Quanti giri al minuto muovono il motore dell’arte? A Desenzano del Garda apre Caßß Gallery con “RPM 00-24”
Dal 17 ottobre al 19 dicembre 2026 la nuova galleria Caßß Gallery di Desenzano del Garda inaugura con una collettiva di cinque artisti sul tema del movimento, della vibrazione e della rotazione che attraversa le ventiquattro ore.
Una nuova galleria d’arte contemporanea apre a Desenzano del Garda, e lo fa con una dichiarazione di intenti prima ancora che con una mostra. Caßß Gallery nasce infatti dalla convinzione che l’arte debba essere uno spazio di incontro, dialogo ed emozione, aperto a tutti e non riservato a pochi. L’ambizione è scardinare il modello della galleria come luogo freddo, d’élite e puramente commerciale, per costruire uno spazio culturale vivo e pulsante, dove l’eccellenza e l’innovazione visiva si muovono su scala globale senza perdere di vista l’autenticità delle relazioni umane.
Alla base c’è l’idea che il talento possa emergere ovunque e che il compito di una galleria non si esaurisca nell’esporre e nel vendere. Significa anche creare relazioni, valorizzare percorsi artistici autentici e contribuire alla crescita culturale della comunità.
A guidare la galleria Gianni Giovannone, classe 1979, originario di Brescia, ingegnere civile con una passione per il futurismo riletta attraverso la tecnologia del CAD, e Barbara Pagani, bresciana di adozione, funzionaria in un azienda siderurgica bresciana con una laurea in Scienze dei Beni Culturali ed esperienze con i Musei Civici di Venezia, la Biennale di Venezia, gallerie private e la Fondazione Guggenheim.
Una galleria che guarda oltre il mercato
Diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per la scoperta, la valorizzazione e la diffusione dell’arte contemporanea. Caßß Gallery si immagina come un ecosistema culturale aperto, inclusivo e dinamico, in cui artisti, collezionisti e pubblico possano incontrarsi, confrontarsi e crescere insieme. Vuole essere un ponte tra talenti emergenti e opportunità globali, favorendo la circolazione di opere, idee e relazioni oltre ogni confine geografico, e contribuire alla nascita di una nuova comunità di appassionati e collezionisti, rendendo l’arte contemporanea un’esperienza accessibile, emozionante e parte della vita quotidiana.
La missione si traduce in una piattaforma orientata alla crescita per gli artisti, e in un programma fatto di mostre, talk, workshop, incontri e attività divulgative pensati per persone di ogni età e provenienza. La galleria promuove un collezionismo consapevole e accessibile, nella convinzione che l’arte non sia destinata a una ristretta élite, e lavora attraverso una rete di collaborazioni locali, nazionali e internazionali, anche con scuole, università, imprese e istituzioni culturali. Tra gli impegni dichiarati: selezionare artisti emergenti e mid-career di particolare valore, sviluppare percorsi curatoriali personalizzati, garantire rapporti trasparenti ed etici con chi espone, adottare un linguaggio inclusivo nella comunicazione dell’arte e partecipare a fiere e progetti internazionali, senza dimenticare la crescita culturale e sociale del territorio in cui opera.
“RPM 00-24” per capire il motore dell’esistenza
La prima mostra, la collettiva RPM 00-24, visitabile dal 17 ottobre al 19 dicembre 2026, sembra scelta per incarnare questo spirito. Il titolo richiama i Revolutions Per Minute, i giri al minuto del motore, e li applica all’esistenza raccontando un flusso ininterrotto che va dalle 00:00 alle 24:00. Il percorso dialoga con l’eredità del Futurismo, ma ne abbandona la celebrazione meccanica della fabbrica e dell’automobile per spostare lo sguardo nel battito di un cuore, nei cicli invisibili della natura, nelle geometrie virtuali del software. Ne risulta un’indagine intima, antropologica e vibratoria del presente.
Cinque sguardi, cinque frequenze
Filippo Garlanda affida alla fotografia il compito di cogliere il tempo organico della natura: il respiro delle foglie, lo scorrere della linfa, il movimento del sole. Le sue immagini non sono istanti statici ma testimonianze di una rotazione costante, un flusso vitale che scorre parallelo alla frenesia umana.
Rita Siragusa lavora il ferro, materiale industriale per eccellenza, che nelle sue mani perde rigidità e diventa conduttore di vibrazioni plastiche. Sculture e installazioni sono la gabbia e lo scheletro del movimento: una forza pesante, ancestrale, che ruota su sé stessa e resiste al tempo, come il battito sordo della terra.
Daniela Nasoni racchiude in un’unica opera monumentale il viaggio interiore e la memoria in chiave onirica. Non uno spostamento nello spazio, ma una sovrapposizione di geografie dell’anima: linee di forza e visioni si fondono in un vortice dinamico, il racconto di mille viaggi, vissuti o immaginati, che si compiono simultaneamente.
Eleonora Crippa misura i giri al minuto del corpo e della mente. Un quadro dedicato al cuore ne fa il centro motore della vita, mentre la tela sui cervelli traduce in pittura le sinapsi e il rumore di fondo del pensiero che non si spegne mai, nemmeno nel sonno. Due dipinti con donne e specchi aprono infine a una vibrazione psicologica: il moto oscillatorio dell’identità, il riflesso che raddoppia lo spazio e crea una rotazione tra l’io e il mondo.
Gianni Giovannone chiude il cerchio riprendendo le linee di forza di Balla e Boccioni e rielaborandole con la precisione millimetrica del CAD. La velocità non è più quella della locomotiva ma quella del processore e del codice. Le sue composizioni geometriche e digitali mostrano la scomposizione dello spazio nel XXI secolo, dove il calcolo si fa arte e i giri al minuto diventano i cicli di clock di un computer che progetta il futuro.
Un ciclo perpetuo
La materia pesante, l’organismo vivente, la progettazione virtuale. Dal contrasto e dalla sinergia tra questi elementi nasce il ritmo della mostra, che trasforma lo spazio espositivo in una camera di risonanza. Qui il tempo non è una sequenza lineare di ore ma un ciclo perpetuo di rivoluzioni, e ogni frammento di realtà possiede una propria frequenza vibratoria.
Per una galleria al debutto, la scelta di una collettiva che attraversa fotografia, scultura, pittura e arte digitale è già un manifesto, una dichiarazione di intenti, un obiettivo. Il visitatore di Caßß Gallery è invitato a sintonizzarsi su queste frequenze, in un viaggio visivo e sensoriale dove l’arte non è mai statica, ma un motore costantemente acceso. Accade a Desenzano sul Garda.