesto, per il marmo e la città di Carrara può e deve rappresentare una sfida per una crescita realmente sostenibile e a “misura d’uomo”, sul piano economico e sociale, e nel rispetto dell’ambiente.

Paolo Marcesini, Direttore di Italia Circolare: “Tutto in un solo luogo, Carrara. Troviamo il marmo, una materia di eccellenza che ha descritto la storia e la bellezza dell’umanità. Troviamo una comunità di persone che con il suo saper fare antico legato all’estrazione e la lavorazione del marmo ha definito un know how unico al mondo. Troviamo un distretto di imprese che corre lungo la strada dell’innovazione raccogliendo tutte le sfide del nostro tempo. Troviamo istituzioni pubbliche e private che lavorano insieme per restituire il valore del marmo al soddisfacimento dei bisogni delle persone. Troviamo arte, design, creatività che con il loro lavoro hanno inserito la città nel Network delle Città Creative dell’UNESCO. Troviamo tutto questo mentre il Green Deal europeo sta guidando la transizione ecologica e le disposizioni in materia di Economia Circolare della Commissione Europea stanno cambiando le regole del mercato degli scarti. Intanto il PNRR ha messo al centro della sua azione la Sviluppo Sostenibile mentre gli obiettivi dell’agenda di Parigi e i criteri ESG stanno definendo la mappa della nuova catena del valore degli investimenti pubblici e privati. Il Manifesto di Sostenibilità ESSERE MARMO mette in fila le tante e buone ragioni per stare insieme e insieme raggiungere gli obiettivi di crescita. La coesione è il primo principio su cui si basa lo Sviluppo Sostenibile di un Territorio”.

Il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità SDGs dell’Agenda di Parigi 2030/50, il Green Deal europeo, la decarbonizzazione e l’uso delle energie rinnovabili, la tutela dell’ambiente inserita nella nostra Carta Costituzionale, i criteri ESG che descrivono il valore economico, sociale e ambientale delle imprese e la loro responsabilità sociale d’impresa nei confronti delle comunità dove operano, l’Economia Circolare come nuovo ecosistema produttivo, l’Industria 4.0 per la digitalizzazione dei processi produttivi e di lavorazione, costituiscono, infatti, altrettante occasioni decisive per definire il futuro assetto produttivo dell’intero distretto lapideo apuano.

A partire dalla consapevolezza che il marmo di Carrara, con la sua forza suggestiva straordinaria, che scaturisce dalla sua bellezza e dalla sua superba materialità, ha sempre creato valore per la sua città, dimostrandosi capace di compiere azioni concrete che hanno radici profonde nella tradizione e che possono contribuire alla costruzione dell’unico futuro possibile, quello che parla di riduzione dell’impatto ambientale, contenimento dei costi energetici, qualificazione del lavoro, creazione di valore per il territorio, innovazione e ricerca, filiera corta, creatività e riduzione degli sprechi di materia attraverso il recupero degli scarti secondo i principi dell’economia circolare. Un futuro capace di rinnovare la sua identità e vocazione di testimonial nel mondo del made in Italy.

Essere Marmo

Ne è convinto Matteo Venturi, Presidente Delegazione Massa Carrara di Confindustria Livorno Massa Carrara e Vice Presidente di Fondazione Marmo Onlus: “Come Associazione sottoscriviamo con entusiasmo il Manifesto. Lo facciamo a conferma dell’impegno di tutte le imprese del comparto che da tempo hanno raccolto la sfida della sostenibilità. Negli ultimi anni abbiamo deciso di redigere il Bilancio di Sostenibilità del Settore Lapideo di Massa Carrara, i cui dati hanno contribuito a definire alcuni aspetti economici del Manifesto stesso. Lo abbiamo fatto perché siamo consapevoli del codice di comportamento che deve “vestire” chiunque lavori il marmo, una materia che rappresenta un unicum del nostro “made in Italy”, capace da sola di rappresentare storia e futuro, arte e creazione, natura e professionalità in perfetta simbiosi con il territorio e la sua comunità. Da Vice Presidente della Fondazione Marmo Onlus porto anche l’adesione convinta della Fondazione, che ritrova in molti dei temi proposti dal Manifesto le ragioni che ne definiscono l’identità e il suo ruolo attivo a sostegno di tutto il territorio”. “Essere marmo” è l’occasione per stringere un nuovo patto tra le imprese, la comunità e le istituzioni attraverso l’obiettivo dello sviluppo sostenibile e costruire una nuova infrastruttura di ricerca e sviluppo, creativa e formativa in grado di rendere Carrara il centro all’avanguardia della Produzione, dell’Innovazione, dell’Economia Circolare, della Tecnologia, della Cultura, della Formazione, dell’Arte, del Design e dell’Artigianato del Marmo”.

Un obiettivo, quello della sostenibilità, che ha bisogno di essere misurato, certificato, ingegnerizzato. Claudia Chiappino, Ingegnere minerario: “Da tempo noi tecnici siamo convinti che il Marmo sia esempio di “vera” sostenibilità, in relazione non solo alle qualità intrinseche del materiale ma anche alle peculiarità del suo ciclo produttivo: quasi totale assenza di sostanze chimiche nel processo, limitati impatti ambientali su aria ed acqua, emissioni di CO2 praticamente ridotte al minimo, limitate al trasporto della materia prima tra i siti di estrazione e lavorazione. Questa in sintesi è una chiave di lettura ingegneristica sulla Sostenibilità del Marmo. Per dare sostanza all’affermazione, in modo da confermare e superare la percezione qualitativa, riteniamo che si debba quantificare l’impatto complessivo che una lastra di Marmo – il nostro prodotto finito – e i suoi derivati hanno sull’ambiente; ecco perché ci siamo lanciati in una sfida tecnica che si prefigge come obiettivo numeri in grado di spiegare “perché siamo sostenibili, o più sostenibili”, ad esempio dei materiali concorrenti. La sfida è rappresentata dall’Analisi del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment/LCA) delle lastre prodotte, i risultati rappresentano le performance ambientali nel corso dell’intero ciclo produttivo, dalla cava al deposito”.

Le imprese firmatarie del Manifesto verranno invitate a definire il know how delle loro migliori pratiche in termini di innovazione, circolarità e sostenibilità economica, sociale e ambientale per la creazione del primo Report di Innovazione e Sostenibilità del settore lapideo apuano, un ulteriore strumento di valorizzazione della qualità e dell’unicità delle imprese del settore e della comunità che le rappresenta.

Per leggere il testo integrale del Manifesto, esseremarmo.it