Springsteen e la sua musica contro Trump. Ecco il “Philadelphia Freedom Cut”
È una dichiarazione politica affidata alla musica, ma anche un documento di resistenza civile. Da oggi, mercoledì 9 settembre alle ore 16.00, sarà disponibile gratuitamente in streaming “Bruce Springsteen and the E Street Band: Land of Hope and Dreams American Tour (Philadelphia Freedom Cut)”, il video che raccoglie i primi sette brani dell’ultima tappa del tour americano di Bruce Springsteen con la E Street Band, andata in scena a Philadelphia.
Un concerto che arriva al termine di un tour segnato, oltre che dalla musica, dalla netta presa di posizione di Springsteen contro l’amministrazione di Donald Trump. Per tutta la tournée il rocker del New Jersey ha trasformato il palco in uno spazio di opposizione politica e civile, difendendo apertamente la Costituzione americana, la Carta dei Diritti e i principi della democrazia statunitense.
E proprio a Philadelphia, città simbolo della nascita della democrazia americana, Springsteen ha scelto di chiudere il tour e di fissarne le immagini in quello che non casualmente viene presentato come “Philadelphia Freedom Cut”.
«Sono entusiasta di pubblicare il nostro ultimo spettacolo del Land of Hope and Dreams American Tour, registrato nella città natale della libertà americana, Philadelphia, USA», ha dichiarato Springsteen. «Durante il tour, abbiamo fatto tremare tutto il Paese da un’estremità all’altra e, mentre lo facevamo, abbiamo preso posizione ovunque apertamente in difesa della nostra Costituzione, della nostra Carta dei Diritti e della nostra sacra democrazia». Parole che chiariscono la natura di un tour diventato, nelle intenzioni del musicista, anche una forma di opposizione attiva all’attuale stagione politica americana. Springsteen non usa mezzi termini nel descrivere il presidente e la sua amministrazione, parlando di «un Presidente senza legge e del suo regime» e definendo democrazia, Costituzione e diritti fondamentali come principi «sotto attacco».
Il “Philadelphia Freedom Cut” condensa questa dimensione politica in sette brani, scelti per l’energia e per la forza evocativa dei loro testi: War, Born in the U.S.A., Death to My Hometown, Clampdown, No Surrender, Darkness on the Edge of Town e Streets of Minneapolis. Un repertorio che attraversa decenni di storia americana e che, nella scaletta del concerto, assume una nuova urgenza alla luce dello scontro politico contemporaneo. Sul palco, insieme a Springsteen e alla E Street Band, anche Tom Morello, presente come ospite speciale in tutti e 20 gli spettacoli del tour. Con lui Roy Bittan, Nils Lofgren, Garry Tallent, Stevie Van Zandt e Max Weinberg, affiancati da Soozie Tyrell, Jake Clemons e Charlie Giordano, dagli E Street Horns and Percussion e dall’E Street Choir.
Il film è diretto da Chris Hilson e Thom Zimny, con il montaggio di Zimny e Sam Shapiro. Prodotto da Springsteen, Jon Landau, Zimny e Adrienne Gerard, il video restituisce così l’ultimo capitolo di un tour che ha fatto della dimensione live non soltanto un rito rock, ma anche un luogo di confronto pubblico e di presa di posizione politica. “Philadelphia Freedom Cut” viene pubblicato anche in memoria di Dave Marsh, il primo biografo di Springsteen ai tempi di Born to Run.