Dall’agricoltura biodinamica proposte e ricerche per il futuro sostenibile e circolare delle filiere agroalimentari

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L’Italia rischia di sprecare i fondi del Recovery Fund destinati al settore agricolo. Questo il grido d’allarme lanciato dal 36° Convegno dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, che si sta svolgendo in questi giorni esclusivamente in forma di webinar e che si concluderà il 10 dicembre con un incontro dedicato al rapporto tra produzione biodinamica e cura della salute dell’uomo e del pianeta.

La necessità di elaborare progetti di sviluppo, nell’ambito di una visione definita del futuro del nostro settore primario, non investe soltanto le risorse del Next Generation Eu, ma anche la gestione dei fondi strutturali europei, visto che dei 358 miliardi che l’Europa destina all’agricoltura, l’Italia dovrà gestirne 38,7. Ora è il momento di assicurare al comparto un futuro sostenibile e in linea con il Green Deal, come ha illustrato Raffaella Pergamo, Ricercatrice CREA Politiche e Bioeconomia sulle Linee di politica per la biodinamica derivanti dalla strategia europea Farm to Fork.
Il mondo dell’agricoltura biodinamica, riunitosi per fare il punto su andamenti produttivi, formazione di competenze e progetti di ricerca in corso, si dice pronto a fare la propria parte, offrendo un patrimonio consolidato di dati, conoscenze, e soluzioni innovative.

Leggendo il Bioreport 2017-2018 realizzato dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), infatti, si apprende come questo metodo agricolo sia uno dei più performanti sul piano della riduzione dell’impatto ambientale e sul piano della redditività economica. A questo proposito, lo studio rileva una differenza significativa tra i risultati dei fatturati medi per ettaro tra il metodo agricolo convenzionale e quello biodinamico, con un fatturato medio per ettaro di un’azienda biodinamica certificata Demeter pari a 13.309 euro, valore di gran lunga superiore a quello di un’azienda convenzionale, che risulta pari a 3.207 euro. L’agricoltura biodinamica si rivela dunque un modello di agricoltura ad alto livello di innovazione e qualità, che viene premiato dal mercato interno così come dai mercati internazionali.

Innovazione e qualità a cui si accompagnano formazione e occupazione. Mediamente le aziende agricole biodinamiche impiegano circa 19 addetti, rispetto ai 2 delle imprese agroalimentari convenzionali, e da una recente ricerca dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica sui fabbisogni formativi risulta che quasi i due terzi delle aziende certificate sarebbero interessate ad assumere altro personale, se questo fosse adeguatamente formato. Ma, mentre all’estero gli istituti di ricerca e formazione in agricoltura biodinamica non mancano, in Italia si osserva una forte carenza in ambito formativo istituzionale. Colmare questo gap potrebbe rappresentare una soluzione per assorbire parte della grave crisi occupazionale del settore primario.

La collaborazione tra Associazione per l’agricoltura biodinamica, Apab, Agrifound e Demeter sta estendendo inoltre l’approfondimento del metodo biodinamico anche al campo della ricerca scientifica in ambito accademico, con particolare riferimento al rapporto tra produzione biodinamica ed economia circolare, sia per quanto attiene alla rigenerazione dei suoli in una prospettiva di tutela della fertilità e della vitalità del terreno, sia per quanto attiene all’approccio olistico dell’azienda agricola biodinamica, che tende al cosiddetto ciclo chiuso con la quasi totalità degli input produttivi derivanti da attività dell’azienda stessa.

Nell’ambito del convegno sono stati presentati i due progetti condotti in collaborazione con le Università di Firenze e Salerno, in cui le aziende biodinamiche ricoprono il ruolo di stakeholder. Si tratta del progetto DIFFER che riguarda la Gestione sostenibile della fertilità in sistemi biologici e biodinamici, presentato da Gaio Cesare Pacini, Professore Associato Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali; e del progetto di ricerca Mipaaf “Modelli Circolari” presentato da Giuseppe Celano, Professore Associato Università degli Studi di Salerno, Corso di Laurea in Agraria – DIFARMA. Come è stato detto durante i lavori, quelle presentate sono soluzioni ecologiche fondamentali non solo per il futuro del nostro Paese, rispetto alle politiche europee e ai mercati internazionali, ma anche per affrontare la grave crisi in corso.
Durante l’iniziativa, Carlo Triarico Presidente dell’Associazione dell’Agricoltura Biodinamica ha consegnato ufficialmente all’Università di Pisa l’assegno della Borsa di ricerca Giulia Maria Crespi che Agrifound, l’ente di ricerca voluto dalla presidente onoraria dell’Associazione Biodinamica recentemente scomparsa, destina a istituzioni scientifiche per giovani ricercatori in agricoltura biodinamica.

Organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, in stretta collaborazione con Demeter Italia e con l’Istituto di formazione Apab, il Convegno è patrocinato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dal Comune di Firenze, dalla Regione Toscana, dal Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università degli Studi di Firenze, dal Fai – Fondo Ambiente Italiano e dal Conaf – Consiglio Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali.
Il Convegno internazionale, avviato dal Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio il 12 novembre, proseguito il 30 novembre dall’Anfiteatro Campano di Capua, terminerà il 10 dicembre, con l’appuntamento dedicato alla capacità dell’agricoltura biodinamica di preservare e sostenere la salute umana. L’iniziativa si potrà seguire, previa registrazione, su www.biodinamica.org – su convegnobiodinamica.it e sulle pagine social degli organizzatori.