Festival delle Geografie 2022. Si torna in presenza a Levanto

Festival

Dall’8 al 10 aprile 2022 avrà luogo la sesta edizione del Festival delle Geografie, la rassegna a tema geografico ideata e organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Officine del Levante e di cui MEMO è media partner.

Dopo due anni in streaming, questa edizione tornerà a svolgersi in presenza, a Levanto, presso l’auditorium dell’Ospitalia del Mare. Ogni intervento sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’evento, con la possibilità di fare domande e ricevere risposte, registrato e caricato successivamente su YouTube.
Per il secondo anno, grazie all’AIIG – Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, al Museo di Geografia – Università di Padova e alle Università di Pisa e Genova, il Festival delle Geografie è accreditato presso il MIUR e presente sulla piattaforma SOFIA con numero ID 70226, affinché registrandosi i docenti possano partecipare e ottenere crediti formativi.

La giornata di domani inizierà al mattino con le escursioni alla scoperta del territorio, con la possibilità di scelta fra tre percorsi: l’escursione a piedi per il riconoscimento e uso delle piante spontanee a cura di Marta Mingucci – Natura Teatro (partenza ore 10.00 da Piazza della Loggia), l’escursione in ebike Itinerario Vinzoniano nella Vallata di Levanto a cura di Ebikein Cinque Terre (partenza ore 9.30), e la visita guidata in barca agli impianti di mitilicoltura a cura di Associazione Per il Mare (partenza ore 10.00 da Porto Mirabello della Spezia).

Il pomeriggio inizierà alle ore 14.30 con la presentazione del Festival da parte del Presidente di Officine del Levante Laura Canale e i saluti del Sindaco di Levanto Luca Del Bello. A seguire, alle 14.45, Claudia Napolitano della Pisa University Press presenterà il volume Dialoghi intorno alle Geografie. Esperienze, linguaggi, narrazioni dal Festival delle Geografie di Levanto 2021.

Dopo i saluti istituzionali di Elena Dell’Agnese (Presidente Associazione Italiana Geografi) e Riccardo Morri (Presidente AIIG), il resto del pomeriggio sarà dedicato alla Geopolitica, in particolare all’Africa, continente prezioso, trattato come fosse un pezzo del Monopoli. I relatori saranno tre: alle 15.45 Ornella D’Alessio, giornalista e geografa, con Orazio Antinori precursore della cooperazione di comunità?; alle 17.00 Federico Donelli dell’Università di Genova con Percezioni geografiche e fattori alla base della presenza turca in Africa; alle 18.15 Carlo Degli Abbati, professore e membro del Team Europe di Lussemburgo, con Libia.

Da oggi e per i tre giorni dell’evento, MEMO pubblica gli abstract degli interventi dei relatori, divisi per giornata. Si comincia con quelli di venerdì 8.

 

Festival delle Geografie 2022. Si torna in presenza a LevantoLE EDITRICI UNIVERSITARIE E LA TERZA MISSIONE

di Claudia Napolitano
Presidente Associazione Coordinamento University Press Italiane

Oggi l’Università Italiana è chiamata ad assolvere tre importanti funzioni Istituzionali: la Didattica, la Ricerca e la cosiddetta Terza Missione. Con quest’ultima espressione si intende rappresentare l’insieme delle attività di trasferimento sulla società civile del patrimonio scientifico, tecnologico e culturale prodotto all’interno dell’Accademia con l’obiettivo di promuovere la crescita economica e sociale del territorio.
È in tale contesto che si è sviluppata la sinergia tra Pisa University Press e il Festival delle Geografie, il cui primo risultato è la realizzazione del progetto editoriale “Dialoghi intorno alle Geografie”. Al plurale perché non esiste una sola geografia ma molte! Esiste una geografia fisica, politica, culturale, economica, matematica, astronomica e molte altre ancora. Nella variegata e frastagliata complessità discende la forza della disciplina, forte perché ampio è il suo discorso. La globalità della disciplina non è solo quella del pianeta su cui viviamo, ma soprattutto quella del pensiero che la Geografia alimenta.

 

FestivalORAZIO ANTINORI PRECURSORE DELLA COOPERAZIONE DI COMUNITÀ?

di Ornella D’Alessio
Giornalista e geografa, membro del Comitato Scientifico del Festival delle Geografie

Oggi, in contesti di dinamiche fra Stati e altre intemperie che sembrano riportarci ben indietro nel tempo, diventa interessante riconsiderare personaggi di oltre un secolo fa che, in climi culturali e politici diversi, ma non troppo, da quelli attuali, avevano proposto modi di rapportarsi con i popoli di altre aree del pianeta orientati al pacifico e fecondo riconoscimento delle ragioni e dei valori altrui.
La figura di Orazio Antinori (Perugia, 1811; Let Marefia, 1882), nota ai più per i suoi grandi meriti di naturalista e di esploratore, è certamente fra queste. La discreta mole di letteratura che lo riguarda ci consegna la realtà complessa di uno studioso instancabile, curioso e tuttavia capace realizzatore di situazioni di ricerca e di approfondimento scientifico che hanno dato buona prova, pur attraverso le tempeste belliche del secolo scorso e non solo, di capacità ed esistenza. E in un certo senso anche di resilienza, perché è grazie alle profonde radici da lui lasciate che è stato possibile, in tempi recenti, un riavvicinamento a scopo culturale e scientifico con i luoghi etiopici in cui ha passato gli ultimi sette anni di vita.
Leggi la sinossi completa dell’intervento sul blog di Officine del Levante al seguente link.

 

FestivalPERCEZIONI GEOGRAFICHE E FATTORI ALLA BASE DELLA PRESENZA TURCA IN AFRICA

di Federico Donelli
Ricercatore in Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Genova

Dal 2005 la Turchia ha rapidamente ampliato la propria presenza in Africa. Oltre al miglioramento delle relazioni politiche ed economiche, il Paese anatolico è riuscito a ritagliarsi un ruolo crescente in una molteplicità di settori. Tratto distintivo dell’approccio turco all’Africa è l’adozione di una politica multistakeholder che coinvolge un ingente numero di attori non statali tra cui ONG, associazioni di categoria, e fondazioni caritatevoli. Negli ultimi mesi, la presenza turca in Africa ha suscitato un interesse crescente da parte di altri player extra-regionali e dei media internazionali. Tuttavia, alcuni aspetti della politica turca sul continente africano rimangono ancora poco conosciuti.
L’intervento ha l’obiettivo di esaminare alcuni dei tratti meno noti della politica turca in Africa come i fattori che spingono il Paese anatolico ad allargare la propria sfera di interesse strategico e il profondo processo psicologico che ha coinvolto i decisori politici turchi nel ripensare il continente.

 

FestivalLIBIA

di Carlo Degli Abbati
Professore Associato di Politica economica e finanziaria e membro del Team Europe di Lussemburgo

Durante l’intervento verranno trattati i seguenti temi:
– Libia. La storia antica e la ricchezza antropologica del Paese;
– La colonizzazione italiana fra inventari militari e crimini di guerra (1911-1943);
– Il breve periodo monarchico e la scoperta del petrolio (1951-1969);
– I quarant’anni del regime di Mu’ammar al Gheddafi. La repubblica delle masse fra panarabismo nasseriano e socialismo coranico (1969-2011);
– La Libia. Il tesoro energetico e l’Italia. Il ruolo della Libia nella produzione e nei consumi italiani sino al 2011;
– Le cause interne ma soprattutto esterne della caduta di Gheddafi. L’impresa di destabilizzazione franco-brito-americana e l’acquiescenza del governo italiano (2011);
– Il decennio perduto fra abbandono internazionale, penetrazione jihadista, frettoloso intervento ONU, influenze esterne (2011-2022);
– Il Grande Gioco intorno alla Libia e la drammatica situazione del Sahel;
– Le prospettive del Paese fra rischi di un permanente frazionamento e ricerca di una ricomposizione nazionale.