La cultura in Italia. L’ultima indagine del Censis
Musei di vetro. Il nuovo rapporto degli italiani con i luoghi di cultura è l’ultimo rapporto presentato dal Censis a Roma il 28 maggio scorso, e ha rivelato che per gli italiani le esperienze culturali sono considerate a tutti gli effetti un investimento su sé stessi.
In una società all’apparenza sempre più legata al consumismo, questa indagine rivela che nove italiani su dieci in realtà preferiscono un’esperienza culturale a un oggetto firmato.
La cultura come scala sociale.
L’89% degli intervistati del rapporto Censis ha dichiarato che investire in attività culturali è più importante che acquistare beni di lusso. L’86,7% ritiene che accrescere il proprio livello culturale aumenti le opportunità di lavoro. L’83,5% lo considera fondamentale per costruire la propria identità, e sottolineano come le esperienze culturali definiscono lo status sociale almeno quanto il reddito.
Il bagaglio culturale della persona è percepito come punto focale per la costruzione della propria identità, anche se i dati sui consumi cambiano.
Quasi tre quarti degli italiani (73,4%) preferisce musei che espongano molte opere, anche poco note, purché capaci di insegnare qualcosa di nuovo. Il dato si acuisce tra chi ha un livello di istruzione più basso (76,5%), indicando una più spiccata preferenza per l’approfondimento del proprio bagaglio culturale, mentre scende tra i laureati (66,9%). Fondamentale anche la cornice dell’esperienza, il 54,7% degli intervistati indica la bellezza e l’atmosfera del luogo come fattore capace di attrarre il pubblico.
Il prezzo del biglietto risulta essere la prima barriera di accesso, come dichiarato dal 47% degli intervistati.
Seppur la spesa complessiva delle famiglie italiane per la cultura sia diminuita del 33,9% nel ventennio 2004-2024, la spesa per le esperienze culturali è aumentata del 36%, toccando gli 1,3 miliardi di euro. In poche parole, diminuisce la spesa per libri o giornali, a favore di esperienze “più interattive” come una mostra artistica, un concerto o una visita al museo.
Nel rapporto Censis è emerso che il 44% degli italiani suggeriscono l’ingresso libero come condizione necessaria per migliorare l’offerta del panorama culturale, indicando il prezzo del biglietto come principale ostacolo.
Cosa chiedono i visitatori?
Il 43% degli intervistati vede come missione principale del museo la conservazione e la tutela del patrimonio artistico nazionale e il 34,9% ne vedono il ruolo fondamentale nell’educazione e nella trasmissione della conoscenza.
Le visite guidate rimangono un’opzione molto gradita per il 38%, mentre solo il 10,6% preferisce strumenti esperenziali immersivi come VR o gamification. Più nel dettaglio, questa percentuale sfiora il 20% nei giovani, mentre scende al 5,3% nelle fasce di età superiori.
Per il 15,3% i luoghi della cultura devono semplicemente offrire un’esperienza piacevole in cui spendere il proprio tempo libero.
Un altro segmento degli intervistati (28,6%) vede la mancanza di tempo come impedimento alla partecipazione, mentre 24,8% è semplicemente disinteressato e il 17,8% lamenta una scarsa comprensione dei contenuti delle esposizioni, evidenziando di nuovo come le visite guidate siano uno strumento da non trascurare. Soltanto il 5,2% pensa che i luoghi della cultura debbano favorire inclusione e socialità.
Un’opportunità all’orizzonte: i Musei d’Impresa.
I musei d’impresa, segmento d’offerta ancora relativamente poco sviluppato nel panorama nazionale, sono spazi espositivi fisici, talvolta digitali, istituiti da un’azienda per raccogliere, conservare e valorizzare e far conoscere il proprio patrimonio storico e il proprio saper fare. Oggi rivelano un potenziale attrattivo da non sottovalutare.
L’85% crede che possano valorizzare con successo il Made in Italy e l’82,7% identifica nei musei d’impresa uno strumento fondamentale per la salvaguardia della storia del territorio e alla sua identità.
Solo il 32% degli italiani ne ha già visitato uno, ma il 50,2% non ne ha ancora avuto modo , ma si dichiara interessato a farlo.
Questo nuovo quadro che emerge dal Censis è un Paese ancora affezionato alla cultura, che la ricerca e ne vede il potenziale. Il mercato italiano oggi cerca un’offerta culturale più accessibile, autentica e arricchente. Un progresso non definito dalla tecnologia, ma dalla qualità dell’esperienza e dalle nuove conoscenze che lascia a ciascuno dopo la fine della stessa. Si apre, in definitiva, un nuovo orizzonte di possibilità per istituzioni e operatori del settore turistico.