Il destino incerto delle mascherine

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Dopo l’invasione dell’ultra virus, l’invasione delle ultra mascherine. Il Politecnico di Torino ha calcolato che durante la Fase due solo in un mese alle imprese italiane serviranno 1 miliardo di mascherine e 500mila paia di guanti. Ora che ci siamo lasciati alle spalle il lockdown, emergono i problemi che, presi dal panico dell’emergenza, avevamo lasciato in secondo piano.

Compreso quello del corretto smaltimento dei dispositivi medici.

Iniziamo a porci sempre più spesso la domanda “ma dove andranno tutte le mascherine utilizzate?” (e guanti, camici, tute e calzari indossati da medici e infermieri). Ce lo chiediamo perché ormai sempre più spesso vediamo mascherine e guanti gettati a terra per strada, sui marciapiedi e lungo le aiuole: uno spettacolo tristissimo, nel già devastante panorama generale della nostra incuria ambientale. Già in certe località marine si sono avvistati guanti e mascherine portati a riva dalle onde: come se non bastassero le tonnellate di plastica che già soffocano pesci e tartarughe, e impigliano delfini e gabbiani.

Allora proprio questo Coronavirus non ci ha insegnato niente, a parte cantare sui balconi. Alla maleducazione si aggiunge maleducazione e purtroppo ha ragione Natalia Aspesi quando dice che “torneremo come prima, anzi peggio”.

Il WWF ha lanciato un appello attraverso la voce di Donatella Bianchi, Presidente per l’Italia e neo nominata dal Presidente Conte nella task force della ripresa presideuta da Colao: “È necessario evitare che questi dispositivi, una volta diventati rifiuti, abbiano un impatto devastante sui nostri ambienti naturali e soprattutto sui nostri mari. Proprio per difendere il Mediterraneo che ogni anno già deve fare i conti con 570 mila tonnellate di plastica che finiscono nelle sue acque, chiediamo alle istituzioni di predisporre opportuni raccoglitori per mascherine e guanti nei pressi dei punti dove i lavoratori saranno costretti a usare queste protezioni per operare in sicurezza. Ma sarebbe opportuno che raccoglitori dedicati ai dispositivi di protezione fossero istallati anche nei parchi, nelle ville e nei pressi dei supermercati: si tratterebbe di un vantaggio per la nostra salute e per quella dell’ambiente”.

Alla vicenda dello smaltimento di mascherine & co. si sta aggiungendo un altro problema che andrà affrontato (ma soprattutto regolamentato): la plastica di tutti i piatti, bicchieri, posate usate per il food delivery.

Diamoci da fare. Sanifichiamo il Pianeta. potrebbe essere persino un bel lavoro.