Buono, sano, rinfrescante: la lunga estate del gelato

gelato

Di sicuro non avanza mai. Ogni italiano ne consuma in media 2,8 chili all’anno. E il 2022 si appresta a migliorare anche i numeri del 2021, quando la filiera europea ha toccato un giro d’affari complessivo di 8,7 miliardi di euro. Il gusto da provare quest’anno? Il caramello salato.
Il gelato è il protagonista di questo articolo tratto dal numero di Luglio/Agosto/Settembre 2022 di VéGé per voi, magazine del Gruppo VéGé diretto da Paolo Marcesini.

È l’occasione giusta per una pausa o lo possiamo scegliere per un pranzo leggero passeggiando con gli amici. Di sicuro è un momento atteso di cura del sé e, quando è buono e artigianale, è anche un’eccellenza gastronomica. Nel 2020, complice la pandemia, il consumo di gelato artigianale era sceso del 35%, secondo l’Osservatorio del Salone internazionale gelateria, pasticceria, panificazione (Sigep). Il 2021 ha invertito pienamente la tendenza segnando, in Europa, un +25%, con i suoi 65mila punti di vendita e 300mila addetti, e il 2022 preannuncia risultati ancora migliori. L’Italia è la regina indiscussa del mercato fatturando 2,3 miliardi, sempre nel 2021, con 36mila tra gelaterie, pasticcerie e bar.

La storia del gelato parte da lontano: nel Medioevo furono gli Arabi a usare il ghiaccio per preparare un composto freddo a base di frutta, zucchero e fiori. Ovvero quel sorbetto che prese presto la strada della Sicilia fino a diventare una vera e propria moda in tutta Europa sotto la spinta di Caterina de’ Medici. Secondo un’altra tradizione, nell’antica Cina si usava preparare un misto di latte, spezie e riso stracotto che veniva poi immerso nella neve per farlo solidificare. Sempre in Cina, ma tra il 1200 e il 1300, si diffuse anche l’abitudine di cucinare dolci a base di frutta e latte ghiacciati che arrivò poi in Italia grazie a Marco Polo.

Quello che è certo è che nel 1686 il siciliano Francesco Procopio dei Coltelli aprì a Parigi il Café Procope, spesso considerato come la prima gelateria del mondo. Bisogna invece attendere gli ultimi anni dell’800 per assistere, grazie all’italoamericano Italo Marchioni, all’invenzione dei gelati da passeggio con la creazione del primo cono. Da quel momento il successo fu inarrestabile e, oggi più che mai, le gelaterie artigianali sfornano ogni estate e lungo tutto l’anno i grandi classici come crema, cioccolato, pistacchio, fiordilatte e tutti i gusti alla frutta. Ma si lanciano anche nelle più ardite creazioni che vanno dal gelato alla ricotta di pecora come al prosecco, fino ai gusti salati come il gelato al prosciutto o al gorgonzola. Tra i più apprezzati nell’estate di quest’anno ci sono senz’altro il gusto tiramisù, il croccante e, soprattutto, il caramello salato.

A ognuno i suoi gusti. In ogni caso, il gelato resta un alimento genuino e nutriente, anche grazie anche alla nuova dimensione della sostenibilità. In questi ultimi anni, infatti, i maestri di uno dei simboli del made in Italy più amati in tutto il mondo stanno puntando alla ricerca di prodotti sempre più ricercati, a chilometro 0 e in grado di soddisfare i gusti e le richieste di un pubblico sempre più attento ai contenuti del benessere nutrizionale. Un pubblico informato sull’origine degli ingredienti e interessato anche alle opzioni di gelato senza zucchero, senza lattosio e senza uova, insomma a tutte quelle varianti studiate e lavorate con cura anche per chi è costretto a delle rinunce.

Il tutto, nel segno di un consumo consapevole e nelle giuste quantità. Perché mangiando un gelato si introducono proteine di alto valore biologico, grassi di qualità, glucidi a rapido assorbimento e a pronta disponibilità energetica. Il gelato fa bene, prima di tutto perché dà piacere per il suo gusto dolce, la fresca temperatura e la cremosità. Insomma, appartiene ai più tradizionali comportamenti dell’uomo, in quanto cibo buono e, soprattutto, edonistico.