La Nave Puglia, il mito e il Garda: Bardolino capitale culturale di un Mediterraneo del Nord
[di Daniela Cavallo, Direttrice Candidatura Bardolino Capitale Italiana della Cultura 2029]
Se il Lago di Garda è il “Mediterraneo del Nord”, come lo definisce Guido Piovene, allora dentro questo Mediterraneo c’è, inevitabilmente, anche il Mito. Il mito è uno dei linguaggi fondativi della cultura mediterranea: attraverso i racconti di eroi, divinità, viaggi, approdi e imprese straordinarie, il Mediterraneo ha costruito nei secoli un immaginario condiviso che ancora oggi orienta il nostro modo di interpretare il paesaggio, la memoria e l’identità.
Tra le figure più potenti di questo immaginario c’è Ulisse, simbolo per eccellenza del viaggio: l’uomo che attraversa il mare, affronta l’ignoto, supera tempeste e avversità e, dopo infinite prove, cerca il ritorno alla propria Itaca. Il Lago di Garda appartiene a questa stessa matrice culturale, ma ne interpreta una diversa vocazione simbolica. Non possiede un eroe mitico universalmente riconosciuto come Ulisse; il suo antico nome, Benacus, personificato in epoca romana come divinità del lago, testimonia tuttavia l’esistenza di una dimensione mitologica antichissima. Il Garda si è affermato soprattutto come luogo di approdo, contemplazione, memoria e bellezza, e il suo immaginario si è costruito attraverso le figure letterarie e artistiche che hanno saputo trasformarlo in un simbolo culturale. Catullo, con il legame profondo con Sirmione, fa del Garda il luogo della memoria e del ritorno ai paesaggi amati. Goethe, attraverso il suo Viaggio in Italia, contribuisce a consegnarlo all’immaginario europeo come paesaggio di armonia, scoperta e meraviglia. Gabriele D’Annunzio, infine, ne fa il luogo della propria definitiva dimora, trasformando il Vittoriale degli Italiani in una straordinaria architettura della memoria, nella quale ogni spazio, ogni oggetto e ogni elemento del paesaggio contribuiscono alla costruzione di un racconto.

È proprio D’Annunzio a suggerire un efficace parallelismo con il mito di Ulisse. Se Itaca è il porto al quale l’eroe omerico aspira dopo ogni tempesta, il Lago di Garda può essere letto come l’Itaca elettiva di D’Annunzio: non la patria della nascita, ma quella della scelta. Dopo una vita segnata da viaggi, imprese militari, successi letterari e protagonismo pubblico, D’Annunzio sceglie il Garda come luogo dell’approdo definitivo, dove il viaggio si trasforma in memoria. Il Vittoriale diventa così una personale Itaca, costruita non semplicemente per conservare il passato, ma per trasformarlo in un messaggio destinato al futuro.
In questa prospettiva emerge una contrapposizione poetica particolarmente suggestiva: il Mediterraneo è il mare dell’eroe, il Garda è il lago del poeta. Da una parte il viaggio, l’avventura, la sfida verso l’ignoto; dall’altra la contemplazione, la riflessione e la costruzione della memoria. Due paesaggi differenti, ma profondamente complementari, che raccontano due modi di abitare il mondo e di dare significato all’esperienza umana.
Ed è proprio all’interno di questo rapporto tra mare, viaggio, approdo e memoria che assume un valore straordinario la Nave Puglia, custodita al Vittoriale.
La sua presenza non è soltanto quella di un’imponente testimonianza storica o di un oggetto legato alla vicenda personale di D’Annunzio. La nave è, prima di tutto, un simbolo. Una nave evoca il viaggio, la partenza, il mare, la scoperta, il rischio, la guerra, l’impresa e il ritorno. Portare una nave del Mediterraneo nel cuore del paesaggio gardesano significa creare un ponte simbolico tra due mondi: il grande mare della cultura mediterranea e il lago che Piovene ha definito il suo Mediterraneo settentrionale.
La Nave Puglia, collocata nel parco del Vittoriale, sembra così portare il mare dentro l’Itaca di D’Annunzio. È come se il poeta avesse voluto conservare accanto a sé non soltanto i ricordi della propria vita, ma anche il simbolo permanente del viaggio, dell’azione e dell’avventura. La nave diventa il collegamento fisico e ideale tra il Mediterraneo di Ulisse e il Garda dell’approdo dannunziano. Per questo la Nave Puglia non può essere considerata semplicemente un manufatto storico da conservare, è parte integrante della narrazione culturale del Vittoriale. In quel luogo gli oggetti non sono semplicemente esposti: dialogano fra loro, evocano una storia, costruiscono un’immagine dell’Italia e della vita di D’Annunzio. La nave parla del Mediterraneo, della guerra, dell’Italia e dell’impresa, ma nel momento in cui viene collocata sul Garda acquisisce anche un nuovo significato: racconta il rapporto tra il lago e il mare, tra il viaggio e l’approdo, tra l’azione e la memoria.

Ecco perché i danni subiti lo scorso 17 luglio, per un temporale, dalla Nave Puglia, compreso l’abbattimento dell’albero e gli altri danneggiamenti arrecati al luogo, assumono un significato che va oltre il semplice danno materiale. Quando viene colpito un bene simbolico, viene ferita anche la narrazione che quel bene rappresenta.
L’albero di una nave non è soltanto un elemento strutturale. È un segno verticale che richiama il viaggio, il vento, la navigazione e l’apertura verso l’orizzonte. Perdere quell’elemento significa indebolire anche la forza visiva e simbolica della nave.
Per questo oggi la Nave Puglia ha bisogno di essere curata, restaurata, protetta e valorizzata. Occorre certamente intervenire sui danni materiali, ma occorre soprattutto restituire alla nave la sua piena capacità di raccontare. La tutela dovrebbe diventare un’occasione per spiegare ai visitatori perché quella nave si trova proprio lì, quale rapporto abbia con D’Annunzio e perché la sua presenza rappresenti una parte fondamentale della grande narrazione del Garda.
Difendere la Nave Puglia significa dunque difendere una parte della memoria del Vittoriale e, più in generale, un pezzo dell’identità culturale del Lago di Garda.
Ed è qui che si apre una riflessione sul ruolo che può assumere Bardolino.

Se il Garda vuole proporsi non soltanto come una straordinaria destinazione turistica, ma come un grande territorio culturale europeo, deve essere capace di raccontare insieme i suoi patrimoni: il paesaggio, la storia, l’archeologia, la letteratura, l’arte, la musica, le tradizioni, il vino e il rapporto con il Mediterraneo. Bardolino può avere un ruolo importante in questa sfida proponendosi come capitale culturale del Garda, non soltanto attraverso gli eventi, ma attraverso una vera capacità di mettere in rete territori, patrimoni e comunità.
Essere capitale culturale non significa necessariamente possedere il monumento più importante. Significa avere la capacità di costruire una visione, creare connessioni, produrre cultura e dare un significato comune alle tante identità che compongono il Garda.
In questo progetto la Nave Puglia può diventare uno dei simboli di una nuova narrazione territoriale. Bardolino, il Vittoriale, Sirmione, Garda, Malcesine e tutti i luoghi del lago potrebbero essere letti non come realtà separate, ma come parti di un unico grande racconto: quello di un lago che è anche paesaggio europeo, crocevia di culture e prosecuzione ideale della civiltà mediterranea.
Il Garda, infatti, non eredita il mito mediterraneo semplicemente perché si trova geograficamente vicino a quell’orizzonte culturale. Lo rinnova attraverso la cultura. Il suo patrimonio naturale, storico e letterario dimostra che anche un lago può diventare uno spazio universale di narrazione, dove il viaggio trova il proprio approdo e la memoria si trasforma in identità condivisa.

Il vero significato del mito, del resto, non è quello di raccontare soltanto qualcosa che appartiene al passato. Il mito continua a vivere quando una comunità lo riconosce, lo interpreta e lo trasmette alle generazioni successive. Il Garda non ha bisogno di inventare un nuovo Ulisse. Ha già i suoi grandi interpreti: Catullo, Goethe, D’Annunzio e tutti coloro che nei secoli hanno trasformato questo paesaggio in un luogo dell’immaginario.
E ha i suoi simboli. La Nave Puglia è uno di questi.
Una nave che non naviga più, ma che continua a raccontare il viaggio. Una nave del Mediterraneo collocata sulle rive del Garda. Un’immagine potente del rapporto tra mare e lago, tra partenza e approdo, tra avventura e memoria. Per questo la sua tutela deve diventare una priorità culturale. Non soltanto per riparare ciò che è stato danneggiato, ma per restituire alla Nave Puglia il ruolo che le appartiene: quello di ponte simbolico tra il Mediterraneo e il Garda.
E forse è proprio questa la sfida per Bardolino e per tutto il territorio gardesano: comprendere che la cultura non è soltanto conservazione del passato, ma capacità di trasformare il patrimonio in una narrazione viva, condivisa e contemporanea.
Se il Mediterraneo è il mare di Ulisse, il Garda può essere l’Itaca del poeta.
E dentro questa Itaca, la Nave Puglia continua a ricordarci che il viaggio, quando diventa cultura, non finisce mai.
Bardolino può raccogliere questa sfida e contribuire a fare del Garda non soltanto una delle più belle destinazioni turistiche d’Europa, ma una vera capitale culturale del Mediterraneo del Nord: un luogo nel quale paesaggio, memoria, mito e identità non siano elementi separati, ma parti di un unico racconto.
Un racconto nel quale una nave, pur ferma sulla terra, continua idealmente a navigare.
Naviga nella memoria. Naviga nella cultura. E soprattutto, naviga verso il futuro.