#AgriCultura. Pastificio Poggiolini e Grano Verna: un felice connubio
Il Gruppo Convivio rappresenta una interessante piattaforma industriale, che riunisce alcune eccellenze del Made In Italy, attive nel campo della pasta fresca e delle eccellenze gastronomiche.
Si tratta di una realtà imprenditoriale che va progressivamente consolidando la propria presenza sul mercato, in virtù di una efficace integrazione tra competenze produttive e distributive, con l’ottimizzazione dei processi e il graduale ampliamento della gamma.
Il Gruppo persegue una politica di valorizzazione degli specifici brand e delle rispettive tradizioni territoriali, puntando a un corretto equilibrio tra qualità, innovazione e capacità di risposta alle esigenze della GDO, anche con soluzioni tailor-made.
Il perimetro di Convivio ricomprende Pasta Poggiolini, un’azienda di pregio, nata ad Arezzo nel 1972 e trasformatasi negli anni da piccola bottega artigiana a moderna azienda industriale, dove la tradizione artigianale incontra l’innovazione tecnologica.
Pasta Poggiolini racconta una storia di famiglia, che prende le mosse quando Remo Poggiolini, originario di Foiano della Chiana, decide coraggiosamente di abbracciare l’imprenditoria, abbandonando la pastorizia e intraprendendo la carriera di pastaio.
L’azienda ha in questo mezzo secolo costruito la propria reputazione sulla valorizzazione delle materie prime locali, sulla specializzazione nella pasta fresca e sulla reinterpretazione della tradizione gastronomica toscana.
Il pastificio, tra l’altro, ha sviluppato un particolare lavoro sul recupero di varietà di grani antichi, a partire dal grano Verna, materia alla quale dedica una specifica linea, dal colore più marroncino e dal tratto ruvido.
Si tratta di una antica cultivar toscana, legata alla tradizione agricola del territorio, molto apprezzata in passato per le sue caratteristiche di grande rusticità, poi per lunghi anni trascurata, con l’agricoltura intensiva, in quanto decisamente meno produttiva rispetto alle varietà moderne.
Questa tradizionale varietà di grano prende il nome dal Monte in Casentino, storicamente presidiato dal noto Santuario, dove la coltivazione dei cereali per molto tempo ha rappresentato una componente essenziale dell’economia del posto.
Oggi il grano Verna viene reinterpretato all’interno di una filiera produttiva orientata alla riconoscibilità e alla qualità del prodotto, che trova nelle speciali caratteristiche della cultivar un decisivo valore aggiunto.
Pablo Poggiolini dice al riguardo: “Tra i grani speciali è il principale che utilizziamo, lo promuoviamo perché è locale, ha bassa percentuale di glutine, dunque più adatto per chi soffre di intolleranze. Offre un prodotto di qualità che ha molta più digeribilità e valore nutritivo superiore rispetto alla varietà di grano classica”.
La valorizzazione di questa particolare varietà di grano toscano può essere considerata emblematica della filosofia dell’azienda, alla costante ricerca di un virtuoso equilibrio tra Tradizione e Innovazione.
Afferma infatti ancora Pablo Poggiolini: “Il nostro lavoro è fatto di equilibrio: da una parte la materia prima, dall’altra il modo in cui la trasformiamo. Il grano Verna rappresenta bene questo approccio, perché ci consente di partire da una tradizione agricola profondamente legata al territorio e svilupparla in chiave contemporanea”.
Tutto questo oggi è possibile grazie al fatto che la cultivar è stata mantenuta in purezza negli anni dall’Ente Toscano Sementi, istituzione fondata negli Anni Trenta, costituita tra gli altri dall’Università di Agraria di Firenze e dal Consorzio Agrario di Siena.
L’ente ha avuto un ruolo anche nel promuovere il rilancio della varietà, le cui caratteristiche sembrano sposare felicemente le più attuali esigenze dei consumatori.
Il grano Verna, infatti, è caratterizzato da un contenuto proteico decisamente modesto, pari al 12% di proteine totali, risultando così particolarmente adatto ai soggetti con intolleranze alimentari.
Nello specifico, la farina Verna contiene solo lo 0,9% di glutine rispetto al 14% di media delle farine tradizionali, rappresentando quindi una buona soluzione nutrizionale per le funzionalità digestive e per il benessere di molte persone, anche quelle non direttamente celiache, ma comunque con intolleranza verso il frumento.
Il Verna e altre varietà di grani antichi sono state oggetto di un importante studio della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, con progetto coordinato da Giovanni Dinelli.
Il lavoro del docente e del suo team si è concentrato su varietà di frumento tenero antecedenti al 1950, confrontando le performance agronomiche e nutrizionali di varietà a taglia alta (antiche) con quelle di varietà a taglia nana (moderne).
Ha spiegato Giovanni Dinelli che, da un punto di vista produttivo, “il progetto ha permesso di fare chiarezza sulle varietà a taglia alta, che consentono in sistemi agricoli a basso input (ovvero in agricoltura biologica) performance agronomiche paragonabili alle varietà moderne a taglia bassa”.
I risultati del progetto, pubblicati anche dalla prestigiosa rivista statunitense Plos One, hanno confermato, tra l’altro, una maggiore attività anti-ossidante delle varietà a taglia alta, con un conseguente maggiore effetto protettivo per le cellule cardiache.
Orbene, ha precisato il docente dell’Ateneo bolognese, “in particolare la varietà Verna è risultata quella caratterizzata da effetti maggiormente marcati”
Un diverso studio, a cura dell’Università di Firenze, ha poi verificato la presenza di flavonoidi e antiossidanti decisamente maggiori nei frumenti di antiche accessioni, rispetto alle varietà più moderne e performanti.
I partecipanti allo studio hanno riportato un decremento rispettivamente del 7,4% e del 13,1% nei livelli di colesterolo totale e colesterolo LDL e un abbassamento dei trigliceridi.
L’incontro tra Tradizione e Innovazione, nel caso della Pasta Poggiolini e del Grano Verna, ha davvero condotto a risultati positivi sotto molteplici punti di vista.
Le parole chiave dell’azienda, d’altronde, tramandate nei decenni, sono: Responsabilità, Sostenibilità, Innovazione.
La famiglia Poggiolini così oggi letteralmente le declina: “Responsabilità nei confronti dei nostri 25 dipendenti e delle loro famiglie, sostenibilità per l’ambiente acquistando prodotti a km zero e innovazione, in quanto lo stabilimento è meccanizzato all’80% con strumenti di ultima generazione”.