Cultura+Impresa per il nuovo welfare della cura
Come cambia il rapporto tra le imprese italiane e la cultura? Non possiamo parlare più solo di sponsorizzazioni, ma progetti che entrano nelle fabbriche, negli ospedali, nei quartieri, con l’obiettivo dichiarato di generare benessere collettivo e valore condiviso. Non più solo brand reputation, ma un investimento che le aziende più consapevoli iniziano a misurare in termini di salute, coesione e capacità di affrontare il cambiamento.
È questa la fotografia restituita dalla XIII edizione del Premio Cultura+Impresa, presentata il 2 luglio scorso a Milano, al MEET Digital Culture Center, in occasione della prima edizione del Cultura+Impresa Day.
Un premio nato per fare rete, non per celebrare
Il Comitato non profit Cultura+Impresa nasce nel 2013 da un’idea del laboratorio di comunicazione The Round Table, fondato da Francesco Moneta, insieme a Federculture. Il progetto si propone di rafforzare il rapporto tra cultura e comunicazione d’impresa attraverso tre ambiti: sponsorizzazioni e partnership culturali, produzioni culturali d’impresa e Art Bonus d’impresa. Oggi il Comitato è promosso da Federculture e The Round Table in collaborazione con Fondazione Italiana Accenture ETS, ALES – Arte Lavoro e Servizi e Fondazione Cariplo. Come spiega lo stesso Moneta, l’obiettivo del premio è metodologico, e si prefigge di creare un lavoro di benchmarking, pensato per diffondere i progetti vincitori affinché possano ispirare pratiche simili in altri territori, rafforzando l’alleanza tra istituzioni, operatori culturali e imprese su scala nazionale.
La XIII edizione ha selezionato 22 progetti finalisti su cui si è espressa una giuria di 29 componenti, che ha assegnato tre Premi di Categoria e sei Menzioni Speciali. Tra le novità di quest’anno, la nuova Menzione Speciale Wellbeing in Arts, realizzata in collaborazione con il Cultural Welfare Center (CCW), dedicata ai progetti che integrano arte, benessere e inclusione sociale.
I progetti vincitori
Il Primo Premio nella categoria Sponsorizzazioni e Partnership Culturali è andato a InCinema Outside, il festival cinematografico accessibile ideato dall’Associazione Libero Accesso con il sostegno di Sub-ti Access (specializzata in accessibilità ai media per persone con disabilità sensoriale), Banca di Udine e Comune di Udine: proiezioni all’aperto pensate per essere fruibili anche da persone cieche, ipovedenti, sorde e ipoudenti, oltre che dal pubblico generale. Per la categoria Produzioni Culturali d’Impresa ha vinto Maugeri in Arte, il programma nato nel 2017 in seno al gruppo Ics Maugeri, leader nella medicina riabilitativa, per “umanizzare” gli spazi di cura attraverso mostre ed eventi artistici. Il progetto, avviato quasi dieci anni fa nell’Irccs di Pavia, si è poi esteso agli istituti di Bari, Castel Goffredo, Milano, Montescano, Napoli, Marina di Ginosa, Lumezzane e Telese Terme.
Il Primo Premio Art Bonus d’Impresa è andato a Museo tra le mura, realizzato dal Comune di Reggiolo (Reggio Emilia) insieme a un gruppo di imprese del territorio — Comer Industries, Profiltubi, Dallai Ernesto, Finregg, Icl e persino un supermercato locale. Al centro del progetto, la ricostruzione della Pinacoteca Antonio Ruggero Giorgi dopo il terremoto del 2012, oggi polo culturale diffuso che nel solo 2025 ha ospitato cinque mostre.
Tra le Menzioni Speciali del Premio Cultura+Impresa: Impressions of Humanity (Wellbeing in Arts), della Fondazione Msd con Università Rufa e Fondazione Pastificio Cerere, che ha trasformato in opere d’arte le testimonianze dei giovani caregiver italiani; Acea Heritage (Cultura d’Impresa), il museo aziendale inaugurato nel 2025 a Palazzo Ostiense; Educazione Sentimentale (Corporate Cultural Responsibility), il progetto del Teatro Carcano e Bper Banca sulla violenza di genere, con la direzione artistica di Lella Costa e Serena Sinigaglia; il videomapping per i cent’anni del Politeama di Prato (Digital Innovation in Arts); Mia Photo Fair Bnp Paribas (Networking in Arts), alla sua XV edizione; e Viaggio in Sicilia (Arte Contemporanea + Impresa), il progetto di residenze d’artista dell’azienda agricola Planeta, attivo dal 2004 a Menfi.
La cultura come determinante di salute
E poi c’è il legame tra cultura e salute. Catterina Seia, presidente del Cultural Welfare Center, ha inquadrato il momento storico osservando che, dopo il capitale finanziario del Novecento e quello tecnologico degli ultimi decenni, oggi il vero vantaggio competitivo delle organizzazioni è rappresentato dal capitale umano, relazionale e culturale. Al forum sono intervenuti anche Enzo Grossi, advisor scientifico di Fondazione Bracco, e Massimo Ceriotti, direttore generale di Fondazione Sodalitas, che ha richiamato i dati del Rapporto 2026 di Sodalitas sugli investimenti in sostenibilità, a conferma di quanto arte e cultura stiano diventando componenti strutturali del welfare aziendale. Sono stati citati anche altri casi emblematici: la collaborazione tra il gruppo Humanitas e l’Accademia di Brera per l’ospedale Gavazzeni di Bergamo, le Terme Culturali della Fondazione Michelangelo Pistoletto a Biella, e la biblioteca aziendale di Tosa Group a Cuneo, realizzata con la Fondazione Cesare Pavese.
Attorno al premio Cultura+Impresa si è nel tempo consolidata una rete ampia di patrocinatori e partner — da Acri ad Assolombarda, da Fondazione Cariplo a Symbola, fino a Icom Italia e Rome Business School — segno che il tema del rapporto tra cultura e impresa non è più un affare di nicchia, ma una questione che interessa in modo trasversale mondo profit, non profit e istituzioni. Le esperienze premiate, insieme a quelle arrivate in short-list, saranno raccolte in un focus book che VITA pubblicherà a settembre, in qualità di media partner dell’iniziativa.