Un testo di viaggio, di esperienze e di natura. Pino Petruzzelli racconta La via degli alberi

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Che cosa ci hanno detto gli alberi? Un reportage straordinario, che va dai limoni agli ulivi, dai larici ai castagni. Ce lo racconta l’attore e drammaturgo Pino Petruzzelli con i suggerimenti al pianoforte di Tiziana Canfori, Direttore Artistico Musicale del Levanto Music Festival, in scena per la terza volta in questa edizione.

Stasera 10 agosto alle ore 21.30 a Levanto, presso l’auditorium dell’Ospitalia del Mare, avrà luogo lo spettacolo teatrale con musica dal vivo La via degli alberi, un viaggio di Pino Petruzzelli, nono evento della trentunesima edizione del Levanto Music Festival – Amfiteatrof.
La rassegna musicale organizzata da Officine del Levante e dedicata al violoncellista Massimo Amfiteatrof, di cui MEMO è media partner, si svolgerà in presenza a Levanto fino al 3 settembre 2022 e sarà interamente trasmessa in streaming sulla pagina Facebook del Festival.

Un testo di viaggio, di esperienze e di natura, ascoltando le storie di alberi secolari accompagnate dalle note del pianoforte di Tiziana Canfori.
Realizzato in collaborazione con Centro Teatro Ipotesi, lo spettacolo nasce dal desiderio di Pino Petruzzelli di parlare della Natura, in particolare degli alberi e di quanto si può imparare da loro.

La via degli alberi

Mercoledì 10 agosto, Auditorium Ospitalia del Mare, ore 21.30

con Pino Petruzzelli e Tiziana Canfori (al pianoforte).

Perché dopo aver girato in zone di estrema povertà e di guerra, perché dopo aver passato sei anni sulle tracce del popolo Rom, ho sentito la necessità di parlare della Natura? E in modo particolare degli alberi?

Perché gli alberi hanno molto da insegnare all’Homo Sapiens, come ricorda lo scienziato Stefano Mancuso. Possiamo migliorare le nostre esistenze guardando a come gli alberi collaborano con i nemici trovando reciproco vantaggio o a come basano la sopravvivenza su reali forme di governo democratiche in cui non esistono organi di comando, ma forme di cooperazione attiva e di intelligenza distribuita.
In un momento come quello che stiamo vivendo dobbiamo capire come ripartire. La natura è sempre la stessa, è l’uomo a decidere quale via prendere. Attraverso il presente è possibile andare a cercare il punto in cui l’Homo Sapiens ha preso una strada sbagliata e da lì ricucire lo strappo. Tanto il mondo della scienza quanto il mondo degli umanisti vedono nel massacro della natura, in favore di una industrializzazione cieca, il momento in cui abbiamo diminuito le nostre capacità di vedere un futuro felice per noi e per i nostri figli.

Naturalmente lo spettacolo non è un saggio di neuroscienze o di neurobiologia vegetale, ma un modo di provare a riflettere attraverso il teatro su temi urgenti. Riflettere, pensare. È questo il mio teatro fatto di lacrime e risate, di momenti felici e momenti difficili. Di profondità e leggerezza. Proprio come la vita. Anche quando parlo di situazioni difficili però, penso sempre a un’arte in grado di infondere vita e voglia di vivere nello spettatore.

Il protagonista dello spettacolo, come nelle “Interviste impossibili”, ha deciso di andare ad ascoltare i limoni delle Cinque Terre e di Sorrento, il castagno di Carpasio nel cui tronco cavo trovarono rifugio i partigiani feriti, i larici millenari della Val d’Ultimo e infine gli ulivi di Taranto, nati quando Platone e Aristotele vivevano, che sono stati spazzati via da orribili dinosauri di metallo per lasciare il campo a un’industria siderurgica.

L’ingresso è libero e gratuito, come per tutti gli appuntamenti in programma. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Levanto Music Festival – Amfiteatrof.
Per maggiori dettagli, è disponibile la scheda dell’evento sul sito della rassegna.