Seguendo la rotta di Enea

Enea

E se Enea fosse un viaggiatore dei giorni nostri? Un Bruce Chatwin dell’antichità?
Oggi esiste un Itinerario Culturale che ha come spunto proprio Enea, l’eroe troiano di cui leggiamo le gesta già nell’Iliade e che poi diventerà il protagonista dell’Eneide, il capolavoro di Virgilio.

Il 23 maggio 2021 il Consiglio dEuropa ha infatti certificato un nuovo Itinerario Culturale: si tratta della Rotta di Eneaun percorso marittimo che ripercorre il suo lungo peregrinare per mare. Il viaggio parte dalla Turchia, sfiora la Grecia, l’Albania e la Tunisia fino alle coste meridionali d’Italia e termina a Roma, contando 21 tappe principali.

Gli itinerari ufficializzati dal Consiglio d’Europa sono cammini culturali che devono rispondere a diversi criteri, tra cui il coinvolgimento di almeno tre Paesi e lo scopo di promuovere l’interazione economica e sociale tra diverse comunità. Il primo fu il Cammino di Santiago di Compostela inaugurato nel 1987. Al momento ne esistono 45. Nel 2021 sono stati approvati gli ultimi cinque: Alvar Aalto Route, Cyril and Methodius Route, European Route d’Artagnan, Iron Are Danube Route e naturalmente Aeneas Route, la Rotta di Enea.

Che cos’è la Rotta di Enea

Litinerario segue realisticamente il viaggio letterario di Enea, l’eroe troiano che nell’Iliade combatte per la sua città ma è costretto a fuggire per mettere in salvo la sua famiglia e, per volontà degli dei, costruire una nuova patria per gli esuli. Virgilio raccolse le leggende che narravano le peripezie di Enea in un’unica opera rimasta purtroppo incompiuta, l’Eneide.

Il viaggio inizia dalla provincia di Çanakkale, in Turchia, dove oggi si trovano gli scavi archeologici dell’antica città di Troia. Si fa strada tra numerose isole greche, poi sfiora le coste albanesi. Arriva finalmente in Italia sbarcando in Puglia nella località di Castro, dove si erge il santuario di Atena nominato da Virgilio. Prosegue nel golfo di Taranto e lungo le coste sicule, passando dalle isole dei Ciclopi, fino alla Tunisia, dove Enea incontra la regina Didone intenta a costruire la città di Cartagine, di cui oggi possiamo ammirare i siti archeologici. Riprende il mare verso l’Italia, dove incontra diverse località della Calabria e della Campania prima di trovare porto infine in Lazio. Qui Enea comprende di essere giunto a destinazione e si appresta a creare una nuova patria per i discendenti degli ultimi troiani superstiti nella città di Lavinium, da cui sarebbero nati Romolo e Remo, i leggendari fondatori di Roma. Qui termina il viaggio della dinastia di Enea, qui termina anche la Rotta di Enea.

Insomma, leggi l’Eneide e scopri un itinerario in ventuno tappe che comprendono sei Siti Unesco (Troia, Delo, Butrinto, Monte Etna, Cartagine, Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni) e tre Parchi nazionali (Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in Italia sulla costa tirrenica). Le molteplici località limitrofe e le attrattive storico-culturali, archeologiche e paesaggistiche di ogni tappa ne fanno un gioiello che contribuisce a comporre questo inedito tesoro del Mediterraneo.

La rotta verso un turismo sostenibile

La Rotta di Enea è stata proposta dall’associazione che ne porta il nome, fondata dall’architetto Giovanni Cafiero, e oggi rientra finalmente negli Itinerari Culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa. Tale certificazione offre una garanzia di qualità di livello internazionale ed è motivo di orgoglio e prestigio. Cafiero ha dichiarato: “La decisione all’unanimità di conferire all’itinerario Rotta di Enea la certificazione del Consiglio d’Europa premia un lavoro di oltre tre anni della nostra associazione. La quale è riuscita a creare una rete allargata di aderenti e sostenitori. Questo, grazie all’impegno dei volontari che hanno messo a disposizione grande competenza e passione.”

Da un punto di vista turistico, questo progetto risulta interessante perché si presenta come il primo itinerario turistico – archeologico – marittimo capace di collegare cinque Paesi di tre continenti diversi, costruendo un ponte nella pluralità di identità culturali incontrate lungo il cammino. Appare simbolico e affatto casuale che proprio Enea, esule in fuga dalla sua città d’origine in fiamme, venga scelto come figura emblematica in una politica internazionale di comunità, coesione ed inclusione tra popoli.

A tal proposito diventa importante anche collocare il progetto della Rotta di Enea nellambito del turismo sostenibile e responsabile. Si tratta, per definizione, di una forma di turismo atta a proteggere il futuro delle località ospitanti e le loro comunità, incrementando le opportunità di lavoro e crescita delle popolazioni locali e al tempo stesso responsabilizzando il visitatore, definito come “residente temporaneo”. La collaborazione e il rispetto da parte dell’ospitato e dell’ospitante si pongono come le basi per un turismo più consapevole ed etico, che non si limiti ad accontentare i turisti sfruttando la terra e il popolo che li accoglie, ma che al contrario si impegni a realizzare un piano di comunicazione positiva fra le due parti interessate, al fine di ottenere benefici per entrambe. La Rotta di Enea promette di essere d’esempio, paradigma sostenibile per le nuove proposte turistiche post-pandemia.

Consigli per l’uso

A chi sceglierà di seguire la Rotta di Enea e imbarcarsi in questa nuova avventura, bisogna rivolgere in ultimo un suggerimento non richiesto, che tuttavia potrà aiutarli a cogliere appieno il valore dell’esperienza di viaggio. D’altra parte ormai quasi tutti i viaggiatori si informano sulle località delle loro vacanze, prima di partire. Allora, in questo caso, perché non rispolverare quel volumone che giace sullo scaffale dai tempi del liceo? Rileggere qualche passo dell’Eneide prima della partenza renderà i viaggiatori senz’altro più ispirati. E in caso di curiosità, tutte le informazioni sulla Rotta di Enea si possono leggere sul sito dell’associazione.