Emergenza Covid-19, ForumDD e ASviS propongono due misure universali di sostegno al reddito

Nel momento dell’emergenza Covid-19, il Forum Disuguaglianze e Diversità e ASviS (Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile), assieme a Cristiano Gori, docente di Politica sociale all’Università di Trento, propongono al Governo italiano l’introduzione di misure integrative al reddito. Perché ora è il momento di costruire tempestivamente una diga solida contro l’impoverimento che minaccia il nostro Paese, gettando così le basi per una ripresa che non lasci indietro nessuno.

Questi interventi sono da considerare necessari e urgenti per il mantenimento della coesione sociale e democratica del Paese, e costituiscono l’applicazione del principio della tutela universale per tutte le persone e a misura delle persone. E non è un caso che il Forum Disuguaglianze, coordinato da Fabrizio Barca, e ASviS, di cui è portavoce Enrico Giovannini, si siano uniti in questo momento così grave per indicare con forza la necessità di accompagnare a tutte le misure fin qui adottate anche degli interventi di protezione economica e sociale. Sviluppo sostenibile e riduzione delle disuguaglianze infatti sono due aspetti dello stesso paradigma economico, sociale e culturale.

“È il contributo che due alleanze di organizzazioni della società, impiegando le conoscenze e il sentire dei propri associati, danno alle Autorità in un momento grave del paese – spiegano i proponenti -. Nell’immediato servono due cose: impedire l’impoverimento delle persone e l’acuirsi delle già elevate disuguaglianze; evitare il collasso produttivo, anche del sistema diffuso di microimprenditorialità.”
Per questo vengono avanzate due proposte di rapida attuazione da accompagnare al Decreto “Cura Italia”, che consistono nell’introduzione del “Sostegno di Emergenza per il Lavoro Autonomo” (SEA) e del “Reddito di Cittadinanza per l’Emergenza” (REM).

Il SEA e il REM sono da considerare misure temporanee ed eccezionali, la cui durata è uniformata a quella delle prestazioni straordinarie per il lavoro dipendente introdotte in seguito al diffondersi della pandemia.
Il SEA mira a sostituire il bonus una tantum di 600 euro per gli autonomi al fine di sostenere il reddito e tutelare il lavoro. L’importo della misura non è fisso, ma cambia in base alle diverse situazioni: poiché l’obiettivo è di sostenere soprattutto chi è in grave difficoltà, l’ammontare del contributo viene determinato in modo progressivo a seconda delle condizioni economiche del nucleo familiare del lavoratore autonomo. Il SEA punta, inoltre, a mantenere la capacità produttiva del lavoro per cui il suo valore è anche parametrato alla perdita di guadagno (in proporzione al proprio volume abituale di attività), così da supportare in misura maggiore chi subisce più danni.

Il REM utilizza i dispositivi del Reddito di Cittadinanza, che viene esteso ai nuovi richiedenti per la durata del periodo di emergenza. L’obiettivo è raggiungere tutta la popolazione in condizione di necessità e che non beneficia di altre prestazioni di welfare. Il vantaggio di questa misura (sulla quale, nel periodo di crisi, convergerebbero le nuove domande di Reddito di Cittadinanza) è che rimodula uno strumento già esistente e prevede, per velocizzarne l’attuazione: la riduzione della documentazione necessaria, la semplificazione delle procedure, l’informazione automatica degli aventi diritto, la modifica dei vincoli legati al patrimonio mobiliare e immobiliare, l’allentamento temporaneo delle sanzioni legate alla condizione di lavoro irregolare.

La proposta si basa su quattro principi: “Nessuno resti indietro”, affinché il pacchetto di azioni raggiunga chiunque venga colpito dalla crisi; “Risposte a misura delle persone” perché è necessario diversificare gli interventi in base alle differenti, e specifiche, esigenze. Il riconoscimento delle condizioni deve costituire l’unico criterio che giustifica risposte differenti evitando trattamenti preferenziali; “La semplicità è la prima strada per sostenere subito chi è in difficoltà”, per mettere in campo prestazioni che siano agevoli da attuare, comunicare e ricevere, come insegna l’esperienza internazionale; “Cominciare oggi a costruire il welfare di domani”: le azioni realizzate nell’immediato devono rappresentare il miglior punto di partenza per quelle che sarà necessario predisporre in seguito.

La raccolta firme di adesione, iniziata con il documento “Nessuno resti indietro per colpa del coronavirus” (che ha raggiunto circa 1000 adesioni) continua sulle proposte congiunte del ForumDD e di ASviS.