Festival delle Geografie 2020 in streaming. I relatori di sabato 30

Geografie

Fino al 31 maggio avrà luogo la quarta edizione del Festival delle Geografie, l’evento a tema geografico ideato e organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Officine del Levante in collaborazione con TAM TAM – Tutta un’altra musica, e di cui MEMO è media partner. La novità di quest’anno è che, per la prima volta, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza per il contenimento dell’emergenza Covid-19, l’evento si svolge in streaming.
Lo svolgimento fisico è nella sala del Consiglio comunale di Levanto, gentilmente messa a disposizione, con la presenza di un operatore e del moderatore, in collegamento streaming con ciascun relatore. Ogni intervento sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina del Festival delle Geografie, con la possibilità di fare domande e ricevere risposte, registrato e caricato successivamente su YouTube. Per i dettagli del programma e le modalità di partecipazione, basta consultare la pagina Facebook del Festival.
Per i tre giorni dell’evento, MEMO pubblica gli abstract degli interventi dei relatori, divisi per giornata. Presentiamo oggi quelli di sabato 30. Alle ore 16.00, interverrà il direttore di MEMO, Paolo Marcesini, per parlare di Economia Circolare e sostenibilità.

 

GeografieSCOPERTA, VISIONE E AZIONE
di Emilio Casalini
Giornalista, videomaker e documentarista

Il viaggio, le scelte, la scoperta. La conoscenza, la consapevolezza, la narrazione.
La voglia di scoprire quello che siamo e quello che altri sono: ciò che manda avanti il mondo da millenni. Il viaggio per stracciare il velo dell’ignoranza che ci avvolge. Ma quando lo riceviamo su di noi diventa la malta per costruire torri di sviluppo.
Tutto si connette in un flusso armonico.
C’è azione nel fare il primo passo di un viaggio.
C’è azione nel decidere di non aspettare che le cose accadano, che le cose inizino a funzionare meglio da sole. C’è azione nell’iniziare a darsi da fare perché cambino. Noi con le nostre forze, insieme a chi vuole fare lo stesso cammino e ha le scarpe giuste per farlo. C’è azione nel trasformare la nostra bellezza in un racconto polifonico.
E infine c’è la visione, che travalica il presente, che sa costruire le basi per un futuro di benessere sostenibile. Senza un giusto benessere non c’è democrazia e ancora troppi devono lasciare la propria terra per vivere senza la propria armonia.
Il viaggio deve essere sempre libero. E la chiamiamo vita.

 

Festival delle Geografie 2020 in streaming. I relatori di sabato 30LA LEADERSHIP DEL MEDIO ORIENTE: TRA RIVALITÀ DI POTENZA, SCONTRO SETTARIO E ALLARGAMENTO DEI CONFINI REGIONALI
di Federico Donelli
Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Genova

Ripercorrendo alcune delle tappe storiche che hanno contraddistinto lo sviluppo politico e sociale della regione negli ultimi due decenni, la conferenza vuole analizzare le molteplici rivalità e i conflitti che attraversano l’attuale Medio Oriente.
Le rivolte arabe del 2011 (cosiddette primavere arabe) hanno innescato una fase caratterizzata da profonde trasformazioni sia all’interno dei singoli stati mediorientali sia negli equilibri di potere regionale. La competizione per la leadership è aumentata grazie all’ascesa di nuovi pretendenti, allargando la sfida a nuove aree di interesse e lotta per l’influenza tra cui il Corno d’Africa.
Secondo molti studiosi e analisti, le guerre per procura in Siria e in Yemen, la guerra civile libica e l’ascesa dello Stato islamico (IS), avrebbero come unica matrice lo scontro tra le due più grandi ramificazioni dell’Islam: il sunnismo e lo sciismo. Tale interpretazione risulta assai riduttiva nonché viziata da un approccio fortemente ‘occidentalocentrico’. Al contrario, diversi fattori concorrono ad alimentare le tensioni politiche e la narrativa della settarianizzazione in maniera strumentale.
Argomentando questa chiave interpretativa delle vicende regionali, l’incontro ha l’obiettivo di analizzare l’attuale quadro geopolitico mediorientale e mostrare il fitto intreccio di interazioni politiche e securitarie tra i principali attori regionali – Arabia Saudita, Iran, Turchia, Qatar e Emirati Arabi Uniti – e gli stati del Corno d’Africa – Etiopia, Somalia, Sudan, Eritrea e Gibuti. Interazioni che hanno reso il Mar Rosso geo-strategicamente centrale per gli interessi regionali ma anche, come dimostra la presenza cinese e statunitense, per i futuri equilibri globali.

 

GeografiePERCHÉ L’ECONOMIA CIRCOLARE NON È UNA SCELTA POSSIBILE DI FUTURO. È L’UNICO FUTURO POSSIBILE. TUTTO DA RACCONTARE
di Paolo Marcesini
Giornalista e Direttore di MEMO Grandi Magazzini Culturali e di Italia Circolare

Capire l’Economia Circolare significa dare una visione di futuro al mondo in cui viviamo.
Un futuro che sembrava cancellato.
Oggi 7,6 miliardi di persone stanno oggi esaurendo le risorse prodotte da 1,7 pianeti come il nostro. Si calcola che nel 2050, 9.8 miliardi di persone consumeranno le risorse prodotte da 3 pianeti come la Terra. Ogni anno l’economia mondiale consuma quasi 93 miliardi di tonnellate di materie prime tra minerali, combustibili fossili, metalli e biomassa. Di queste, solo il 9% sono riutilizzate. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), ogni anno viene sprecato circa un terzo del cibo prodotto nel mondo per il consumo umano, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate.
La Circular Economy è il nuovo paradigma che mira a slegare lo sviluppo economico dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili e a ridisegnare attraverso la ricerca e lo sviluppo un nuovo sistema industriale della produzione.
“Un’economia progettata per autorigenerarsi”, definizione della Ellen MacArthur Foundation che supporta varie organizzazioni no-profit in circa 50 paesi e finanzia, con oltre 220 milioni di dollari l’anno, progetti di economia circolare, è diventato il nuovo modo di guardare al rapporto tra materia, produzione e consumo.
E ci riguarda. Tutti.
Lo spreco trasformato in opportunità non riguarda solo il cibo ma tutto il sistema di relazione tra produzione e consumo; l’energia, il suolo, la progettazione, la costruzione, i materiali, il retail, i rifiuti, la ricerca scientifica, la bioeconomia, il benessere dell’uomo e degli animali.

 

Festival delle Geografie 2020 in streaming. I relatori di sabato 30RIABITARE L’ITALIA
di Sabrina Lucatelli
Esperta di Politiche di Sviluppo aree a bassa demografia, Vice Presidente del Gruppo OCSE politiche territoriali Aree Rurali.

Riabitare l’Italia è un movimento culturale con l’obiettivo di cambiare lo sguardo e reinventare il Paese a partire dai territori marginalizzati.
L’intervento racconterà una breve storia della strategia e dei suoi principali risultati, forze e debolezze.
Cosa abbiamo appreso in sette anni di lavoro intenso con 72 aree interne dal Tesino ai Nebrodi?
Esiste un rischio di crescita delle diseguaglianze nel post COVID, ma si formano nuove opportunità di ripensamento degli equilibri, dallo smart working alla scuola a distanza, fino alla rete sanitaria territoriale.
Riabitare è un progetto di ripensamento per creare una nuova cultura attraverso un nuovo sguardo. Entrando nelle case e nelle scuole.

 

GeografieCAMMINI D’EUROPA
di Federico Massimo Ceschin
Docente del Master in Narrazione di Viaggio presso l’Università di Tor Vergata a Roma, Segretario generale di Cammini d’Europa, curatore del meeting All Routes Lead to Rome

Che l’uomo sia ontologicamente un viandante è scolpito nelle premesse del “Libro bianco degli Itinerari”: per quattro milioni di anni, l’uomo ha concentrato ogni sforzo evolutivo sui piedi, prima di concentrarsi per un milione di anni sullo sviluppo del cervello, per giungere all’esigenza preistorica di disegnare l’ambiente circostante come appariva da una posizione elevata, incisa nelle pitture rupestri.
È però soltanto in questa epoca – e precisamente la vigilia di Natale del 1968, mezzo secolo fa – che la Terra è potuta apparire per come è davvero, quando i tre astronauti dell’Apollo 8 hanno orbitato intorno alla Luna, consentendo di vedere l’intero pianeta con un unico sguardo, offrendo a noi tutti la definitiva consapevolezza della finitezza e della limitatezza dei suoi orizzonti.
In questo piccolo mondo, sospeso nello spazio infinito, le esigenze di mobilità continuano a crescere, con avvisaglie di dimensione tale che nessuna classe dirigente consapevole può più permettersi di ignorare:
Lo scenario del prossimo decennio sarà peraltro segnato da due fenomeni epocali in termini geopolitici, sociali ed economici:
– Quasi tre quarti della popolazione europea vive in aree urbane e, secondo le stime ufficiali, questa percentuale è destinata ad aumentare negli anni a venire, raggiungendo l’80% intorno al 2050. Anche le città italiane si divideranno sempre più tra piccole, in continuo spopolamento verso una progressiva desertificazione di ampie zone del Paese, e grandi che invece dovranno far fronte ad un numero crescente di sfide nel proprio percorso verso uno futuro più sostenibile e inclusivo. O anche soltanto per evitare che la congestione urbana costituisca un pericolo concreto per la convivenza civile e per la qualità della vita.
– Gli arrivi internazionali sono destinati ad aumentare e, secondo le previsioni dell’Organizzazione mondiale del turismo, il loro numero raggiungerà quota 1.8 miliardi entro il 2030. Grandi opportunità, per alcuni versi, ma anche grandi minacce connesse ai fenomeni di overtourism, che già assediano i grandi centri d’arte e di cultura stravolgendoli nella loro identità e intimità. Tutti gli studi indicano che nel prossimo decennio il nostro Paese passerà dagli attuali 60 milioni di arrivi internazionali a circa 75 milioni.
Dal punto di vista delle opportunità, qualche riflessione si dovrebbe condurre sul piano economico: dai dati ISTAT emerge che nella spesa mensile delle famiglie italiane i trasporti rappresentano la prima voce di spesa dopo l’abitazione con le sue utenze, finendo per consumare l’11,3% del costo della vita, pari a 290 euro mensili pro capite, con un ritmo di crescita del 7% su base annua. Parallelamente i consumi turistici, con circa 13 miliardi di spesa connessi ai servizi di trasporto: ovvero l’11% del consumo turistico interno, che pesa complessivamente 112 miliardi di euro.
La mobilità è dunque – senza ulteriori dubbi – un settore che, adeguatamente governato in chiave di accessibilità e sostenibilità, diventa tanto strategico per lo sviluppo quanto per i cambiamenti climatici, l’identità dei luoghi, la sicurezza delle persone, la salute, il benessere, la qualità della vita e, se possibile, per la felicità.

 

Festival delle Geografie 2020 in streaming. I relatori di sabato 30IL GIUOCO DEL BARONE
di Tiziana Canfori
Docente di Accompagnamento Pianistico presso il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova

Il Giuoco del Barone è la riuscita opera prima del compositore Valentino Bucchi, su libretto di Alessandro Parronchi, ispirata all’omonimo gioco di società (una variante toscana del Gioco dell’Oca). L’opera da camera fu rappresentata per la prima volta a Firenze nel 1939 al Teatro “Sperimentale” di via Laura. Nel corso del Novecento fu più volte messa in scena da registi quali Franco Zeffirelli, Cesare Orselli, Stefano Vizioli. Nel 1956, la trasposizione per radio vinse il Prix Italia.
Il libretto di Alessandro Parronchi è stato riproposto recentemente in una raffinata versione curata dalla “Fondazione Giorgio e Lilli Devoto – Edizioni San Marco dei Giustiniani” in Genova. Un’edizione filologicamente curata da Marino Fuchs, arricchita dagli scritti di Valentino Bucchi, Alessandro Parronchi, del critico musicale Bruno Barilli e dalla tavola a colori del Giuoco del Barone, disegno originale di Guido Zibordi Marchesi.
Lo spettacolo, nato dalla collaborazione della “Fondazione Giorgio e Lilli Devoto”, proponente del progetto, con il Conservatorio “Niccolò Paganini” e con il Teatro Nazionale di Genova, è andato in scena nel Salone di Palazzo Senarega, sede del Dipartimento di Canto e Teatro Musicale del Conservatorio, il 22 novembre 2019.