Leiji Matsumoto, quel signore gentile in viaggio nel mare di stelle
La settimana scorsa è stata resa pubblica la notizia della scomparsa del Maestro Leiji Matsumoto, mangaka giapponese di fama internazionale molto conosciuto in Italia grazie al suo personaggio Capitan Harlock e Presidente onorario dell’Associazione Culturale italiana che ne porta il nome, nata nel 2015 con lo scopo di promuovere, sviluppare e perseguire finalità culturali inerenti la divulgazione delle opere, il valore artistico e letterario e ogni altro riferimento al Maestro. Pubblichiamo un ricordo dell’artista scritto da Piero Giuseppe Goletto, membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Culturale Leiji Matsumoto.
di Piero Giuseppe Goletto
Un’insufficienza cardiaca ha portato via lo scorso 13 febbraio il Maestro Leiji Matsumoto, leggendario mangaka amato in tutto il mondo. Era nato nel 1938 nella prefettura giapponese occidentale di Fukuoka.
Leiji Matsumoto è stato un artista tanto prolifico quanto di successo, è infatti l’autore di opere quali Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Queen Emeraldas, La regina dei mille anni, La corazzata Yamato, Danguard, così come di un corpus di opere solo apparentemente minori, ma che aiutano a capire la genesi e lo sviluppo di alcuni dei suoi personaggi più noti. Matsumoto si è espresso ai massimi livelli sia nei manga che negli anime, con grandissima padronanza di entrambi i linguaggi. La sua avventura artistica comincia a 15 anni con Le avventure di un’ape e Cronache avventurose, poi prosegue con diversi manga pensati per un pubblico femminile (gli shojo manga).
Matsumoto però trova nella fantascienza il suo contesto narrativo di elezione. A Lucca Comics, nel 2018, dichiarò “La mia intenzione era quella di costruire una grande opera. Un’opera unica composta da opere separate. I personaggi passano da un’opera all’altra. Non l’ho vissuto in maniera particolare o costruito chissà in quale modo; alla fine sono nati tutti insieme. Negli anni sono passato da uno all’altro, ma pensando a qualcosa di più grande”. La maggior parte delle opere di Matsumoto si svolgono infatti nel Leijiverse, quell’universo condiviso entro cui tutti i suoi personaggi si muovono.
Le storie fantascientifiche del Maestro giapponese hanno sempre una base distopica. Il collasso della civiltà o dell’esistenza individuale e la ricerca di una via di uscita sono il punto di innesco del racconto. Basterebbe pensare alla storia di Capitan Harlock, ambientato in una Terra che ha esaurito le riserve d’acqua e la cui popolazione viene quasi anestetizzata attraverso onde elettromagnetiche diffuse per via televisiva. Oppure alla storia di Galaxy Express 999, ispirata al suo viaggio giovanile dalla prefettura del Sud Giappone dove nacque fino a Tokyo. Qui Tetsuro, giovanissimo adolescente orfano di madre, percorre un lungo viaggio nel corso del quale incontra realtà distopiche.
Il Maestro raccontò che “Il treno da cui ho preso ispirazione per il Galaxy Express 999 era un treno reale che ci metteva 24 ore per poter arrivare a Tokyo. Ciò che a me interessava approfondire era il significato della ferrovia (,,,), il cui obiettivo è arrivare al capolinea passando di stazione in stazione. Praticamente è la vita, la nostra esistenza che va avanti, anno dopo anno, per arrivare all’ultima destinazione: la morte. È per questo motivo che non ho mai pensato a un finale per le mie opere. Se lo facessi è come se stessi dicendo ‘sto per morire’.”
Matsumoto è capace di portare personaggi femminili in ruoli da protagoniste, che combattono, salvano situazioni, seducono, oppure fungono da mentore come nel caso di Emeraldas e Maetel: la prima è una piratessa solitaria forte e coraggiosa, la seconda una viaggiatrice misteriosa e affascinante. Ma il suo personaggio più famoso, almeno in Italia, è un uomo.

Capitan Harlock è l’eroe massimo di Leiji Matsumoto. Personaggio dal carisma incredibile e dalla sconfinata umanità, nel manga del 1977 e nell’anime del 1978 è un pirata spaziale, reietto ma destinato a salvare la Terra dall’invasione delle Mazoniane, esseri vegetali di sesso femminile provenienti da Mazone, un pianeta morto. La società di Mazone funziona come un formicaio, dove ognuno ha un ruolo definito dal quale non può sfuggire e non esistono né amicizia né amore. L’amicizia, al contrario è uno dei valori che tiene insieme equipaggio dell’Arcadia, la nave di Capitan Harlock sul quale sventola la bandiera del Jolly Roger. È infatti proprio grazie all’amicizia con Harlock e con Kei Yuki, la bella comandante in seconda, che il giovanissimo Tadashi Daiba si libererà dal desiderio di vendicare il padre morto.
Ma Capitan Harlock va letto e riletto – così come l’anime va visto e rivisto – perché si possano comprendere l’ideale di libertà che anima il Capitano, la profonda malinconia che lo caratterizza e che è espressa dalle note del tema della piccola Mayu, figlia del suo amico scomparso. L’anime solleva una serie di questioni, dalle sfide della vita ai limiti della violenza come soluzione ai problemi della società. Harlock ci dà una grande lezione di psicologia: «Ognuno di noi ha dentro di sé un mondo che custodisce gelosamente, un mondo che pochi riescono a comprendere. E così si chiude in un silenzio che è forza e debolezza nello stesso tempo e finisce per sentirsi isolato in una battaglia che richiede tutto e forse non dà nulla ma che noi combatteremo lo stesso».
Ritroviamo poi Harlock nel lungometraggio L’Arcadia della mia giovinezza e nella serie tv Capitan Harlock SSX – Rotta verso l’infinito: qui è ufficiale militare prima di diventare un pirata dello spazio. La morte dell’amata Maya per mano dei conquistatori alieni della Terra è l’evento che trasforma Harlock nel pirata spaziale che conosciamo. Esiste poi un altro prequel della storia di Capitan Harlock, intitolato Cosmowarrior Zero. Il pirata spaziale è anche protagonista della saga L’anello del Nibelungo, ispirata all’Oro del Reno. Questo perché Leiji Matsumoto era un grande amante dell’opera lirica e in particolare di Wagner.
L’origine di Capitan Harlock è però da cercare in un contesto western, genere letterario che Matsumoto amava, come si ritrova in Gun Frontier e in Harlock e Tochiro. Il maestro ebbe a dichiarare sempre a Lucca Comics 2018: “Più che un regista o film particolare, da bambino vedevo molto i film americani, non solo western, almeno fino ai vent’anni, e anche quelli italiani, appunto gli spaghetti western e di Sergio Leone, e quando andavo a dormire li sognavo e il giorno dopo li riportavo nei miei disegni. Ero molto affascinato anche dalle pistole, che collezionavo. Uno degli aspetti che più mi interessavano nei film italiani era quell’aspetto romantico”.

Il modo di gestire i personaggi di Matsumoto ricorda il gioco delle maschere dei lavori teatrali di Carlo Goldoni: i personaggi sono veri e propri attori delle storie del maestro giapponese, ricorrenti nelle sue varie opere.
Un’altra opera del Maestro particolarmente significativa è Galaxy Express 999 (1977). Una chiave di lettura di questo manga, trasposto poi in un anime di grande successo nel 1978, è la difficoltà di diventare adulti e prendere coscienza della realtà. Galaxy Express 999 è infatti anzitutto il viaggio interiore del protagonista adolescente, che nell’incontrare i personaggi che abitano i vari pianeti, che in gran parte sono uomini macchina, si rende conto di dover conservare a qualunque costo la propria umanità.
Tra le pochissime storie robotiche di Matsumoto si annoverano Sexaroid, nel quale la protagonista Yuki è un ginoide, cioè un androide di fattezze femminili, e Danguard. Ma se nella prima Yuki è coprotagonista, in Danguard il tema centrale sembra essere il conflitto tra il Capitano Dan e Takuma Ichimonji, pilota del robot che dà il titolo alla serie, che nel corso della storia si scopriranno essere padre e figlio (se state cercando una delle fonti di ispirazione per Neon Genesis Evangelion, farete bene a cercare nell’opera di Leiji Matsumoto).
Il viaggio spaziale è in Matsumoto metafora di valori universali: la pace, la speranza, l’avventura, l’attenzione ecologica, il recupero dell’umano (gli equipaggi delle astronavi di Matsumoto si proteggono aiutandosi l’un con l’altro), l’amicizia e il valore della vita. Ancora a Lucca Comics 2018 il Maestro propose una riflessione di notevole attualità: “Non è tempo per essere divisi da religioni, razze o confini. Dobbiamo essere uniti e proteggerci a vicenda, imparando dalla storia e da quello che abbiamo studiato, proteggendo così anche il pianeta e lavorare fianco a fianco come fratelli. Dovete tenere stretti i vostri sogni, sono loro che vi porteranno ad avere un futuro migliore. La vita è fatta per essere vissuta, tutti nasciamo per vivere, nessuno nasce per morire.”

Nel corso degli anni il Maestro ha proseguito la sua prolifica carriera dedicandosi anche alla musica, collaborando con il gruppo elettronico Daft Punk (il film Interstella 5555 è la trasposizione animata del loro album Discovery) e al design di mezzi aerei e nautici, la sua grande passione, che lo portò a progettare l’avveniristico battello Himiko che, ancora oggi, trasporta i passeggeri a Odaiba, il quartiere/isola artificiale di Tokyo. Era socio di un’associazione di astronomi, e collaborava con un’associazione di studi spaziali. Matsumoto ha sempre seguito in prima persona, finché gli è stato possibile, ogni progetto che riguardasse le sue opere, siano esse manga, anime o spettacoli teatrali (in Giappone è recente la rappresentazione di Galaxy Express 999) o merchandising.
Aveva un rapporto di grande affetto verso l’Europa, tant’è che ha trasfuso in Capitan Harlock gli aspetti del pirata (concetto prettamente occidentale) e del cavaliere unito al modello del Samurai. Il legame con l’Italia è particolarmente profondo, essendo il Maestro amante dell’arte e in particolare della pittura del nostro Paese. Vorremmo ricordare che il Maestro si è sempre reso disponibile quando l’Italia ha avuto bisogno di avviare iniziative di solidarietà, come avvenne con il terremoto nelle Marche e durante la pandemia, realizzando disegni che, attraverso la nostra Associazione, sono stati venduti in aste benefiche.
Matsumoto ha trasformato il fumetto e l’animazione dando voce a intuizioni brillanti, portando il lettore o lo spettatore nelle più oscure profondità dello spazio e così pure dell’animo umano. Per dirla con lui, tutte le sue storie si ricongiungeranno in quel punto dove si incrociano gli anelli del tempo, e dove speriamo di poter incontrare di nuovo quel signore gentile insieme ai suoi personaggi, là nel mare di stelle.