#MEMOBook. Se la ribellione è un diritto. Il principe ribelle diventa una graphic novel
Nel 1947, in un’Italia ancora attraversata dalle macerie materiali e morali della guerra, Pino Mercanti, regista palermitano, porta sullo schermo Il principe ribelle, opera ritrovata e in fase di digitalizzazione. Ambientato nella Palermo capitale del Regno di Sicilia del 1725 e nelle Valle dei Templi di Agrigento, sotto il dominio asburgico, il film racconta la metamorfosi di Coriolano: un nobile che diventa fuorilegge, un aristocratico che sceglie la maschera e la clandestinità per combattere il potere. Non è soltanto un racconto storico. È una riflessione sulla legittimità del potere e sul diritto alla ribellione.
Palermo è soggiogata dall’oppressore austriaco; l’Isola è contesa tra le grandi potenze europee. In questo scenario di soprusi e tensioni politiche emerge la figura di un giovane principe che guida i “Lupi di Sicilia”, gruppo di ribelli pronti a combattere per la giustizia e la libertà.

Dal romanzo al film, dal film al fumetto
Il fumetto conserva l’anima epica e romanzesca dell’opera, adottando un lessico volutamente classico che restituisce coerenza all’ambientazione settecentesca. La cifra grafica è fortemente autoriale: un bianco e nero radicale che omaggia il film originale, attraversato dall’uso di un unico colore primario – un giallo intenso – che diventa segno simbolico di luce, tensione e conflitto. La grafica a matita destrutturata non è esercizio estetico, ma parte integrante della costruzione del senso: amplifica i dissidi interni al racconto e coinvolge il lettore in un’esperienza immersiva e perturbante.
La sceneggiatura dello storico del cinema Antonio La Torre Giordano e i disegni al rotoscopio di Elisa Montali – già impegnata su temi legati alle origini del cinema in Sicilia – sono il frutto di un lavoro di ricerca filologica e sperimentazione linguistica che trasforma l’opera in un oggetto culturale stratificato: dal romanzo al film, dal film al fumetto, tre arti che dialogano in una sola forma espressiva. , Il principe ribelle risponde come un omaggio a un classico, e come manifesto della continua evoluzione del medium cinematografico, nel dialogo ininterrotto tra le arti visive.

Il ribelle, oggi
Nel 1947 il Principe poteva incarnare il desiderio di riscatto di un Paese in cerca di nuove forme di giustizia e rappresentanza. Ma nel 2026? Oggi il “principe ribelle” potrebbe essere chi smonta i meccanismi del potere, chi ne demolisce le narrazioni, chi rivendica trasparenza e responsabilità. Non un eroe mascherato, ma una postura critica. Questo adattamento transita attraverso tre media artistici: la letteratura di Luigi Natoli, il cinema di Pino Mercanti e la graphic novel dei due autori, La Torre Giordano e Montali; un gesto culturale che riporta al centro la cultura di massa così amata da Umberto Eco, il cinema popolare siciliano e i suoi miti identitari, dimostrando come possano attraversare le epoche e continuare a interrogare il presente.
Antonio La Torre Giordano, critico e storico del cinema, ci ricorda che il cinema italiano classico è una miniera ancora in parte inesplorata: «Il vero rischio non è l’oblio, è la museificazione. L’adattamento a fumetti è un gesto contro la rimozione culturale del presente: non celebra, ma interroga e rilancia. Riporta in superficie un’estetica che ancora comunica, purché si abbia il coraggio di rimetterla in circolo». Per Elisa Montali, virtuosa del tratto a matita, non esiste un confine netto tra intrattenimento e ideologia: «Ogni tavola a fumetti è una piccola teoria del mondo, costruita vignetta dopo vignetta. Anche nel Principe ribelle i miei disegni non raccontano solo una storia, ma restituiscono un clima smaltato di bellezza e di libertà, che parlano al presente».

Una storia d’avventura? Sì. Ma soprattutto un’opera sul diritto alla disobbedienza. E sul coraggio, antico e modernissimo, di “spogliarsi del titolo” per restituire dignità a sé stessi, e alla società in cui vivi.
Scheda editoriale
Titolo: Il principe ribelle
Collana: I Classici del Cinema a Fumetti, n. 3
Autori: Antonio La Torre Giordano (sceneggiatura), Elisa Montali (disegni)
Editore: Edizioni Lussografica