18/3 – Giornata mondiale del riciclo. CONAI: l’Italia cresce anche in pandemia

Giornata mondiale del riciclo

Gli obiettivi UE impongono di raggiungere il 65% di rifiuti riciclati entro il 2025. Oggi, 18 marzo, Giornata mondiale del ricicloCONAI, per voce del Presidente Luca Ruini, ha comunicato una stima per il 2020 ben superiore agli obiettivi, ovvero il 71%. Istituita nel 2018 dalla Global Recycling Foundation, la Giornata mondiale del riciclo trova un Paese, l’Italia che, anche secondo il rapporto GreenItaly 2020 elaborato da Symbola, è “il primo in Europa per il riciclo di rifiuti pro-capite, industriali e urbani, il doppio rispetto alla media europea (39%), seguiti ad una certa distanza da Francia (56%), Regno Unito (50%) e Germania (43%). Abbiamo così già raggiunto e superato gli obiettivi di riciclo imposti dall’Unione Europea, che chiede di arrivare al 65% entro il 2025”.

Anche in periodo di pandemia, CONAI, il consorzio nazionale che indirizza le attività di recupero di sei consorzi dei materiali (acciaio, alluminio, carta/cartone, legno, plastica e vetro), ha comunicato oggi le stime sui dati del 2020 che segnano una percentuale di materiali riciclati in aumento dell’1% rispetto al 2019. Il tutto, nonostante una diminuzione degli imballaggi immessi sul mercato pari al 7%, ossia un milione di tonnellate di packaging in meno: Sempre Ruini: “L’immesso al consumo è diminuito nel 2020, soprattutto per il venir meno dei pack destinati ai settori commerciali e industriali. Sono ovviamente calati i conferimenti dal circuito di hotel, bar e ristoranti. Ma, grazie alla crescita della raccolta differenziata urbana, stimiamo che la contrazione delle quantità complessive avviate a riciclo sia più contenuta. Il riciclo dei rifiuti di imballaggio di origine domestica, quindi, ci ha permesso di superare il 70% del 2019: dovremmo aver messo a segno un 71% di riciclo totale, anche in un anno così difficile”.

Compatibilmente con un andamento della situazione sanitaria non in peggioramento, il 2021 autorizza a prevedere nuovi miglioramenti nei risultati: è infatti atteso un incremento dell’immesso al consumo di imballaggi e dei loro quantitativi avviati a riciclo, che a fine anno dovrebbero arrivare a rappresentare il 71,4%. È quindi legittimo aspettarsi che il 2021 possa chiudersi con quasi 9 milioni e mezzo di tonnellate di packaging riciclate. Conclude Ruini: “Anche durante i mesi dell’esplosione dell’emergenza i ritiri dei rifiuti di imballaggio da raccolta urbana non si sono mai interrotti. Anzi, hanno continuato a crescere. Il primo quadrimestre del 2020, quello che ha segnato l’inizio della pandemia, ha visto i conferimenti al sistema consortile aumentare per tutti i sei materiali d’imballaggio, pur con percentuali diverse. Un fenomeno chiaramente legato all’aumento degli acquisti di prodotti imballati nei comparti dell’alimentare, della detergenza e della farmaceutica”.