Inspiring Words. Infodemia

infodemia

Continua il progetto Inspiring Words, realizzato da Ainem (Associazione Italiana Neuromarketing) in collaborazione con AIDA Partners, che racconta l’impatto cognitivo-emozionale delle parole e dei concetti al tempo del Coronavirus. 100 parole con il loro significato cognitivo-emozionale saranno pubblicate giornalmente sui social Ainem. Anche MEMO Grandi Magazzini Culturali partecipa all’iniziativa. La parola di oggi, 4 aprile, è “Infodemia”.

 

4 aprile, “Infodemia”

di Massimo Giordani

 

Il termine infodemia, dall’inglese infodemic, utilizzato per la prima volta da David Rothkopf nell’articolo When the Buzz Bites Back, pubblicato l’11 maggio 2003 sul Washington Post (http://www1.udel.edu/globalagenda/2004/student/readings/infodemic.html), è ormai entrato nel nostro linguaggio quotidiano. Cosa indica esattamente? Perché rischia di provocare danni terribili?

L’amplificazione delle notizie, vere o presunte, fondate o volutamente fake, è un fenomeno tipico dei social media che molti utenti vivono con un livello di superficialità preoccupante. L’infodemia si presenta quando la quantità di informazioni su un determinato oggetto diventa esorbitante e si fatica a individuare fonti attendibili. La parola è infatti la crasi di informazione ed epidemia, si tratta, quindi, di un flusso incontrollato di notizie su un qualche argomento che, in uno specifico momento, è particolarmente dibattuto.

Chi non è in grado di valutare l’attendibilità di una notizia riguardante tematiche importanti, rischia di essere travolto da emozioni ingiustificate, paura e rabbia in primis, che possono contribuire alla propagazione dell’infodemia. È un tipico fenomeno virale di cui si sono visti i primi effetti globali, attraverso la Rete, in occasione dell’epidemia di SARS iniziata nel 2002.

 

Massimo Giordani parla di infodemia in questo podcast: https://www.spreaker.com/user/massimo.giordani/200226-humanmarketing-infodemia