Perché essere Don Chisciotte è bello
Ha debuttato, al Festival delle Geografie 2018, per la regia di Fausto Cosentino e interpretato da Vittorio Ristagno, Andrea Benfante e Anna Garrocco, “Quixotterie”, spettacolo teatrale liberamente tratto dalla figura di Don Chisciotte della Mancia.
Bellissimo ed emozionante il monologo finale dell’importante drammaturgo Corrado D’Elia, dedicato a tutti coloro che, almeno una volta nella vita, si sono sentiti un po’come Don Chisciotte.
Invincibili, idealisti e tremendamente sognatori!
di Corrado D’Elia
A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari,
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore,
a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali,
ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene…
a tutti i teatranti.”