È arrivato l’olio extravergine di oliva

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Digeribile e fruttato, l’olio extravergine d’oliva è il condimento per eccellenza della nostra Dieta Mediterranea. Consumarlo fa bene alla salute e all’ambiente. Lo racconta questo articolo tratto dal numero 5 di VéGé per voi, magazine del Gruppo VéGé diretto da Paolo Marcesini.

di Antonia Pietragrua

L’Italia può vantare il più ricco patrimonio di varietà di olive al mondo, con ben 538 cultivar coltivate, che costituiscono circa il 40% di tutte quelle conosciute a livello globale. E l’olivo è l’albero che più di ogni altro descrive la nostra identità culturale e il nostro paesaggio mediterraneo: “Pure colline chiudevano d’intorno marina e case; ulivi le vestivano qua e là disseminati come greggi…” scrive Eugenio Montale, raccontando la Liguria. Si stima che in Italia siano presenti più di 170 milioni di olivi, e che la nostra produzione oggi arrivi a coprire all’incirca il 15% del fabbisogno mondiale di olio di oliva, di cui siamo anche i primi consumatori al mondo.

Ma tra i tutti i pregi attribuiti all’olivo, forse la sua qualità meno conosciuta è probabilmente una delle più importanti in questi tempi di grave crisi climatica. Recenti studi scientifici stanno infatti dimostrando che l’ulivo è un albero che effettivamente migliora il suolo e funge da scudo contro la desertificazione e l’erosione del terreno. Il COI è stato in grado di presentare all’ONU un rapporto in cui si afferma che la produzione di olio d’oliva nel suo insieme restituisce all’ecosistema più di quanto non prenda. “L’effetto di deposito di carbonio (o sequestro di carbonio) dagli alberi di ulivo nella biomassa e nel suolo è molto più alto delle emissioni di gas serra derivanti dalla produzione di un’unità (un litro di olio di oliva)”, segnala il rapporto.

Consumare olio d’oliva fa bene alla salute, soprattutto se è extravergine. Ma anche produrlo fa bene, soprattutto all’ambiente.

Inoltre, se fino a qualche tempo fa, molti tipi di cultivar non erano più stati impiantati perché caratterizzati da una resa produttiva inferiore o da drupe più difficili da raccogliere, negli ultimi anni stiamo assistendo alla riscoperta delle cosiddette varietà minori e nel recupero di quelle antiche e dimenticate. Molte di queste cultivar, infatti, sembrano fornire soluzioni sostenibili per la loro maggiore capacità di resistere agli stress ambientali, come le temperature e le condizioni metereologiche estreme che si registrano sempre più frequentemente, insieme ad aggressioni sempre più violente di patogeni e parassiti. La biodiversità naturale può così diventare una delle armi migliori della nostra olivicoltura contro la crisi climatica, a tutto vantaggio anche della qualità del prodotto finale.

Protagonista indiscusso della Dieta Mediterranea, l’olio extravergine di oliva è considerato il condimento più digeribile, sano e ricco sul piano nutrizionale, tanto da essere indicato per tutte le età, perché utile per promuovere il processo di accrescimento così come per contrastare quello di invecchiamento. Grazie alla presenza di acidi grassi insaturi, contribuisce a regolare i livelli del “colesterolo cattivo”, favorendo così il buon funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio. Protegge l’apparato gastrointestinale, l’integrità dei tessuti e delle membrane cellulari e può aiutare a prevenire fenomeni di alterazione delle funzioni cognitive legati all’età. L’olio extravergine di oliva, inoltre, come fonte naturale di vitamina A e di vitamina E, dalla significativa azione antiossidante, è un prezioso alleato per la salute e la bellezza della pelle.

Consumarlo quotidianamente, soprattutto a crudo e prestando attenzione alla quantità, che non deve superare i due cucchiai al giorno (più o meno 10 grammi) per l’elevato contenuto calorico, rappresenta non solo un’ottima abitudine alimentare, ma anche una gratificante esperienza del gusto, che richiama la nostra tradizione agroalimentare più radicata.