Il MAG di Riva del Garda abbatte le barriere: un museo che si può toccare, sentire, leggere in LIS
Capita raramente che un progetto di accessibilità museale parta davvero dai bisogni delle persone, anziché da una check-list di adempimenti normativi. Il Museo Alto Garda ci ha provato, e il risultato — presentato il 19 maggio, non a caso nella Giornata Internazionale dei Musei — è un insieme articolato di strumenti fisici e digitali che trasformano la visita nelle tre sedi del MAG (il Museo, la Torre Apponale e il Forte Garda) in un’esperienza accessibile a pubblici molto diversi: persone sorde, cieche o ipovedenti, visitatori con disabilità cognitiva, famiglie, turisti stranieri.
Il progetto, intitolato “Museo Alto Garda senza barriere: Esperienze culturali accessibili, interattive e multilingue“, è stato reso possibile grazie al finanziamento del bando Digitale per la Cultura 2024 promosso dalla Fondazione Caritro. Ma il finanziamento è solo una parte della storia. Quello che lo distingue è il metodo: il MAG ha lavorato fianco a fianco con realtà di comprovata esperienza nel settore sociale — ANFFAS Trentino, AbilNova e l’Ente Nazionale Sordi — e con partner tecnologici come Suggesto, FunnelArt e PromFacility, oltre al Museo MITAG di Rovereto e al Museo Storico Italiano della Guerra.

Il risultato è una gamma di strumenti pensati ciascuno per un bisogno specifico. Una nuova app mobile disponibile in italiano, inglese e tedesco permette di esplorare la storia delle tre sedi e delle collezioni; al suo interno sono integrati un percorso in Lingua dei Segni Italiana per le persone sorde e un percorso tattile con audiodescrizioni, accompagnato da postazioni fisiche con repliche in alta definizione delle sculture e dei reperti più importanti, per consentire a ciechi e ipovedenti di “toccare” l’arte. Per i visitatori con disabilità cognitiva, è disponibile una guida in linguaggio “Easy to Read”, curata da ANFFAS Trentino, che accompagna negli spazi delle tre sedi. Infine, il virtual tour del sito del museo è stato potenziato per permettere la visita anche agli spazi architettonicamente inaccessibili, come il mastio e la Torre Apponale, attraverso ambienti 3D fotorealistici.
I dati raccolti durante la fase di test parlano chiaro: da fine marzo l’applicazione ha registrato oltre 6.000 interazioni dal pubblico, e oltre il 70% di chi cominciava un percorso lo portava a termine senza abbandonarlo.

Dietro ai numeri c’è una scelta culturale precisa, che il direttore del MAG Matteo Rapanà ha espresso con chiarezza: il museo non è più solo un luogo destinato alla conservazione degli oggetti, ma uno spazio in cui si promuove il benessere psicofisico e le persone possono trovare un ambiente accogliente e accessibile. È la nuova definizione di museo elaborata da ICOM nel 2022, che il MAG sta cercando di applicare in modo concreto, non solo dichiarativo.
Lo stesso Giulio Bertinato, direttore generale di ANFFAS Trentino, ha colto la posta in gioco più ampia: quando un museo decide di abbattere davvero tutte le barriere afferma un principio fondamentale — quello dell’universalità della cultura, che si afferma insieme all’universalità dei diritti.
Non è un progetto concluso, ma un cantiere aperto. Nell’ambito delle collaborazioni con le scuole del territorio, gli studenti del Liceo Maffei hanno realizzato un modello tattile della Rocca, e nella primavera 2026 è stato avviato un percorso sensoriale dedicato ai tessuti degli abiti raffigurati nei ritratti della Pinacoteca. Il museo che si tocca, insomma, sta diventando un’abitudine.