Un’alleanza tra generazioni per una educazione più libera e inclusiva

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“I bambini sono sempre gli ultimi – Come le istituzioni si stanno dimenticando del nostro futuro”. È il titolo che Daniele Novara ha scelto per il suo libro in uscita per la Bur Rizzoli, che presenterà oggi dapprima  alle 18 presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, e dalle 21 on line registrandosi su www.cppp.it. Un’affermazione netta e allarmante da cui il pedagogista, counselor e formatore parte per tracciare un’analisi che va oltre il periodo pandemico e si estende ai venti anni che ci lasciamo alle spalle. Un arco di tempo in cui, senza che ce ne accorgessimo, e fra molte contraddizioni, si è consumata una progressiva marginalizzazione dell’infanzia.

La pandemia non ha fatto altro che portare all’evidenza qualcosa che era già accaduto, ci spiega Novara, una scomparsa che bisogna far risalire agli anni 80-90 e che è passata attraverso una serie di “perdite” in una società sempre più spaventata e divisa: la perdita dei cortili, luoghi liberi non fortemente organizzati e strutturati, dove poter giocare inventando; la perdita delle “pozzanghere”; del “salire sugli alberi”; del “gruppo spontaneo” e del “gioco spontaneo senza adulti”. Anche la scuola, divisa tra una pioggia di certificazioni di disturbi per i “bambini che disturbano” e programmi da svolgere a prescindere dalle caratteristiche ed esigenze del gruppo dei bambini a cui sono rivolti, sta rivelando la propria inadeguatezza a svolgere una funzione realmente educativa. Tutto questo in un contesto di progressivo logoramento del patto educativo tra scuola/ famiglia, forse da ricondurre ad un progressivo e più generale sfaldamento dell’universo di valori condivisi anche tra gli adulti.

Ma riportare l’infanzia al centro del dibattito pubblico e della elaborazione del pensiero, soprattutto pedagogico, in un paese dalla ricca tradizione come il nostro, è possibile. E Novara avanza una serie di proposte che porta all’attenzione dei decisori politici.  Si tratta iniziative, anche piccole, ma che delineano un radicale cambiamento di visione e di approccio. Sono le nove proposte concrete con cui il pedagogista chiude il suo saggio:  prima, “creare un presidio pedagogico in ogni istituto scolastico”; seconda, “garantire alle mamme che hanno avuto un parto critico forme di sostegno psicologico e di assistenza”; terza, “rendere l’adozione dei bambini, sia nazionale che internazionale, più semplice”; quarta, “mettere a disposizione dei genitori un bonus pedagogico”; quinta, “sostenere economicamente i genitori e le famiglie che mettono al mondo figli”; sesta, “rendere Nidi e Scuole dell’Infanzia gratuiti”; settima, “rendere la Scuola dell’Infanzia obbligatoria”; ottava, “sostenere la professionalità degli insegnanti”; nona, “destinare spazi cittadini ai bambini e ai ragazzi”.

Dall’emergenza educativa che l’emergenza pandemica ha messo in luce si può uscire anche così, ci dice Daniele Novara, con una “nuova alleanza tra generazioni”.