Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, a Milano la sostenibilità impara ad andare oltre
Fino all’8 ottobre l’Università Bocconi ospita la quattordicesima edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale. Tre giorni, oltre 250 organizzazioni, 500 relatori e 120 eventi gratuiti attorno a un invito semplice, guardare più lontano.
All’ingresso c’è un’opera che cresce sotto gli occhi di chi arriva. Si chiama Look Beyond e la sta dipingendo dal vivo il collettivo milanese Orticanoodles, pannello dopo pannello. Quando sarà finita verrà donata ad alcune scuole della città. È il modo più gentile per raccontare il tema di quest’anno, Andare oltre. Oltre le apparenze, oltre le letture frettolose, oltre i confini che separano imprese, istituzioni, terzo settore, università e cittadini.
Ieri, il primo passo
Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale si è aperto martedì 6 ottobre alle 9.30 con una voce che di ostacoli superati ne sa qualcosa. Giusy Versace, atleta paralimpica, ha portato sul palco lo sport come strumento di inclusione e partecipazione. Non è stata una scelta casuale. Per la prima volta il Salone ha dedicato allo sport un intero percorso, Rinnovare il mondo dello sport, accanto alle altre cinque aree che ne disegnano la mappa. Vivere la comunità, Gestire le organizzazioni, Ridisegnare le relazioni, Rigenerare il pianeta, Ripensare la finanza.
Nel pomeriggio è arrivato il momento del Premio Impatto, giunto alla quinta edizione. Si erano candidate 107 realtà, 61 imprese, 40 organizzazioni non profit e 6 pubbliche amministrazioni. Sei i vincitori, due per categoria, e tra loro c’è una storia che parla la nostra lingua. Intesa Sanpaolo è stata premiata per aver valutato l’impatto sociale di quattro spazi museali, guardando oltre il numero dei biglietti per misurare apprendimento, accessibilità, benessere e legame con il territorio. Un museo vale per ciò che lascia nelle persone.
Accanto a lei Near Sgr con 5Square, la rigenerazione di cinque edifici incompiuti nel quartiere Vigentino a Milano. Tra le pubbliche amministrazioni il Comune di Milano, che ha valutato insieme ai gestori la Rete degli Spazi Ibridi ascoltando più di mille persone, e l’Università di Brescia con Stem in Genere, che nel 2025 ha accompagnato oltre tredicimila studenti e studentesse verso le materie scientifiche. Nel terzo settore Fondazione Helpcode Italia con The Water Code, che ha portato l’educazione all’acqua a più di quattordicimila ragazzi in nove regioni, e la cooperativa Cramars con Silver in Alps, dodici settimane di esercizi cognitivi al telefono per gli anziani dei comuni montani della Carnia. A volte per andare oltre basta una chiamata.
Oggi, le piazze
Il Salone vive in quattro piazze e tre aule seminari, qui ci si incontra, ci si ferma, si cambia strada. Ogni giorno, dalle 13.30 alle 14, i Caffè con l’esperto mettono docenti come Francesco Perrini, Chiara Mio e Matteo Pedrini a disposizione delle domande del pubblico. Poco più in là Meet the CSR Leaders offre a studenti e giovani professionisti trenta minuti di colloquio individuale con chi di sostenibilità ha fatto un mestiere.
E poi c’è Vox Pop IA, l’installazione che raccoglie le parole dei visitatori e le restituisce in tempo reale, grazie all’intelligenza artificiale, come un racconto corale. Una tecnologia che per una volta non parla al posto nostro, ma ci ascolta.
Domani, quello che resta
Giovedì 8 ottobre il Salone chiuderà la sua tre giorni milanese. Le piazze si svuoteranno, i pannelli di Look Beyond prenderanno la strada delle scuole, le parole raccolte da Vox Pop IA diventeranno memoria condivisa. Resterà soprattutto una rete di persone che si sono conosciute e che continueranno a cercarsi.
Dietro tutto questo c’è un gruppo promotore che tiene insieme mondi diversi, Università Bocconi, Sustainability Makers, Global Compact Network Italia, ASviS, Fondazione Sodalitas, Unioncamere e Koinètica. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione sul sito del Salone.
Andare oltre non significa correre più veloce. Significa alzare lo sguardo, accorgersi di chi ci cammina accanto e scoprire che la strada, fatta insieme, è già un po’ più leggera.