La cultura come motore della società e dell’economia

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Foto di Marco Simonini

La cultura esce a pezzi dalla pandemia: uno dei settori maggiormente colpiti a livello mondiale si interroga ora come ritrovare nuova forza e vitalità. La risposta arriverà sì dagli aiuti europei con il programma Europa Creativa che mette a disposizione 2,4 miliardi, ma anche dalla capacità delle diverse espressioni culturali di sapersi innovare per giocare un ruolo fondamentale in una ripresa che sia più inclusiva. Ripresa della cultura che passa dall’economia, dalle nuove tecnologie per capire la nuova società esplorando nuovi mercati. Tutto ciò è stato detto nell’incontro Ocse (con i suoi due rappresentanti Pierluigi Sacco e Alessandra Proto) “Cultura e creatività per una ripresa più inclusiva: lo Stato come un facilitatore?” al quale hanno partecipato anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli, Justyna Jochym Ceo del Festival Adelaide, Michela Magas prima donna dell’industrie creative a ricevere il premio European Woman Innovation of the Year dalla Commissione Europea e Walter Zampieri consigliere speciale del commissario europeo per la cultura.

“L’impatto della crisi è stato devastante – ha esordito Zampieri – ma ora ci sono tutte le premesse per la ripartenza con nuovi progetti per creare una rete più ampia di organizzazioni culturali. Quindi da dimensione locale a dimensione europea senza dimenticare le piccole realtà. Il settore culturale dovrà lavorare ancora più per l’inclusione sociale attraverso la partecipazione di molti soggetti”. Di eccellenze culturali ha parlato il sindaco Ianeselli: “Importante avere centri che lavorano a livello locale e il ritorno dello Stato è un motore di sviluppo importante. Siamo una piccola regione ma vediamo tante opportunità, siamo l’avamposto italiano, si respira il fascino del meticciato e stare alla frontiera dà grandi possibilità. Le nostre priorità sono quelle di diffondere la cultura ad alto livello e dare spazio a industrie culturali creative attraverso l’open lab del Santa Chiara. Per quanto riguarda il Festival dell’Economia dobbiamo fare un ulteriore passo: da momento a movimento per fare un salto avanti con le diverse creatività messe assieme”. La cultura, sono parole di Magas, “è un driver fondamentale per la ripresa economica che si applica in diversi settori: il settore culturale creativo è un laboratorio per creare nuovi scenari per un nuovo ambiente, per capire la nuova società esplorando nuovi scenari a servizio dell’industria ma anche per nuove forme di espressioni artistiche”. Da Adelaide Jochym ha illustrato modi alternativi e strategie messe in atto per sopravvivere e guardare al futuro: “I festival sono diventati fondamentali per la ripresa della città grazie anche agli interventi e aiuti dello Stato”. Sacco in conclusione ha sottolineato la  necessità di “un cambiamento comportamentale per affrontare le sfide della comunità: la cultura in questo gioca un ruolo fondamentale e va messa al centro della strategia post pandemica dell’Unione europea”.

Il Festival dell’Economia di Trento si conferma un fenomeno digitale con milioni di connessioni al sito, 1 milione e 300 mila, soltanto nell’ultimo giorno e quasi 30 mila persone che hanno assistito, quotidianamente, alle dirette streaming delle varie conferenze. Dati proporzionalmente in crescita rispetto allo scorso anno, considerato il quasi dimezzamento degli eventi, poco più di 60, a causa del Covid. Sono i numeri più salienti della 16^ edizione del Festival dell’Economia che si è conclusa oggi e che ha visto il gradito ritorno del pubblico nelle sale, oltre 3700 le persone che hanno assistito, in presenza, alle varie conferenze. I contenuti multimediali pubblicati sulle varie piattaforme, Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram e Youtube, hanno raggiunto diversi milioni di persone.