Levanto Music Festival 2026. Il sogno di Cordelia diventa reale
Shakespeare, oggi: due compositori, padre e figlia, discutono, di musica e di vita. Domani, 6 luglio, alle ore 21.30, presso l’Auditorium dell’Ospitalia del Mare, sarà di scena lo spettacolo teatrale Il sogno di Cordelia, scritto da Marina Carr per la Royal Shakespeare Company e interpretato da Sarah Pesca e Vittorio Ristagno, con regia di Fausto Cosentino.
La seconda serata della trentacinquesima edizione del Levanto Music Festival – Amfiteatrof, la rassegna musicale organizzata da Officine del Levante e dedicata al violoncellista Massimo Amfiteatrof, di cui MEMO è media partner, che si svolgerà a Levanto fino al 6 settembre 2026, porterà sul palco di Levanto un teatro attuale e musicale, che parte dal testo della prestigiosa drammaturga irlandese, ottimamente tradotto da Valentina Rapetti.
In scena, due interpreti il cui nome è una garanzia: Sarah Pesca, attrice duttile e apprezzata non solo sulle scene levantesi, alla sua quinta partecipazione al Festival (dopo Dolorose Armonie – Carlo Gesualdo Principe Madrigalista, La lunga notte di Penelope, La voix humaine et le bel indifférent e Anna Cappelli), e il veterano Vittorio Ristagno, istrionico attore dalla lunghissima carriera, protagonista di numerosi spettacoli teatrali di Officine del Levante e di ritorno sul palco del Festival dopo qualche anno di assenza.
La regia è di Fausto Cosentino, Direttore artistico del Levanto Music Festival, che si avvale di luci e suoni di Alessio Siena. La descrizione di quanto vedremo sul palco è affidata, come di consueto, alle note di regia che qui riportiamo.
È un’opera che parla di invidia e, anche, perché no, di Cappuccetto Rosso.
Il testo di Marina Carr nasce su committenza della Royal Shakespeare Company, “per travestire una tematica potente e violenta di rapporti sanguinosi tra padre e figlia, tirando in ballo la relazione tra Lear e Cordelia”.
E questo è proprio quello che accade.
L’opera di Shakespeare viene accennata, pungolata e a tratti schernita dai due personaggi in scena, ma non è mai ripresentata in toto. Due miseri esseri umani, stupendi nella loro bassezza, ad anni luce di distanza dall’imponenza archetipica del Re e di sua figlia, fanno quello che un padre e una figlia sanno fare meglio: si distruggono a vicenda.
Lui, un compositore geniale, folle e pieno di bile nei confronti di sua figlia, e Lei, compositrice talentuosa ma banale, imprigionata dalle ombre del passato.
Come nell’opera di Perrault, la donna indifesa, ma consapevole del suo ruolo nella società, entra nella casa del terribile lupo per farsi sbranare, per tornare al nulla che l’ha generata.
“Non ho bisogno di un panorama”, dice il vecchio compositore, poco prima di essere corroso dalla bile, dall’alcool e dalla demenza senile.
Le parole della drammaturga irlandese acquisiscono una potenza incredibile, che lascia a bocca aperta, in un tremendo passo a due padre-figlia.
Si parla di invidia, con onestà. Si dicono le cose che non vengono mai dette, a voce alta. Si chiudono gli occhi, e ci si veste di idee.
L’ingresso è libero e gratuito, come per tutti gli appuntamenti in programma. L’evento sarà registrato e caricato sul canale YouTube del Levanto Music Festival, dove resterà sempre disponibile per la visione. Per maggiori dettagli, è disponibile la scheda dello spettacolo sul sito della rassegna.
