La Giornata mondiale delle api 2021: biodiversità, cibo e vita

api

Si celebra oggi la quarta Giornata mondiale delle api, istituita nel 2017 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale e i decisori politici sul ruolo fondamentale degli impollinatori per l’equilibrio degli ecosistemi e per la sicurezza alimentare della nostra e di altre specie viventi. Basti pensare che dall’attività di questi insetti dipendono il 90% delle piante da fiori selvatiche, oltre il 75% dei raccolti alimentari mondiali e la resa del 35% dei suoli coltivati nel mondo. Dall’azione degli impollinatori dipendono per resa e qualità produzioni come quella di caffè, cacao, ma anche peperoni, mandorle, mele, cipolle, frutti rossi, cetrioli, zucche, fragole, tanto per citarne alcuni.  Purtroppo però il numero e la diversità degli impollinatori sono diminuiti negli ultimi decenni e le prove indicano che ciò dipende principalmente dalle attività dell’uomo, e dal cambiamento climatico conseguente, che producono l’effetto di interrompere le stagioni di fioritura.

Soltanto le pratiche agricole sostenibili, in particolare l’agro-ecologia, possono aiutare a proteggere le api riducendo l’esposizione ai pesticidi e contribuendo a diversificare il paesaggio agricolo. Con l’Organizzazione mondiale della sanità, la FAO ha anche sviluppato il Codice di condotta internazionale sulla gestione dei pesticidi, con lo scopo di fornire un quadro delle migliori pratiche che possono aiutare a ridurre l’esposizione degli impollinatori a tali sostanze chimiche nocive: utilizzare in modo responsabile le sostanze attive contro gli infestanti in agricoltura è un utilissimo contributo per preservare la biodiversità .

La data del 20 maggio è stata scelta perché è il giorno in cui nacque nel 1734 Anton Janša, un apicoltore sloveno, che viene considerato il pioniere dell’apicoltura moderna. Ricordiamo infatti che la Slovenia, con la FAO, è stata determinante nello stabilire la Giornata mondiale attraverso una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con il sostegno di Apimondia, la Federazione internazionale delle associazioni di apicoltori, dell’Associazione degli apicoltori sloveni e del Ministero sloveno dell’Agricoltura, delle Foreste e dell’Alimentazione.

Secondo la Fai-Federazione Apicoltori Italiani, gli apicoltori in Italia sono in costante aumento: ai circa 65.000 vanno aggiunti “almeno altri 10.000 che, specie tra i giovani, nonostante la pandemia, stanno manifestando il proposito di avvicinarsi a questo allevamento seguendo i necessari corsi di formazione”. Anche il patrimonio apistico nazionale registra un incremento, raggiungendo nel 2020 la quota di 1.950.000 alveari per un valore stimato di 500 milioni di euro.
Come evidenziato dalla Federazione, la presenza di alveari sul territorio genera in Italia, per l’organizzazione agricola, 2 miliardi di euro di valore della produzione delle colture di interesse agro-alimentare, cui si deve aggiungere quello dell’apporto ecosistemico che le api garantiscono con il servizio di impollinazione alla biodiversità dei nostri ambienti naturali, stimato in 150 miliardi di euro.
Ma esiste una criticità relativa alla produzione di miele: nonostante il valore potenziale annuo sia pari a circa 25.000 tonnellate, le avversità atmosferiche e i cambiamenti climatici sono responsabili di una costante riduzione, che si registra ormai in modo continuativo da cinque anni a questa parte.

Per celebrare la Giornata di oggi la FAO ha organizzato dalle 13 alle 14,45 un evento virtuale dal titolo “Bee engaged. Build Back Better for Bees”. In Italia, Legambiente festeggia la Giornata con un nuovo appuntamento di “Save the queen”, la campagna che vuole informare i cittadini, fare rete con i territori e sensibilizzare il mondo istituzionale e imprenditoriale a mettere in campo interventi concreti per salvare le api a rischio estinzione. L’iniziativa quest’anno si svolgerà nella cornice romana di Villa Mazzanti: 50 nuove arnie verranno donate ad altrettanti apicoltori laziali nella sede di Roma Natura e nell’occasione l’ente regionale sarà insignito del riconoscimento “Parco Save the Queen”.