Pop-Up! Il libro che invade lo spazio

Pop-Up

Avvicinare i bambini alla cultura non è cosa difficile, basta saperlo fare.

La fantasia di un bambino va conquistata e per farlo ci vogliono colori, storie, contenuti e voce per narrarle. Ci viene concesso un attimo nel quale attrarre la loro attenzione e trascinarli in un mondo magico fatto di avventure che gli farà vivere un’altra vita. Se tutto va bene, quello sarà un bambino che un domani leggerà.

Per definizione la pagina di un libro è qualcosa di piatto, a due dimensioni. Vive la sua vita confinata in quella forma di detenzione che la limita. Nonostante leggendola possiamo trovare storie, sogni, immagini, parole, idee, avventure, promesse, speranze e tanto altro ancora.
Ci sono invece momenti in cui la pagina rompe le sue catene e ruba spazio intorno a sé. Prende vita e colonizza il vuoto che la circonda. Conquista così una terza dimensione in modo del tutto inaspettato, magico e insospettato.

L’invasione nello spazio della narrativa è limitato principalmente alla letteratura per bambini. Parliamo dei libri Pop-Up, quei libri che sfogliandoli, ad ogni pagina, formano delle costruzioni cartotecniche che danno forma al racconto. Una volta erano anche interattive, il lettore poteva far muovere i personaggi narrati o particolari della storia, tecnica successivamente abbandonata per l’alta possibilità di veder il libro degradarsi rapidamente. Si è scelto quindi di rinunciare alla dinamica mantenendo unicamente il volume.

Massimo Missiroli, collezionista e noto conoscitore esperto di libri Pop-Up a livello nazionale, ha curato mostre in molti Paesi come la Cina, negli Emirati Arabi e in importanti manifestazioni nazionali dedicate al libro per l’infanzia. Con lui abbiamo voluto approfondire il tema e farci raccontare la storia di queste pubblicazioni.

 

Pop-Up

 

Il libro Pop-Up, come format nasce nel 1964. I primi esperimenti iniziano già nella seconda metà dell’800, ma la vera rivoluzione arriva nel 1964. Prima i libri avevano alcune pagine dinamiche o realizzate in cartotecnica, ma la maggioranza erano illustrazioni accompagnate da testi.

In quegli anni, la casa editrice per bambini Random House esce con il primo vero libro Pop-Up realizzato unicamente con pagine dinamiche. Erano libri che prevedevano una interazione con il lettore. Ponevano delle domande alle quali il bambino poteva avere risposta scoprendo delle caselle nel libro.
Venivano stampati in cromo litografia nelle migliori stamperie d’Europa, oggi costerebbero centinaia di Euro se stampati ancora con questa tecnica. Altri addirittura avevano sulle pagine dei disegni in acquarello realizzate a mano. Insomma, si trattava di vere e proprie opere d’arte, oggettivamente destinate, almeno nelle prime versioni e per i primi anni dalla loro nascita, ai figli della borghesia internazionale, che non badava di certo a spese per acquistarle. Solo successivamente, quando i metodi di stampa sono cambiati, il libro Pop-Up è diventato un bene maggiormente diffuso.

Molti studiosi di didattica per bambini si sono interessati a questo mondo, ne ricordiamo uno in particolare, Bruno Munari. Con le sue “sculture da viaggio”, con i libri con le alette da sollevare, con i suoi “libri illeggibili” che raccontano storie solo per immagini, con i “laboratori tattili”, ne ha sposato l’idea, il concetto e la filosofia.

Purtroppo il micromondo del libro Pop-Up non ha una grande rilevanza nel mondo editoriale internazionale. Gli autori che pubblicano questo genere di libri sono all’incirca quaranta e molto minore è il numero degli editori che li pubblica. È un microcosmo che vanta artisti eccezionali ma i numeri sono molto piccoli. È un fenomeno purtroppo al margine dell’editoria. Escono circa 100 libri Pop-Up all’anno nel mondo e solo 8/10 in Italia.

 

Pop-Up! Il libro che invade lo spazioL’ultimo a essere uscito è proprio il libro di Massimo Missiroli, La Divina Commedia – Inferno, dove l’autore nonché editore ha tridimensionalizzato le illustrazioni di Doré. Inoltre il libro è ricco di contributi in realtà aumentata, sia audio che video.

Se pensiamo ai numeri che genera l’editoria convenzionale, che sforna migliaia di libri l’anno, si comprende quanto questo si possa definire un micromondo. Uno degli ultimi Pop-Up uscito in Italia è dell’anno scorso, “La giostra di Nina”, edito da Gallucci, con disegni di Valerio Berruti e cartotecnica di Dario Cestaro.
Un fenomeno per pochi, come anche purtroppo pochi sono i giovani lettori.

Abbiamo voluto anche chiedere a un libraio lo scenario che si vede dall’interno di una libreria specializzata in editoria per i più piccoli: i bambini leggono, sfogliano, i genitori propongono? Insomma, vogliamo capire se la narrativa è rimasta viva, almeno nelle nuove generazioni.

Per farlo abbiamo fatto due chiacchiere con Enzo Covelli della Libreria Miranfù di Trani, in Puglia. Una scelta, quella di Enzo e di Elisa, i due proprietari della libreria, molto coraggiosa di questi tempi. Da Enzo ci siamo fatti raccontare come il mercato risponde agli stimoli degli editori. Se i bambini leggono, cosa leggono, se i genitori li spingono a leggere e come stanno andando “al botteghino” i libri Pop-Up.

 

Pop-Up! Il libro che invade lo spazioIl libro Pop-Up piace ai bambini, li affascina ed è uno dei libri più ricercati e richiesti nelle librerie specializzate. I contenuti, come anche la parte cartotecnica, devono essere di buon livello per essere appetibili al pubblico. Ci sono dei libri che sono delle opere d’arte, certo hanno costi piuttosto alti, ma sono e continuano ad essere quelli più apprezzati. Artisti come Robert Sabuda, David Carter e Matthew Reinhart, sono molto richiesti da un pubblico attento. Le loro opere sono di un livello assolutamente superiore sia come contenuti che come cartotecnica.

Purtroppo ormai la produzione di Pop-Up è molto limitata. Recentemente sono uscite per la Fabbri Editore le storie classiche reinterpretate con il loro stile, per cui riportavano la fiaba integrale supportata visivamente dal progetto Pop-Up di questi artisti.

Il costo di queste opere secondo Enzo è importante. Parliamo di una fascia di prezzo di 30/40 Euro, un costo che tende a scoraggiare gli acquirenti. Sorge però spontanea una riflessione: se un genitore è disposto a spendere 300 Euro per un gioco elettronico, come è possibile che non sia propenso a spendere un decimo di quelle risorse economiche per un’opera d’arte tattile che avvicina il bambino all’arte e alla cultura?

Non è un problema economico, è una scelta deliberata dei genitori. Non tutti danno alla lettura e alla cultura lo stesso valore. Molti preferiscono comodi parcheggi per i propri figli in modo che possano essere distratti e diventare meno ingombranti nella propria vita.

Per avvicinare un bambino alla lettura è fondamentale stimolare la sua curiosità. La narrazione animata, la lettura da parte di un adulto di una storia, sono fondamentali per incoraggiarli a una crescita culturale. Enzo infatti ci conferma che il viaggio verso il mondo della cultura per un bambino inizia soprattutto se incoraggiato con la lettura da parte dei genitori, le letture animate anche grazie ai libri Pop-Up che ne rapiscono lo sguardo oltre che la fantasia. Sono un fantastico supporto all’affabulazione, al racconto.