A Sarzana torna il Timeless Festival per raccontare l’anima delle imprese che resistono al tempo
In un’epoca in cui i consumatori non scelgono solo prodotti ma si riconoscono in valori, visioni e storie, la capacità di un’impresa di raccontare sé stessa è diventata una competenza strategica tanto quanto l’innovazione o la qualità. Lo storytelling d’impresa non è comunicazione di facciata ma il modo in cui un brand costruisce nel tempo un’identità riconoscibile, genera fiducia, crea appartenenza. Le aziende che sanno raccontare la propria origine, le proprie scelte, i propri fallimenti e le proprie intuizioni non vendono semplicemente un prodotto ma offrono un pezzo di storia condivisa. Ed è proprio attorno a questa consapevolezza che nasce un festival capace di trasformare la cultura d’impresa in esperienza collettiva.
C’è un patrimonio che spesso non finisce nei musei né sui palchi dei grandi festival culturali, eppure attraversa decenni, plasma abitudini, entra nell’immaginario collettivo. È il patrimonio delle imprese, le loro storie, le loro intuizioni, i valori che le hanno rese iconiche. Da oggi, 12 giugno, e fino al 14 giugno 2026, Sarzana diventa il luogo in cui questo patrimonio prende finalmente voce.
È la seconda edizione del Timeless Festival, tre giorni di talk, esperienze immersive e networking tra imprenditori, professionisti e aziende che hanno fatto la storia, da Sammontana a Davines, da Amaro Montenegro a Coccoina, insieme a Galup, Risiko, Majani, Playmobil e molti altri. L’evento, organizzato da Alma Agency, si sviluppa fra il Teatro degli Impavidi e la Fortezza Firmafede, fino all’appuntamento conclusivo a Portovenere, con un programma che alterna talk, workshop, networking ed esperienze immersive rivolte a imprese, professionisti, giovani talenti e appassionati.
L’idea nasce da una domanda semplice ma potente. A formularla è Alice Bascherini, cofondatrice di Alma Agency, l’agenzia di comunicazione che ha ideato e organizza il festival: “In undici anni di lavoro con Alma Agency abbiamo avuto il privilegio di lavorare accanto a tantissime aziende, aiutandole a raccontare prodotti, servizi, campagne, innovazioni. Ma a un certo punto ci siamo resi conto di una cosa: spesso il valore più grande non era ciò che queste aziende vendevano, ma la storia che custodivano. Dietro un prodotto iconico, dietro un marchio che tutti conosciamo, ci sono quasi sempre intuizioni imprenditoriali straordinarie, scelte coraggiose, cultura del lavoro, visioni capaci di attraversare il tempo. Storie che parlano non solo di business, ma di società, di identità collettiva, di memoria condivisa. Ci siamo chiesti: perché questo patrimonio non ha uno spazio dedicato? Perché celebriamo cinema, musica, letteratura, innovazione, ma raramente raccontiamo l’impresa come espressione culturale? Da questa domanda è nato il Timeless Festival: il primo festival dedicato alle storie imprenditoriali senza tempo.”
Una visione condivisa dal cofondatore Luca Naj-Oleari: “Un’azienda oggi, per crescere e restare rilevante, deve trovare un modo autentico per distinguersi. Per questo abbiamo dato vita al Timeless Festival: un mondo in cui le aziende che sono riuscite in questo percorso condividono le proprie storie per emozionare, ispirare e generare nuove prospettive.”
Le storie che il festival porta in scena sono emblematiche. C’è Majani, storica azienda dolciaria bolognese nata nel 1796, che ha dato vita al celebre Cremino agli albori del Novecento, in occasione del lancio della FIAT Tipo 4 — uno dei primi esempi nella storia italiana di contaminazione tra industria e branding. E c’è Sammontana, nata nel dopoguerra quando Romeo Bagnoli aprì una latteria a Montelupo Fiorentino, scommettendo su un sogno familiare che sarebbe diventato uno dei marchi del gelato più amati d’Italia.
Il programma giorno per giorno
La prima giornata, ospitata al Teatro degli Impavidi, è dedicata ai talk con imprenditori e protagonisti di aziende storiche e marchi iconici. Tra gli ospiti figurano Davide Manzoni di Comfort Zone-Davines Group, Lorenzo Bagnoli di Sammontana, Elisa Mereatur di Galup, Vittoria Majani di Majani 1796, Marta Fabiani di Amaro Montenegro, Aldo Balma di Coccoina e Fabio Ermetto di Baglietto Yachts. Prevista anche la partecipazione di figure del mondo creativo e culturale come Fulvio Marino, Franco Costa e il profumiere Meo Fusciuni, da anni legato al centro storico sarzanese.
Il 13 giugno la Fortezza Firmafede si trasformerà nel “Timeless Playground”, uno spazio aperto al pubblico con attività immersive, degustazioni, laboratori, workshop e momenti di intrattenimento. Nel programma figurano un grande Risiko, tornei di street soccer, laboratori creativi per bambini, masterclass dedicate al profumo e alla mixology, degustazioni guidate e appuntamenti dedicati al branding, alla comunicazione e ai temi ESG.
Il festival si chiuderà il 14 giugno a Portovenere con una giornata finale tra mare, talk e testimonianze nella cornice della piazza della Chiesa di San Pietro. Tra gli ospiti annunciati figurano lo street artist Ozmo, Mattia Villardita e Telefono Azzurro.
Il festival gode del sostegno delle istituzioni locali. Il sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli ha sottolineato come “investire nelle imprese è fondamentale in quanto sono il motore dello sviluppo e del benessere per il territorio”, mentre il sindaco di Portovenere Francesca Sturlese ha dichiarato: “Accogliamo a braccia aperte la seconda edizione del Timeless Festival perché riconosciamo in loro la stessa voglia di valorizzare il nostro territorio.”
Il Timeless Festival racconta come fare impresa con visione, coraggio e identità sia una forma di creazione culturale che merita di essere raccontata, conservata, tramandata. Esattamente come un film, un libro o una canzone.