#Technitaly. Un secolo di Unoaerre: dal Punzone agli Hacker
Unoaerre, azienda aretina che rappresenta una realtà di successo su scala internazionale, festeggia l’invidiabile traguardo del secolo di vita.
L’impresa nasce in forma di piccolo laboratorio orafo in Via Seteria, registrata nel Registro delle Ditte della Camera di Commercio di Arezzo come “Laboratorio Gori & Zucchi”, su iniziativa Leopoldo Gori e Carlo Zucchi.
Leopoldo Gori, senese, rappresentante di commercio, nel 1913 aveva avviato un’attività di recupero di residui della lavorazione dei metalli preziosi dai laboratori orafi del territorio.
Carlo Zucchi, artigiano, aveva ereditato dal padre Antonio un piccolo negozio nel centro storico di Arezzo, dove produceva fedi nuziali e altri oggetti di oreficeria.
Leopoldo, per la sua attività di recupero di materiali residui, giunge fino ad Arezzo e qui avviene il fatidico incontro con Carlo.
La nuova azienda viene fondata il 15 marzo 1926, con un capitale sociale di 100.000 lire, suddiviso in parti uguali tra i due soci.
Unoaerre, divenuto oggi un brand di riferimento in decine di Paesi, in effetti originariamente non nasce come marchio, ma sotto forma di punzone.
Nel 1935, infatti, entra in vigore la legge sui marchi di identificazione delle aziende orafe e il Laboratorio Gori & Zucchi riceve il primo punzone assegnato nella provincia di Arezzo: appunto, 1AR.
L’impresa, dunque, affonda saldamente le proprie radici nella Tradizione dell’Oreficeria aretina, però da subito si contraddistingue per l’innata tendenza e la spiccata capacità di introdurre nel comparto forti elementi di Innovazione.
Già da un punto di vista meramente concettuale, la nuova azienda porta nel settore un’idea di stampo rivoluzionario, applicare alla produzione orafa la logica industriale, determinando così la nascita della prima grande manifattura orafa italiana.
Un passaggio di estrema importanza, nella storia della società, è stato senz’altro l’ingresso nel 2012 della famiglia Squarcialupi, con Sergio, che oggi continua il suo impegno in azienda, in particolare con Maria Cristina e Andrea.
Unoarre, lungo i suoi cent’anni di vita, ha costantemente confermato e alimentato la propria naturale e pronunciata vocazione all’Innovazione.
Basti accennare ad alcune soluzioni tecniche ed estetiche entrate nel vocabolario del marchio, come la lavorazione Chicco, ispirata alla maglia chicco di riso degli Anni Cinquanta, la catena Corda, dalla lavorazione per l’epoca all’avanguardia, la fede senza saldatura, ricavata da un unico blocco d’oro.
Oppure la collezione Persempre, nella quale ogni fede contiene un sigillo d’oro a forma di goccia con un QR code, pensato per raccontarne la storia, tracciata grazie ad un sistema di Blockchain.
Il gruppo, che nel frattempo ha incluso nel proprio perimetro anche una realtà di estremo interesse come Chimet, azienda specializzata nel recupero di metalli preziosi da rifiuti industriali, nell’anno del centenario conferma il proprio stare al passo dei tempi, in particolare, con due novità di fondamentale rilievo.
Unoaerre, nei primi mesi del 2026, è stata oggetto di un attacco hacker internazionale, alla vigilia dell’importante fiera OroArezzo e delle celebrazioni per il secolo dell’azienda.
I criminali informatici, per rilasciare la chiave di sblocco dei dati avevano chiesto un riscatto di 3,8 milioni di euro, ma l’azienda ha reagito con fermezza, respingendo la richiesta estorsiva, ripristinando i sistemi a tempo di record ed introducendo misure sulla sicurezza all’avanguardia.
A inizio luglio, poi, su decisivo impulso da parte del gruppo, è stato firmato nella sede della Questura di Arezzo un protocollo d’intesa strategico con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Toscana.
L’accordo, siglato da Eva Claudia Cosentino, dirigente della Polizia Cibernetica regionale, e da Luca Benvenuti, amministratore delegato di Chimet e Unoaerre, nonché presidente di UnoGlam, istituisce per la prima volta nella provincia un canale diretto e permanente per lo scambio di informazioni, l’analisi delle vulnerabilità informatiche e la gestione tempestiva delle emergenze digitali.
In data 19 settembre 2026, inoltre, l’azienda ha inaugurato un nuovo e modernissimo stabilimento industriale.
L’edificio, che si estende su circa 4.800 metri quadrati, dei quali 4.400 destinati alla produzione, rappresenta un importante investimento per la crescita del gruppo e dell’intero distretto orafo aretino.
Il nuovo impianto, sempre all’insegna dell’Innovazione, è stato progettato per coniugare efficacemente efficienza, funzionalità e sostenibilità.
Tra le soluzioni applicate nell’edificio, progettato per ottenere la certificazione Leed, vi sono infatti un impianto fotovoltaico da circa 140 kWp, il recupero delle acque piovane, pompe di calore, sistemi intelligenti per la gestione dell’illuminazione e degli impianti e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.
Dal primo punzone di Arezzo al contrasto agli hacker, dal recupero dei residui preziosi alle tecnologie più sostenibili, Unoaerre si conferma – lungo il suo secolo di vita – un virtuoso esempio di azienda in perfetto equilibrio tra Tradizione e Innovazione.
Ha acutamente detto Maria Cristina Squarcialupi: “Celebrare cento anni significa guardare alla nostra storia con orgoglio, ma anche assumersi la responsabilità di costruire il futuro”.
Aggiungendo con giusto orgoglio: “Celebrare i cento anni di Unoaerre è un traguardo che contiene in sé una nuova partenza. Abbiamo saputo interpretare i cambiamenti del settore con flessibilità, trasformando sfide in opportunità e mantenendo sempre salda la capacità di anticipare le direzioni del mercato”.