Guardi Procida e sorridi

Procida

L’isola più piccola del Golfo di Napoli è la Capitale Italiana della Cultura 2022. Gioiello ambientale e paesaggistico di inestimabile valore, gode di un fascino immutato da secoli, con le sue caratteristiche spiagge, le case color pastello, le piccole viuzze in cui infilarsi respirando l’aria di un borgo marinaro senza tempo. Ne parliamo in questo articolo tratto dal numero di Gennaio/Febbraio/Marzo 2022 di VéGé per voi, magazine del Gruppo VéGé diretto da Paolo Marcesini.

Guardi Procida e la prima cosa che vedi sono i suoi colori. Partendo da Pozzuoli con uno dei tanti traghetti, quando a poco a poco scorgi i colori vivaci delle case che si affacciano sul porto sai che stai arrivando. Niente bianco dominante, come in Puglia, ma rossi, gialli, arancioni che alla luce del sole si illuminano di luce propria e proiettano alla vista del visitatore in arrivo una sensazione di gioia e speranza.

Le stesse sensazioni dei pescatori dell’isola, che proprio grazie a quelle case colorate, quelle tinte pastello, riuscivano a vedere il porto anche da lontano, al ritorno in piena notte dopo una giornata di pesca.

Tale è il colpo d’occhio del borgo che fu consacrato da Apple e Microsoft nel 2015 per mostrare la resa cromatica degli schermi di iPhone 6S e del portatile/tablet Surface Pro 4. E anche il cinema non è da meno: qui di film se ne sono girati tanti, dal Postino di Massimo Troisi a Il talento di Mr. Ripley, dal Corsaro dell’Isola Verde al kolossal hollywoodiano Cleopatra.

Se c’è un borgo marinaro indistinguibile da qualunque altro, questo è Procida, abitato fin dal XV Secolo a.C. dai Micenei, per poi essere occupato dai Romani che non credevano ai loro occhi osservando la bellezza dell’isola verde mista all’incanto del mare azzurro.

Guardi Procida e pensi che è stata davvero una bella idea nominarla Capitale Italiana della Cultura 2022, raccogliendo il testimone da un altro gioiello del nostro Paese, Parma.

Sono così centinaia di migliaia le persone provenienti da tutto il mondo che, grazie al ricchissimo programma di eventi, potranno visitare l’isola della cultura e della bellezza ambientale, con l’area marina protetta Regno di Nettuno, il centro abitato diviso in nove contradeTerra Murata (il borgo più antico sovrastato dall’ex carcere), Corricella, il tipico borgo di pescatori, Sentò con il porto di Marina Grande, San Leonardo, Santissima Annunziata, Sant’Antuono, Sant’AntonioChiaiolellaSemmarezio. La cultura non isola, hanno scritto progettando la candidatura.

A Terra Murata l’enorme costruzione fortificata che guarda verso il mare azzurro sembra un castello inespugnabile. E infatti è una fortezza, dalla quale però invece che entrare, nessuno doveva poter uscire: è l’ex penitenziario per ergastolani e, a saperlo, pensi quale pena accessoria dovevano subire i reclusi quando si affacciavano dai finestrini delle celle e vedevano la bellezza fatta paesaggio. La struttura, colpevolmente in rovina da decenni, viene ora almeno in parte recuperata proprio grazie a Procida 2022, ed è un’altra bella notizia.

Inutile segnalare qui i punti più belli dell’isola: Procida va vista tutta ed è facile visitarla tutta. È piccola, è fragile, è un luogo da proteggere e in cui camminare in punta di piedi. Quando arrivi, cerca di non fare rumore. C’è tanto da ascoltare, nell’aria portata dal vento, il vento leggero e fresco di Procida.