Internet Festival, a Pisa il futuro digitale va in cerca di saggezza
Dall’8 all’11 ottobre torna a Pisa Internet Festival – Forme di Futuro. La sedicesima edizione porta in oltre dieci luoghi della città incontri, laboratori, mostre e concerti attorno a una parola, #saggezza.
Il 30 aprile 1986, da una stanza del CNUCE di Pisa, l’Italia si collegò a Internet per la prima volta. Quarant’anni dopo la stessa città si pone una domanda. Adesso che le macchine sanno scrivere, ricordare e rispondere, che cosa resta a noi? La risposta scelta da Internet Festival è una parola che profuma di tempo e di pazienza, saggezza. Le macchine conoscono il come. Il perché è ancora affare nostro.
Una città intera come laboratorio
Per quattro giorni Pisa diventa un laboratorio diffuso. Teatri, cinema, aule storiche e logge ospitano decine di ospiti lungo sette percorsi, dalla società ai diritti, dalla ricerca alla cultura, dall’impresa al benessere, fino ai T-Tour pensati per le scuole. I luoghi si raggiungono a piedi e quasi tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.
Si comincia giovedì 8 alla Camera di Commercio con una giornata dedicata alle imprese. Si parlerà di algoritmi e marketing con Cosimo Accoto, Luca De Biase e Mafe De Baggis, e di digital detox con Alessio Carciofi, che presenterà il suo Spegni tutto. Perché anche disconnettersi, ogni tanto, è una forma di intelligenza.
La persona al centro
Sabato 10, alle Benedettine, il festival si siederà attorno all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV per ragionare di umanesimo digitale. Con il giornalista Massimo Russo ci saranno la scienziata dei dati Fosca Giannotti, l’arcivescovo Saverio Cannistrà, il rettore Riccardo Zucchi e l’assessora regionale Alessandra Nardini. Scienza, fede e istituzioni allo stesso tavolo, per immaginare un digitale che allarghi le possibilità senza ridurre nessuno a un dato.
Nello stesso giorno la filosofa Donatella Di Cesare, con Paola Inverardi e Teresa Numerico, rifletterà su La misura del mondo nell’epoca della IA. E domenica Donata Columbro aprirà Geografie fragili, un incontro su mappe, dati e sguardi capaci di includere.
Dove la rete non arriva
Il momento più delicato sarà venerdì 9. Il festival entrerà nella Casa Circondariale Don Bosco, dove le attrici e gli attori in detenzione porteranno in scena Lisistrata di Aristofane, prodotta da I Sacchi di Sabbia. La mattina, al Cinema Arsenale, gli studenti delle superiori si confronteranno sulla vita dietro le sbarre. Essere connessi, ricorda Pisa, non è solo questione di segnale.
Abel, i vestiti che ascoltano e una tromba
Poi c’è la tecnologia che si lascia toccare. Abel, il robot umanoide dal volto di adolescente nato al Centro Piaggio dell’Università di Pisa, torna più veloce e più attento alle emozioni di chi gli parla. Alle Logge dei Banchi l’app CapisciAMe usa l’intelligenza artificiale per comprendere la voce di chi fatica a farsi capire. Alle Benedettine il Master Fashion Hi-Tech mostra abiti che dialogano con il corpo. E accanto crescono le opere dei dieci giovani artisti di Data Conversations e la mostra Worlds so close di Francesco Moretti.
Sabato sera, al Teatro Nuovo, il trombettista Daoud suonerà un concerto dal titolo che vale un manifesto, La saggezza dell’imperfezione. Domenica chiuderà il dj-set di SARAFINE.
Quello che resta
La saggezza non si scarica e non si aggiorna. Si coltiva piano, insieme, facendosi le domande giuste. Pisa lo sa da quarant’anni, da quando aprì per prima una porta sul mondo. Oggi invita tutti a varcarla di nuovo, con un po’ più di calma e lo sguardo rivolto alle persone.