Acacia di libri: alberi, paesaggio e letteratura

Acacia di libri: alberi, paesaggio e letteraturaC’è il baobab del Piccolo Principe, quello che infesta la superficie dell’asteroide in cui vive e che minaccia con le sue radici di distruggerlo. E c’è il platano picchiatore che accoglie Harry Potter alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts quasi distruggendo l’auto volante del suo amico Ron. Non si può non ricordare l’albero della conoscenza nel Giardino dell’Eden, quello tra i cui rami si muove il serpente tentatore che spinge Eva a cogliere la mela proibita. Né la grande quercia che, nel Buio oltre la siepe di Harper Lee, vede il solitario vicino di casa Boo lasciare dei piccoli doni nel tronco dell’albero per il protagonista Scout e suo fratello Jem… “Era una quercia antica e isolata; due bambini messi assieme non avrebbero potuto cingerne il tronco con le braccia e toccarsi le mani. Era lontana dagli insegnanti, dalle loro spie e dalla curiosità dei vicini: era a breve distanza dalla proprietà dei Railey, ma i Radley non erano curiosi”.

Sono solo alcuni incontri con gli alberi che la letteratura offre alla prospettiva del lettore e che purificano la sua mente come ogni singolo albero può assorbire fino a 150 kg di monossido di carbonio all’anno, contribuendo così a mitigare il cambiamento climatico. La letteratura è piantumata di alberi come nel moderno paesaggio tutto ciò che un tempo si qualificava con giardino o parco, oggi dissemina di parole il senso di un’attenzione specifica. Si va dalle cinture verdi ai boschi verticali, dalle zone a fauna protetta alle bordure verdi dei lunghi viali. E, poi, ancora, ecco gli impianti sportivi all’aperto, i lungargini, i giardini privati, senza dimenticare l’impulso della progressione verde in lingua inglese con le green island, il guerrilla gardens, i green roofs e il turn to green… la specificità linguistica accompagna una richiesta di natura che diventa un requisito essenziale al pari della varietà narrativa delle nostre letture. Intorno alla connessione tra alberi e persone si generano, quindi, livelli di attenzione, di consapevolezza e di desiderio partecipativo che non è possibile ignorare, anche all’interno delle più ampie relazioni letterarie con le piante delle nostre città.