Crisi climatica. Gli esperti Onu: “Il peggio deve ancora venire. Occorre agire subito”

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Saranno diffusi nella giornata di oggi i dati del VI Rapporto sui cambiamenti del clima a livello planetario (AR6) elaborato dall’ IPCC, il panel intergovernativo delle Nazioni Unite sul climate change. I contenuti di questo studio, il più approfondito finora condotto, saranno presentati e discussi in una prospettiva operativa alla 26esima Conferenza mondiale per il clima che si terrà a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre prossimi. I dati sono drammatici e descrivono uno scenario che non ammette più né esitazioni. Occorre dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 e arrivare a impatto zero entro il 2050. E anche così non potremo sottrarci alle conseguenze che il cambiamento climatico già in corso porterà nelle nostre vite.

Stiamo facendo i conti con un aumento drammatico di fenomeni meteorologici estremi, verso i quali l’uomo è sostanzialmente impotente. Si tratta dell’aumento delle temperature in tutte le aree del mondo compresi i Poli, con lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento del livello del mare, la compromissione di tutto il sistema idrogeologico sui quali si sono fondate fin qui le logiche di insediamento nei territori. Le conseguenze sono davanti ai nostri occhi e riempiono ormai quotidianamente le cronache internazionali: sono tifoni devastanti, alluvioni in alcune regioni e aridità e siccità in altre, con l’aumento dei pericoli legati agli incendi in tutti i continenti.

Tutto questo significa che le nostre case, le nostre città, tutte le infrastrutture e le attività produttive in qualsiasi settore sono esposte a un rischio gravissimo. Siamo ormai giunti a un punto di non ritorno, ci stanno avvertendo gli esperti dell’Onu. E non potrebbero usare parole più chiare e nette nel dare l’allarme. A questo punto ascoltarle da parte dei governi di tutto il mondo è una necessità non più rinviabile.

“Il tempo a disposizione per fermare la catastrofe del cambiamento climatico sta pericolosamente avvicinandosi alla fine” e “non possiamo permetterci di aspettare ancora due anni, cinque anni, 10 anni: questo è il momento di agire” –  ha dichiarato Alok Sharma, delegato del governo britannico per le questioni climatiche e presidente di turno della conferenza Onu sul clima COP26.

“Il peggio deve ancora venire e a pagarne il prezzo saranno i nostri figli e nipoti, più che noi stessi”, spiegano nel documento gli esperti dell’Ipcc. Il nuovo studio è frutto della ricerca di 234 esperti di clima da 195 Paesi, organizzati in tre gruppi di lavoro. E la cosa che va sottolineata è che a fronte dei drammatici dati consegnati il rapporto esprime anche la convinzione prevalente che ci siano ancora possibilità di fermare l’innalzamento delle temperature globali, ridurre le emissioni dannose (aumentate del 30% dagli anni Sessanta a oggi) e invertire così la rotta della crisi climatica.

Proseguendo così invece nel 2030 potremmo arrivare a un aumento di 3 gradi e nel 2.100 fino a 4. E basta un solo grado si aumento della temperatura a livello globale per causare danni catastrofici, a partire dalla carenza di acqua potabile.

Gli incendi che in queste ultime settimane divampano in Europa e Nord America, così come le inondazioni in Germania e Cina, ne sono la drammatica dimostrazione.