Il patrimonio che si fa portale. PatER, la nuova casa digitale della cultura emiliano-romagnola
C’è un momento in cui un archivio smette di essere solo un archivio e diventa qualcosa di più, un racconto. È quello che sembra essere accaduto con PatER, il portale del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna che il 18 marzo 2026 ha inaugurato la sua versione completamente rinnovata con un webinar pubblico organizzato dall’assessorato regionale alla Cultura.
Accessibile all’indirizzo bbcc.regione.emilia-romagna.it, il portale si presenta con una struttura rifatta nella grafica e nelle funzionalità, con una navigazione orientata all’utente e una ricerca potenziata che integra nuovi strumenti di geolocalizzazione e mappatura. Non è solo un restyling.
I numeri da soli dicono molto. Attraverso il portale è possibile esplorare oltre 2.900 siti culturali — musei, teatri storici, luoghi dell’arte contemporanea, case e studi di personalità illustri, stabilimenti termali e cimiteri storici — ai quali si affiancano circa 1.800 beni architettonici e oltre 700 beni ambientali tra parchi, giardini storici e alberi monumentali. Ma è la profondità del catalogo a colpire davvero: più di 130 mila beni storico-artistici tra dipinti, sculture, arredi, strumenti musicali, marionette, armature, monete e oggetti liturgici, circa 27.000 oggetti di patrimonio demoetnoantropologico, migliaia di reperti archeologici e oltre 30.000 beni naturalistici tra botanica, zoologia, mineralogia e paleontologia. A tenere insieme tutto questo, un archivio iconografico di oltre 500 mila immagini, 19 mila schede biografiche di artisti e produttori, più di 14 mila riferimenti bibliografici e la documentazione di oltre 600 interventi di restauro.
Ma la novità più sostanziale non è quantitativa. Il cuore del nuovo PatER è il suo approccio integrato alla conoscenza del patrimonio: la connessione multidirezionale tra i dati consente consultazioni incrociate molto avanzate, affiancando alla ricerca veloce in stile motore di ricerca strumenti complessi che combinano criteri cronologici, territoriali, tipologici o tecnici. Gli utenti possono navigare i contenuti per luoghi culturali, per tipologia di beni o per risorse collegate come fonti, bibliografie e autori, con le informazioni organizzate in famiglie e classi tipologiche che evidenziano relazioni storiche, funzionali o culturali tra gli oggetti.
È questa architettura relazionale a fare la differenza: non più una lista di cose, ma una rete di connessioni. L’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni lo ha detto chiaramente durante la presentazione, sottolineando che PatER vuole essere uno spazio aperto che mette in relazione beni, luoghi, storie e comunità, uno strumento accessibile e dinamico per ricercatori, studenti e realtà culturali, capace di raccontare la ricchezza culturale dell’Emilia-Romagna come patrimonio vivo che appartiene alle comunità.
Sul piano tecnico, il portale documenta l’evoluzione gestionale della piattaforma Samira, il software di catalogazione, con nuove schede dedicate alla movimentazione delle opere, alla conservazione e al condition report, oltre a una scheda dedicata allo Spazio culturale, progettata per analizzare i beni nel loro contesto territoriale, storico e sociale. Grazie alla pubblicazione dei dati in formato linked open data, PatER dialoga anche con il Catalogo generale dei beni culturali del Ministero della Cultura, favorendo l’interconnessione del patrimonio regionale con altre risorse presenti sul web.
La grande scommessa di PatER è quella di portare il patrimonio fuori dalle mura delle istituzioni come materia viva, interrogabile, navigabile da chiunque abbia la curiosità di farlo.