Il segreto di Stradivari, Einstein e il Museo del Violino di Cremona

Violino

“Un tavolo, una sedia, un cesto di frutta e un violino. Di cos’altro necessita un uomo per essere felice?” parola di Albert Einstein, genio della fisica e violinista mancato. Aveva sei anni quando iniziò a studiarlo, tredici quando smise di frequentare le lezioni. Ma non smise mai di suonarlo e confessò che se non avesse pensato in musica non avrebbe mai potuto elaborare la teoria della relatività. Cremona, Stradivari e il mistero dei suoi violini.

Simone Fernando Sacconi, liutaio realmente esistito, autore de “I segreti di Stradivari” dove raccontò di uno strano incontro con il grande scienziato futuro premio Nobel. E di una sfida lanciata tra scienza e arte, tra razionalità e creatività, tra accademia e artigianato: può uno scienziato scoprire il segreto di Stradivari, esiste una legge scientifica in grado di spiegare il mistero di quel suono sublime? Sorprendente la risposta di Einstein: “il violino è uno strumento diabolico che resiste all’analisi matematica”. Moltissime università hanno provato a spiegare il segreto. Forse il legno, forse la sua porosità, forse la vernice che conteneva cenere vulcanica, forse la muffa e la presenza di alcuni funghi e parassiti. Forse tutto questo assieme. E poi le leggende che raccontavano di come il famoso liutaio sentisse il suono degli aceri dei Balcani e degli abeti rossi della Val di Fiemme (gli unici alberi che usava) facendo rotolare i tronchi lungo una scarpata.

Cremona è da sempre considerata “la capitale mondiale del violino”per la sua secolare tradizione musicale che rimanda all’arte dei Maestri Liutai fin dal XVI secolo, quando artigiani straordinari come Stradivari, Amati, Guarneri resero i violini cremonesi veri e propri gioielli stimati e richiesti in tutto il mondo. Non a caso la tradizione liutaria cremonese è iscritta nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco (2006)

E ancora oggi i maestri liutai realizzano veri e propri capolavori, pezzi unici nati dalle mani di professionisti, abili non solo come intagliatori e intarsiatori quanto soprattutto come tecnici liutai. Avvalendosi del cosiddetto “metodo classico cremonese” danno vita a oggetti che si contraddistinguono, oltre che per l’estetica, per la perfezione tecnica, stilistica e acustica.

Nella seconda metà del Cinquecento il maestro Andrea Amati, forse a sua volta allievo di Gasparo da Salò, mise a punto le tecniche che contraddistinguono la produzione locale tramandandole con passione ai suoi discepoli. Si dice che nella sua bottega impararono il mestiere nomi del calibro di Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri del Gesù. D’altronde la costruzione del violino tradizionale richiede una profonda conoscenza dei materiali naturali e delle tecniche tramandate di generazione in generazione, consolidati e custoditi dalla famiglia Amati, poi evoluti e perfezionati dalle famiglie Stradivari, Guarneri e Bergonzi.

Il segreto di Stradivari, Einstein e il Museo del Violino di Cremona

Per chi volesse approfondire il viaggio alla scoperta degli strumenti ad arco più importanti del mondo, il Museo del Violino è un piccolo gioiello nel cuore di Cremona. Sorto nel 2013 sotto l’egida della Fondazione Stradivari che, dal 1976, tutela e promuove il valore della liuteria cremonese, classica e contemporanea, attraverso concorsi, mostre, convegni, pubblicazioni, congressi e concerti, il museo racchiude un’importante collezione di archi. Stradivari, Guarneri, Amati sono nomi evocativi di un fascino  – antico e sempre nuovo – unico al mondo. E ancora, Scrollavezza e Bissolotti, due importanti maestri del XX secolo, per citare le ultime due acquisizioni dello scorso 4 dicembre.
Dieci sale accolgono il visitatore nell’esperienza preziosa e indimenticabile della bottega del liutaio e della storia della liuteria, dove apprendere, passo dopo passo, come si realizza un violino. Ma è nella la terza sala che entriamo nel vissuto più genuino ed originale della visita al museo: una vera e propria immersione sonora ci avvolge restituendoci un saggio di ascolto musicale davvero coinvolgente. 

La visita prosegue attraverso la scoperta di antichi e nuovi strumenti, alcuni, frutto di donazioni importanti, come i 700 pezzi della collezione Giuseppe Fiorini; altri, capolavori di perizia contemporanea, a testimonianza di una tradizione che non ha perso prestigio. Questi strumenti hanno meritato la medaglia d’oro al Concorso Triennale di Liuteria per aver saputo coniugare eccellenza acustica ad elevata qualità artigianale: una testimonianza unica delle più perfette realizzazioni dell’ultimo mezzo secolo e un momento importantissimo di riflessione sul valore culturale del lavoro degli artigiani contemporanei. Il raffronto tra realizzazioni di oggi e capolavori di Stradivari, Amati, Guarneri permette di verificare quanto tradizione ed evoluzione siano in armonia nella costruzione di strumenti ad arco di alto artigianato, nel segno dell’innovazione.

Il museo è dotato anche – e non poteva essere altrimenti – di un auditorium da ben 484 posti, intitolato all’imprenditore cremonese dell’acciaio Giovanni Arvedi, al quale si deve l’assetto dell’attuale museo, di Piazza Marconi e del Laboratorio Arvedi di Diagnostica Non-Invasiva dell’Università di Pavia, specializzato nella ricerca scientifica sui materiali impiegati nella costruzione degli strumenti musicali e scientifici.

Il Museo del Violino è l’unico museo in Italia a ospitare laboratori di ricerca universitari.

Violino

L’Auditorium costituisce un vero e proprio spettacolo nello spettacolo perché è concepito per garantire la migliore acustica del mondo, permettendone anche l’utilizzo come sala di incisione. Anche il design non è da meno: la struttura in acciaio è rivestita con legno d’acero verniciato come quello utilizzato per realizzare i violini.

La Banca del Suono del Museo è l’ultimo progetto ambizioso e di complessa realizzazione di questo preziosissimo centro culturale. Gli strumenti hanno un ciclo di vita che nel corso dei secoli modifica il loro timbro. Per limitare i danni di questo processo, 32 microfoni sofisticatissimi hanno permesso di “congelare” per sempre il timbro unico e irripetibile di strumenti antichi di 500 anni!  È stato necessario isolare l’ambiente rinunciando a qualsiasi vibrazione sonora, non solo dall’esterno, ma soprattutto – e ha dell’incredibile! – interna: sono state smontate lampadine e si è spento l’impianto di riscaldamento per non interferire minimamente con la registrazione.

Il Museo del Violino è oggi un polo culturale internazionale che, partendo dalle radici profonde del Territorio, chiama a raccolta talenti e competenze per condividere progetti e valori, in una virtuosa sinergia tra pubblico e privato. Attenzione verso la comunità, ricaduta sul territorio, elogio della storia locale e grande risonanza internazionale fanno di questo museo un centro di buone pratiche per una fruizione del patrimonio culturale in linea con le esigenze del contemporaneo.

Il museo è visitabile dal mercoledì alla domenica e offre un variegato programma per le scuole di ogni ordine e grado, nonché un ricco calendario di concerti, per imparare e ascoltare il mondo suonato da un violino.

Museo del Violino
Piazza Guglielmo Marconi, 5, 26100 Cremona
https://www.museodelviolino.org/it/