22.04.2022: Giornata della Terra. I 10 impegni di Legambiente per salvare il Pianeta

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Più rinnovabili, mobilità sostenibile ed economia circolare, ma anche politiche climatiche più ambiziose, maggiore coinvolgimento dei territori e dei cittadini, professioni verdi e ritorno al territorio dei giovani. L’Earth Day, Giornata della Terra, chiama tutti all’azione per salvare il nostro pianeta.

Guerra e pandemia hanno messo in luce l’importanza per un Paese di garantirsi l’autosufficienza alimentare e spingono il ritorno in campagna con gli studenti italiani che hanno preso d’assalto gli indirizzi agricoli delle scuole superiori, con un incremento negli ultimi due anni del 36% delle iscrizioni agli istituti professionali rispetto al 2019. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati Miur: un profondo cambiamento in cui, al boom di iscrizioni degli studenti degli istituti professionali in Agricoltura, Sviluppo Rurale, Valorizzazione dei Prodotti del Territorio e Gestione delle Risorse forestali e montane ,si aggiunge quello delle presenze all’indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria degli istituti tecnici, in aumento del 17%.

Il settore oggi necessità di nuove professionalità con competenze che possono essere acquisite solo attraverso un’interazione tra discipline di diversa natura. Un percorso necessario in considerazione del dinamismo verso cui, da anni, si sta spingendo il comparto agroalimentare italiano. Se si sale peraltro al livello universitario sono oltre 50 i nuovi percorsi attivati nei diversi ambiti disciplinari lungo la penisola, nelle varie facoltà. Si va dalle Biotecnologie per la Gestione Ambientale all’Agricoltura Sostenibile, dall’engineering al Precise And Sustainable Agriculture, dall’Enogastronomia d’Impresa fino ad arrivare al benessere animale con il corso di laurea dedicato all’Animal Care. “I giovani, prima e meglio di altri, hanno capito che l’Italia per crescere deve tornare ai valori concreti e puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il cibo, del quale oggi è a tutti chiara la strategicità” ha spiegato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Ma cosa possiamo fare in concreto per il nostro pianeta? Ecco i 10 impegni per il Pianeta, secondo Legambiente.

Più rinnovabili: “Occorre arrivare ad autorizzare entro un anno 90 GW di nuovi impianti a fonti rinnovabili da realizzare entro il 2026 come proposto da Legambiente, Greenpeace Italia e WWF Italia”.

Più mobilità sostenibile: “Servono più colonnine di ricarica e più treni e autobus elettrici nelle città inquinate, più risorse ai Comuni per i Piani Mobilità sostenibile e gli spostamenti ciclopedonali, ridisegnare lo spazio pubblico e le zone 30 come principale misura di sicurezza stradale”.

Politiche climatiche più ambiziose: “L’esecutivo deve mettere in campo politiche più ambiziose in linea con l’obiettivo di 1.5 °C e deve prendere misure non più rimandabili come lo stop ai sussidi ambientalmente dannosi”.

Più economia circolare: “il governo definisca una strategia e un piano nazionale che abbia al centro: mille nuovi impianti di riuso e riciclo, più controlli ambientali e dibattito pubblico nei territori, più semplificazioni e decreti End of waste, lo sviluppo del mercato dei prodotti riciclati”.

Più coinvolgimento dei territori: su questo punto l’associazione torna a ribadire “l’importanza di un maggiore coinvolgimento delle comunità locali attraverso il dibattito pubblico”.

Cosa possono fare i cittadini?

Diventare prosumer: “I produttori-consumatori della propria energia rinnovabile diventano protagonisti di un nuovo modello energetico sempre più distribuito, incentrato sulle fonti rinnovabili, in grado di contrastare in maniera determinante i cambiamenti climatici ma che permette anche alle famiglie di risparmiare sulla bolletta”.

Fare una corretta raccolta differenziata: “È fondamentale fare una corretta separazione domestica dei rifiuti finalizzata alla raccolta differenziata e seguire la regola delle tre R: riduci, riusa, ricicla”.

Uno stile di vita più sostenibile: “Sono molti i settori in cui ognuno di noi può incidere con le proprie scelte: ad esempio con la mobilità sostenibile, oppure optando per l’utilizzo delle rinnovabili, a partire dal proprio fornitore di energia”.

Orti urbani: “Dal verde urbano incolto alle aree degradate fino ai rooftop garden tutto può essere coltivato e trasformato in terreno per piante officinali e fiori, ortaggi e frutta da destinare al consumo familiare”.

Infine, una spesa intelligente e sostenibile: “fa bene all’ambiente, al Pianeta e al portafoglio e permette di evitare anche lo spreco di cibo”.